
Che ci posso fare? Provo a immaginarla seria ma poi mi vien così.

Che ci posso fare? Provo a immaginarla seria ma poi mi vien così.
Nelle gelide profondità dell’Antartico un team di geologi scopre un vecchio laboratorio nazista ancora intatto in cui hanno avuto luogo oscuri esperimenti. Per conquistare il mondo, i nazisti hanno creato squali modificati capaci di volare guidati da superumani non morti. Per contrastarli viene rianimata una task force di soldati caduti in Vietnam nota come “Dead Flesh Four”.

È Sky Sharks, film dalla trama complessa e scelte registiche per veri cinefili.
Tra l’altro, non sono sicuro ma penso sia una storia vera.
Ciao Ever Given, grazie per la compagnia.

E ora dritta a Rotterdam e poi a letto.

Nessuna novità. Così, per dire, per pubblicare la foto notevole.

L’interruzione sulla bretella Suez-Port Said prosegue, con il mezzo pesante (Ever Given, vedi ieri) ancora fermo di traverso su entrambe le carreggiate. I mezzi di soccorso sono intervenuti prontamente per rimuovere il mezzo.
In direzione Port Said si è fermata una coda di svariati chilometri, dovuta anche a curiosi e mezzi di passaggio. Si suggerisce ai mezzi in transito di prendere la variante al canale, ovvero di circumnavigare l’Africa.

Si segnalano infine alcune decine di mezzi fermi nel mezzo del canale, in attesa della ripresa del traffico. Non a caso la zona in cui si trovano è denominata ‘Laghi Amari’ (بحيرة المرة الكبرى). Si raccomanda prudenza.

Dal CCISS è tutto, linea allo studio.

Non le avrei dato una cicca e, invece, spassevole: ‘Speravo de morì prima’.

Notevole Castellitto che sa riprodurre quello sguardo a metà tra il vuoto e il non-ho-capito mentre cerca di fare divisioni a tre cifre a mente. Non meno Tognazzi. Evidentemente, dopo ‘Romolo e Giuly’, ‘Gomorra’, ‘The young pope’ e la vecchia ‘Boris’, qualcuno ci sta prendendo la mano e comincia a girare prodotti significativi anche da noi, con buona ironia. Bene, anche per chi come me segue molto poco il fobàll e gliene frega poco delle radio romane sulla maggica.

E con questo direi che coi traduttori automatici ci siamo.
La fondazione Milano Cortina 2026 ha indetto una votazione online per scegliere il logo dei XXV Giochi Olimpici Invernali. Bisogna scegliere tra questi:

Ed è dura, perché fan schifino entrambi. Oddio, in tema olimpiadi i loghi non sono mai un granché, tra persone fatte da strisce, fiamme, curve, cerchi, fiocchi di neve. Questi non fanno eccezione, banalizzando e ponendo al centro il numero dell’olimpiade, messaggio scadente, e mescolando linguaggi diversi, uno un po’ meno dell’altro. Io avrei puntato, così per dire, sull’unione tra Milano e Cortina ma vabbè, sarà per quello che non mi chiamano.
Tra i loghi delle olimpiadi passate, il mio preferito resta questo:

Ma temo c’entri il sentimento, tra le altre cose.

Spiritoso, almeno.