Quando il nome è preludio di una professione.

Che poi il capocantiere è di certo un’ottima scelta, ma avrebbe potuto scegliere senz’altro qualsiasi altra professione, con sì bel cognome.
(Per chi non masticasse, la foto l’ho scattata a Londra).
Quando il nome è preludio di una professione.

Che poi il capocantiere è di certo un’ottima scelta, ma avrebbe potuto scegliere senz’altro qualsiasi altra professione, con sì bel cognome.
(Per chi non masticasse, la foto l’ho scattata a Londra).
Senza particolari richieste, l’importante è che sia grande.

(Grazie a mr. C. che ha scovato questa meraviglia per strada).
Il mio photobombing preferito di sempre:

Salgariano, bellissimo, attento Tremal-Naik: attento dietro! Attento al kriss!
Non sono mai state chiare le ragioni per cui Mark Twain non sopportasse Jane Austen fino a quel punto: «Tutte le volte che leggo Orgoglio e pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia» o «Quando comincio uno dei libri di Jane Austen, come Orgoglio e pregiudizio o Ragione e sentimento, mi sento come un becchino che entri nel Regno dei Cieli. So quali sarebbero le sue sensazioni e le sue opinioni in merito: arriccerebbe il naso e non troverebbe il posto di suo gusto» o «Jane è del tutto impossibile. Mi sembra che sia stato estremamente caritatevole lasciarla morire di morte naturale».
Il meglio lo diede con una frase lapidaria, essendo un frasista sublime:
«Ogni biblioteca che non contiene libri di Jane Austen è una buona biblioteca».
Per poi aggiungere subito (e qui sta il genio, purissimo):
«Anche se non contiene altri libri».
In realtà, da alcuni elementi sparsi qua e là (tra le frasi precedenti «Tutte le volte che leggo Orgoglio e pregiudizio», «Quando comincio uno dei libri di Jane Austen») molti critici ritengono forse a ragione che in fondo Twain fosse un janeaustener, e che il tutto fosse una posa. Magari per dare fastidio al suo grande amico William Dean Howells, lui sì devoto alla Austen. Chissà.
Fortunatamente delle signorine competenti si sono prese prontamente cura del povero elefantino e soltanto ventiquattro ore dopo il misfatto tutto era tornato al proprio posto.

Bene, per una volta rapidi ed efficaci.
Correvo qua e là al di sopra di un bel lago alpino, quando sono incappato in questo:

È il segno dove si ha la miglior vista? Un tesoro, forse? O è il posto che ti ci metti e poi si apre la botola della morte? Nel dubbio, sono andato avanti.
Gli anni Settanta sono stati il punto più alto dell’eleganza umana, credo che su questo nessuno abbia da obiettare. Mentre l’eleganza femminile, però, ha conosciuto diverse stagioni felici, l’eleganza maschile ha avuto meno opportunità.
Una di queste, la più fulgida, sono proprio stati gli anni Settanta, che vorrei celebrare oggi. Anni duri da un sacco di punti di vista, tra guerre, scontri e violenza, ma anche meravigliosi per la scelta delle tinte, dei motivi su stoffa e delle – omioddio! – scarpe.

Anche la cintura coordinata maschile è un elemento che non si è mai più ripetuto e io, giuro, non capisco proprio perché.

Non bisogna certo dimenticare l’intimo: serio o divertente, l’uomo resta uomo, o maschio se preferite, e nulla della sua virilità viene toccato. Solo eleganza.

E il baffo, perdio, il baffo selvaggio: mica quelle scemenze ipsteriche. E poi è pure novembre, il mese del baffo, proprio.
Tornate, Settanta, tornate!
Andare a correre nei boschi d’autunno è per me una delle gioje più grandi.

Se c’è la bruma, la nebbiolina e la fanga pure meglio, ma anche il sole va bene.
La borsa finto-Lego per portare i Lego è bellissima:


È un’idea di Junho Lee e Hyun Chul Choi, fossi io la Lego gliela comprerei.
Il caschetto meno.
Przemysław Kruk è andato (andata?) a fare un giro nello Jura per vedere il vero autunno. Nei boschi dello Złoty Potok, in particolare. Che paese, la Polacchia: unico posto in Europa, o quasi, che conserva tratti di foresta primordiale europea e branchetti di bufali europei, impossibili ormai da vedere altrove. Przemysław ha colto il foliage e gli ha dato un tocco offuscato piuttosto poetico (non impazzisco ma c’è chi apprezza l’effetto).

In generale, fa delle bellissime foto di paesaggi, specie dell’inverno polacchico (una strepitosa delle Dolomiti qui).
Questi boschi sono tra Cracow e Czestochowa: la prima vale assolutamente il viaggio, la seconda no, a meno che non siate ferventi cattolicissimi.