Sembra Johnny Depp in una performans cappellaia della sue:

Ho una vera passione per la vecchia.
Sembra Johnny Depp in una performans cappellaia della sue:

Ho una vera passione per la vecchia.
My Poetic Side, un sito americano dedicato alla poesia, ha messo su una mappa Google tutti i premi Nobel per la letteratura, distribuendoli per paese d’origine.
Gli autori sono stati attribuiti alla propria cultura e lingua di riferimento, quindi per esempio Ivan Bunin (1933) e Gao Xingjian (2000), nonostante la cittadinanza francese, sono stati messi rispettivamente uno tra i russi e l’altro tra i cinesi. Lo stesso Beckett è – giustamente – tra gli irlandesi, sebbene ufficialmente sia un Nobel francese. Ciò nonostante, la Francia è il paese al mondo con più premi Nobel per la letteratura, il che mi lascia un filino sconcertato: per carità, alcuni meritatissimi – Anatole France, Henri Bergson, André Gide, Albert Camus, Jean-Paul Sartre a mio modesto parere – e altri decisamente meno.
Quello che mi entusiasma, invece, sono gli strepitosi sette premi Nobel della Svezia:
La grande letteratura svedese. Cosa vuol dire che Carl Gustaf Verner von Heidenstam era membro dell’Accademia svedese che assegnava i Nobel? Ma che c’entra? E che Erik Axel Karlfeldt ne fosse addirittura il presidente? E che anche Eyvind Johnson e Harry Martinson ne fossero stimati membri? A cosa si vuole alludere?
La grande letteratura svedese.

Il nuotatore australiano Matthew Dunn, 1993. Foto di Tim Clayton.

Due mesi fa si sono tenuti in Svezia i campionati del mondo di – come dire? – salto della corda, che in inglese vien più bello: World Rope Skipping Championships.
Il paese ospitante ha esordito così (per tutti quelli, come me, che non sapevano esistessero dei campionati di disciplina e, soprattutto, non avevano mai visto l’attività portata ai massimi livelli):
Uao. Sto per diventare devoto, a quattro in particolare.

La squadra americana alle Olimpiadi di Atene, 1896. Foto di Thomas Pelham Curtis.
Io sarò là. Per vegliare che i cuneesi, invidiosi, non osino accusarci ancora di doping. Aimreditumilc.
Qui tutte le info dell’imperdibile appuntamento. Riuscirà il campione in carica a confermarsi? Probabile, visto che gioca in casa, stavolta…
Le regole, poche e chiare:
Ogni concorrente dovrà fornirsi di sgabello (scagn) e secchio per la mungitura. Verranno dati circa due minuti di tempo, segnalati dalla giuria, per la “messa a latte”, quindi altri due minuti esatti per la prova, durante i quali, il concorrente dovrà mungere più quantità di latte possibile. Il campionato si svolgerà in un’unica prova.
Per la mungitura è consentita qualsiasi tecnica che utilizzi le sole mani nude.
Nicole Atkins è una cantautrice americana che fa delle cose che io trovo piuttosto interessanti. Una di queste è la canzone qui sotto, con un video divertente (a me piace a 00:25, tra l’altro) e un ritornello che si è ficcato nella mia testa e non ne esce.
Così, se qualcuno vuole rischiare l’effetto-tormentone basta cliccare su play.

Blue Sentado, dalla serie Lucha Libre, circa 2005. Foto di Lourdes Grobet.

Kaiser Chiefs, che vi hanno fatto? Chissiete? Qui Parachute, il primo singolo uscito, e qui Hole in my soul, il secondo. Questo poppino-dens mi causa un dispiacere che nemmeno immaginate, amici. Che vi è successo? Perché? Pecché? Il disco è tragicamente tutto così, forse a un primo ascolto salverei Still waiting, ma non so.
Santoddio, cinque pezzi loro dei tempi belli per riprendermi dallo (non little) shock:
– I predict a riot
– The angry Mob
– Never miss a beat
– Everyday I love you less and less
– Ruby (ovviamente)
Sembra ieri che saltavamo insieme a Hyde Park, Kaiser: tornate, vi prego.
Sia in versione fichissima:

Sia in versione più matura:

Sia in versione svago:

Noi adepti della Chiesa di Jack Nicholson lo ammiriamo in ogni sua forma ed espressione.