Obbligo di catene e la signorina provvede:

Minigonna e stivale e non fa una piega, io la ammiro come nessuno mai.
(Anche il giornalista lo ammiro molto, sì).
Obbligo di catene e la signorina provvede:

Minigonna e stivale e non fa una piega, io la ammiro come nessuno mai.
(Anche il giornalista lo ammiro molto, sì).
Mentre Muhammad Ali si allenava a Los Angeles per l’incontro con Larry Holmes, il suo storico sparring-partner, un’ospite fece capolino a bordo ring.

(AP Photo/Randy Rasmussen)
Era il 9 settembre 1980 e Bo Derek era all’apice della propria popolarità. Un mese dopo, il 2 ottobre 1980 a Las Vegas, poi, Ali avrebbe perso contro Holmes per la prima e unica volta nella propria carriera prima del limite.
Gli ultimi anni di carriera di Ali furono altalenanti, rimase fermo per quasi due anni proprio prima di quell’incontro con Holmes per il manifestarsi dei primi segni di Parkinson ma, in generale, non era più il pugile di una volta, ovviamente, e rimandò il ritiro un po’ troppo a lungo. Contro Holmes, forse, arrivò anche distratto, come lo sono io ora.
Ora Bo Derek si accompagna da alcuni anni a John Corbett che è l’indimenticato e preferito Chris di Northern exposure, per chi sa di cosa sto parlando.
Ma è davvero un’altra storia.
Con le dimissioni di Renzi e con l’annuncio di Hollande di tre giorni fa di non volersi più candidare, qualcuno ha notato che di una foto scattata solo sei mesi fa resta ben poco:

In effetti. Ma non solo, sono anche disposti in ordine: da sinistra verso destra in ordine di caduta e – non bastasse – in primo piano quelli per referendum e dietro quelli per elezioni. Provo a sintetizzare graficamente:

Visto l’importanza di collocarsi nelle fotografie e negli incontri ufficiali? Chi sta al centro vive.
Quando il nome è preludio di una professione.

Che poi il capocantiere è di certo un’ottima scelta, ma avrebbe potuto scegliere senz’altro qualsiasi altra professione, con sì bel cognome.
(Per chi non masticasse, la foto l’ho scattata a Londra).
Senza particolari richieste, l’importante è che sia grande.

(Grazie a mr. C. che ha scovato questa meraviglia per strada).
Il mio photobombing preferito di sempre:

Salgariano, bellissimo, attento Tremal-Naik: attento dietro! Attento al kriss!
Non sono mai state chiare le ragioni per cui Mark Twain non sopportasse Jane Austen fino a quel punto: «Tutte le volte che leggo Orgoglio e pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia» o «Quando comincio uno dei libri di Jane Austen, come Orgoglio e pregiudizio o Ragione e sentimento, mi sento come un becchino che entri nel Regno dei Cieli. So quali sarebbero le sue sensazioni e le sue opinioni in merito: arriccerebbe il naso e non troverebbe il posto di suo gusto» o «Jane è del tutto impossibile. Mi sembra che sia stato estremamente caritatevole lasciarla morire di morte naturale».
Il meglio lo diede con una frase lapidaria, essendo un frasista sublime:
«Ogni biblioteca che non contiene libri di Jane Austen è una buona biblioteca».
Per poi aggiungere subito (e qui sta il genio, purissimo):
«Anche se non contiene altri libri».
In realtà, da alcuni elementi sparsi qua e là (tra le frasi precedenti «Tutte le volte che leggo Orgoglio e pregiudizio», «Quando comincio uno dei libri di Jane Austen») molti critici ritengono forse a ragione che in fondo Twain fosse un janeaustener, e che il tutto fosse una posa. Magari per dare fastidio al suo grande amico William Dean Howells, lui sì devoto alla Austen. Chissà.
Fortunatamente delle signorine competenti si sono prese prontamente cura del povero elefantino e soltanto ventiquattro ore dopo il misfatto tutto era tornato al proprio posto.

Bene, per una volta rapidi ed efficaci.
Correvo qua e là al di sopra di un bel lago alpino, quando sono incappato in questo:

È il segno dove si ha la miglior vista? Un tesoro, forse? O è il posto che ti ci metti e poi si apre la botola della morte? Nel dubbio, sono andato avanti.
Gli anni Settanta sono stati il punto più alto dell’eleganza umana, credo che su questo nessuno abbia da obiettare. Mentre l’eleganza femminile, però, ha conosciuto diverse stagioni felici, l’eleganza maschile ha avuto meno opportunità.
Una di queste, la più fulgida, sono proprio stati gli anni Settanta, che vorrei celebrare oggi. Anni duri da un sacco di punti di vista, tra guerre, scontri e violenza, ma anche meravigliosi per la scelta delle tinte, dei motivi su stoffa e delle – omioddio! – scarpe.

Anche la cintura coordinata maschile è un elemento che non si è mai più ripetuto e io, giuro, non capisco proprio perché.

Non bisogna certo dimenticare l’intimo: serio o divertente, l’uomo resta uomo, o maschio se preferite, e nulla della sua virilità viene toccato. Solo eleganza.

E il baffo, perdio, il baffo selvaggio: mica quelle scemenze ipsteriche. E poi è pure novembre, il mese del baffo, proprio.
Tornate, Settanta, tornate!