
Il fu senatore Miglio o Yoda dorato?
(Brutta storia gli amministratori leghisti… facculo).

Il fu senatore Miglio o Yoda dorato?
(Brutta storia gli amministratori leghisti… facculo).
È appena uscito, caldo caldo, il nuovo disco di Carla Bruni.

E già di per sé la notizia c’è, il fatto che la più grande cantante di sempre, “Carlabrunì” o “Carlà” che dir si voglia, abbia fatto un altro disco ha un che di epocale e sorprendente, ogni volta. Il fatto, stavolta, è che è un disco di cover.
Se non siete sobbalzati sulla sedia, forse non avete grande esperienza di uscite musicali: quando nella carriera di un artista – anche di una “Carlà” che lo fa per svago – arriva il momento del disco di cover, significa che la direzione presa dalla carriera è ben più che declinante, è quasi all’implosione finale.
Le svariate fasi del declino musicale, in ordine di gravità, possono essere sommariamente riassunte in:
“Carlà” è dunque alla fase cinque, serve un medico piuttosto robusto. Per aver conferma o smentita, si può andarla a sentire a dicembre a Vienna, Francoforte, Londra o Istanbul (ottime scelte, molto chic).
Ahah, dimenticavo una cosa abbastanza importante: tra le sofisticate scelte di “Carlà” per questo disco, alla sette brilla Highway to hell in una versione che ti cade la fettina di torta sul tappeto, lato crema. La scelta ovviamente suggerisce che lei ne capisce di musica e che, in fondo, è una ragazzaccia. Senz’altro, non me ne voglia se da una mezz’ora alterno stati d’animo tra riso, perplessità, sguardo perso nel vuoto, interrogativi senza risposta, tristezza, malinconia e ilarità nervosa. Dio che ridere.
Per chi volesse riprendersi, qui una Highway to hell come il manuale prescrive, con Bon Scott al comando (la sua ultima a Parigi, tra l’altro). I’m on my way to the promised land, whoo!
Gli Hoodoo Gurus sono, probabilmente, la band più sottovalutata del mondo.
Out That Door, What’s My Scene, I Want You Back, Come anytime, My girl, Death Defying sono solo alcuni tra i singoli estratti dal loro ricco cilindro che tanta gioia dà a una fettina di mondo. E, ovviamente, la bellissima Bittersweet dal grande riff, eccola:
Sì, è l’incisione originale, suona così così (qui meglio) ma averne, perdio. Perché chi, come me, è stato adolescente nel bel mezzo della new wave poi come minimo si commuove a certi ritmi…
Mi accorgo ora che, ultimamente, questa rubrichina staziona spesso in Australia (Cloher, Barnett, Jet e, appunto, Hoodoo Gurus) ma se sono bravi loro l’unica è dedicarcisi. I primi quattro dischi dei Gurus, Stoneage Romeos (1984), Mars needs Guitars (1985), Blow Your Cool! (1987) e Magnum cum louder (1989), sono pura manna musicale che casca dal cielo.

Dal 2003 gli Hoodoo sono tornati, con lo spirito di sempre.
Come sempre, coglie il punto in maniera sublime.

Se non mi sentissi baglioniano in questo, direi: «grazie di esistere».
Ops.
Non sono un fan dei Foo Fighters, come non mi piacevano i Nirvana. Ma: Dave Grohl è una delle grandi teste della musica contemporanea, qualcuno vuole discutere? Occhei, ci vedremo fuori. Nel frattempo, un pezzo dei FF che ho scoperto di recente, guardando la prima puntata di Sonic Highways – una serie di documentari dei FF, appunto, usciti insieme al disco omonimo del 2014 – è Something from nothing, che ha tutte le carte in regola per stare qui.
La cosa interessante è che la canzone è sulla scena blues di Chicago, ovvero Muddy Waters e Buddy Guy in particolare, insospettabile, e ha un andamento del tutto rock: attacca alla maniera di Don’t speak dei No Doubt, si accresce con il riff di 1:29 (Holy diver? vogliamo parlarne?), per poi prendere una piega notevole a 2:05 quando entra una tastiera che rimanda dritta a Superstition di Stevie Wonder. Vualà:
A una delle chitarre c’è Rick Nielsen, mente dei Cheap Trick, e quindi le chitarre diventano quattro e il suono ne guadagna in grande compattezza ed è davvero solido: ben fatto. Il difficile, per me, è smettere di ascoltarla, ora.
[Da disco, se possibile, che ’sto streaming a 96 kbit di youtube si perde via parecchio…]
Di solito, capita che le cose che accadono in Australia restino in Australia. Ma talvolta, per fortuna, no. Com’è successo per Courtney Barnett che è cascata sul mio piatto dei dischi alcuni mesi fa, ora è il turno di Jen Cloher, probabilmente la cantautrice australiana più interessante degli ultimi anni. Che è, anche, la moglie di Barnett, e così il cerchio si chiude.
Cloher quest’anno ha pubblicato il suo quarto disco di una decennale carriera ed è, vediamo… come dirlo?, bellissimo. L’ho comprato ieri e devo dire che l’ascolto è continuo, in particolare della seconda canzone, Analysis Paralysis: Paralysed / I’m paralysed / In paradise / While the Hansonites / Take a plebiscite / To decide / If I can have a wife. Un po’ alla Liz Phair senza gli eccessi ma con la testa, chitarra ritmica, basso, batteria e una chitarra a seguire, il disco è davvero notevole. Ecco qua, una bella tirata da oltre sette minuti:
Tra i musicisti del disco c’è anche il mio amico Kurt il Vile, che è in tour con Barnett per l’uscita del loro disco comune. Insomma, una famiglia allargata che mi dà grandissime soddisfazioni: grazie a loro. Infine, Cloher per una decina di giorni è ancora a tiro in Europa, il che di certo meriterebbe, eccome.
Tornata dal lungo purgatorio legale cui l’ha costretta la denuncia del suo produttore, Kesha – senza più la volgare ‘$’ dei dollari – ha pubblicato un disco interessante, nel suo genere. Che non è il mio, ma c’è un pezzo, Woman, che è decisamente potenziato dalla presenza della sezione fiati e di Saundra Williams dei Dap-Kings, l’indimenticabile e insostituibile band di Sharon Jones.
Il ritmo soul funky è dovuto a loro ed è il fattore decisivo nel pezzo: non è l’unico caso, basterebbe ricordare Rehab di Amy Winehouse che deve parecchio proprio a loro, i Dap-Kings appunto, al completo.
I buy my own things, I pay my own bills / These diamond rings, my automobiles / Everything I got, I bought it / Boys can’t buy my love: la rivendicazione non è delle più fini ma è comprensibile, dopo il processo. Buon pezzo, divertente a 1:13 quando scoppia a ridere, si fa ben ascoltare a parer mio e di qualche milione di persone, almeno quindici, là fuori.
Splendido e irresistibile l’omaggio floreale a Diana, nel ventennale della morte.

Il luogo è Chesterfield, ovviamente in Gran Bretagna. Mi immagino la scena, il fioraio che garantisce che sarà fatto un ottimo lavoro, sì sì.
Chesterfield è nota ai pochi per la guglia della propria cattedrale, la quale guglia a un certo punto, senza nulla chiedere né avvisare, ha cominciato a intorcolarsi su sé stessa e a inclinarsi. Il motivo? La vista del sorriso floreale di Diana, chiaro.

O, meno probabilmente, le tegole di bosco e non di ardesia scaldate dal sole.
Come avevo già avuto modo di notare, il book crossing è pratica molto diffusa in Germania: non solo sono disponibili scaffali nei luoghi strategici della città, ma è facile vedere i cttadini tedeschici che ne fanno uso per davvero. Non solo un’idea teorica da proporre in campagna elettorale o nel circoletto di amici.
Infatti, le due persone qui sotto, che ho incontrato a Heidelberg nel momento in cui scartabellavano libri, non sono comparse né attori prezzolati.

Ad Hannover non c’era nessuno ma erano anche le due del pomeriggio.

Ad Augsburg (Augusta), lo scaffale è disponibile in un parco pubblico, così uno poi casca nell’erba tempo permettendo e si diletta di amene letture. Anche questi non sono attori ma persone vere, tedesche, capaci evidentemente di leggere.


La cosa buffa è stata osservare i titoli disponibili da vicino, un tuffo al cuore e un momento di gioia improvvisa vedere il titolo più in vista dello scaffale. Eccolo:

Che dire? Niente, l’unica come al solito è sospirare e vedere che c’è un sacco di gente che vive meglio di noi. E basterebbe poco, davvero poco.
E se poi uno cercasse calamite da frigo a poco prezzo, trasgredendo la regola per la quale le calamite si comprano sul posto, allora potrebbe fare ottimi acquisti dai cinesi.
Le calamite della torre di Parigi, per esempio («Eiffel Tower Metal Fridge Refrigerator Magnets»), eccole qua:
Ci metto anche il link, in caso qualcuno volesse comprare la più bella tra tutte.