laccanzone del giorno: the Kinks, ‘Strangers’

Se i Kinks sono a livello degli Who, e lo sono, eccome se lo sono, allora ‘Strangers‘ sta a livello di ‘They are all in love‘: ovvero quelle dieci, quindici canzoni nella storia della musica – venti, dai – che procurano al cuore estasi, struggimento, dolore e insieme gioia, tantaggioja.

Se il testo di ‘Strangers‘ è un po’ più facile rispetto alla canzone degli Who, la melodia è più complessa e la voce di Ray Davies, praticamente i Kinks da solo, canta in quel modo che solo lui che pare stonato, che pare sopra o sotto e invece, accidenti, è proprio quello giusto.
Da Lola Versus Powerman and the Moneygoround, Part One, in molti si sono accorti di questa canzone nel tempo, specie nelle colonne sonore, e non c’è nulla di male, anzi: è sempre bello riascoltare e cantare insieme If I live too long I’m afraid I’ll die. Eccezionale, con l’inconfondibile batteria elastica che sta sotto a tutto il pezzo e, meraviglioso, chiude.

un mondo migliore è possibile (sostieni la causa)

C’è un’altra via, un modo diverso, un modo rispettoso e dignitoso per tutti per ricercare la felicità personale e, già che ci siamo, abbattere per sempre il sistema capitalista: il comunismo nella sua versione texana.

Esatto: il CPTX, ovvero il Communist Party of Texas, ovvero la quarta o quinta via alla dittatura del proletariato armato di AK47 e coltello bilama da assalto, e sì, sono sette in tutto, e allora? ‘Azzo vuoi?
La grande forza che abbatterà finalmente i nazisti dell’Illinois è qui tra noi, il CPTX, e se vogliamo che la CasaPound del Texas stia al suo posto, bisogna sostenere. Viva il comunismo, viva il Texas, viva i compagni texani che marciano insieme a noi verso il sole dell’Avvenire con i loro pickups! Venceremos.
(Sì, lo stemma pare una roba da Call of duty, eh, lo so).

laccanzone del giorno: Noel Gallagher’s High Flying Birds, ‘Holy Mountain’

Il fratello Gallagher più furbo, e più bravo, è in uscita con il nuovo disco, come quell’altro. Uno dei singoli di lancio è questa «Holy Mountain» che sembra avere un po’ di cose fuori posto, il flautino Hohner i coretti da spiaggia californiana i fiati dens dens, e poi invece dopo tre ascolti tutto va a posto e diventa magia.

E via in auto a tutto volume, a fare u-u-uuuh, chissà come si incazza Liam adesso, non vedo l’ora. Il disco, Who Built the Moon?, esce a fine mese.

il motore inconsapevole dello sviluppo storico, politico e culturale dell’uomo

Il Cinquecento fu complessivamente freddo. E il papa, quindi, aveva bisogno di un ambiente gradevole dove stare. Nei primi anni del Seicento vi furono alcune estati senza estate, e il Tamigi gelò a giugno. E Shakespeare stava a casa a scrivere, bene.
Sto scherzando, e banalizzando: questo è un libro molto molto più interessante e molto più intelligente di quanto io abbia scritto qui finora, ricco di informazioni e di strumenti utili per comprendere meglio la storia del clima sulla terra e le molteplici implicazioni di esso sulla nostra storia.

Una cosa su tutte: all’interno delle nostre piccole e brevi vite siamo abituati a pensare che il clima sia, tutto sommato, stabile, entro quelle temperature cui siamo abituati: estate al mare, inverno in montagna. Non è così, ma nemmeno lontanamente.
Molto gradevole, leggibile, tratta argomenti complessi in maniera sufficientemente divulgativa, è un libro che consiglio a chi abbia voglia di capire come funzionano certe cose attorno a noi. E avviso: fa un po’ paura, ogni tanto.

incroci musicali da seguire

Vediamo, con ordine: i Jet, grandissimo gruppo rock australiano erano (sono, pare) formati dai fratelli Cester. Quello più grande e – secondo me – meno creativo, Nic, è venuto a svernare in Italia per alcuni periodi e ha deciso, bravo, di saggiare la scena musicale. Siccome ne sa, ha raggiunto i migliori sperimentatori sul palcoscenico musicale italiano – poverello, invero, a dirla tutta – che sono i Calibro 35.
Chi non lo sa, ne colga i frutti golosi.
Insieme, hanno registrato un disco in uscita futura, goloso anch’esso immagino.
Non pago, Cester ha chiamato anche i The Milano Elettrica, gruppo con cui collabora da un po’, di cui fanno parte tra gli altri Sergio Carnevale (Bluvertigo), Daniel Plentz (Selton), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion).
Niente male, dice il saggio cioè io.
Registrazione a mezzo tra Officine Meccaniche di Milano e gli Air Studios di George Martin a Londra e il gioco è fatto. Attendo fiducioso e sbavante.