La scalona interna del Big Ben, d’ora in poi e per quattro anni inaccessibile per restauri.

Che poi, ufficialmente, dal 2012 si chiamerebbe Elizabeth Tower. Seee.
La scalona interna del Big Ben, d’ora in poi e per quattro anni inaccessibile per restauri.

Che poi, ufficialmente, dal 2012 si chiamerebbe Elizabeth Tower. Seee.
Finalmente il più nobile tra gli ortaggi, degno di insalate reali e di metafore da bar, ha il suo giusto riconoscimento.


L’ultimo a sinistra ha anche il cappello. Perché c’è a chi piace e chi mente (cit.).
Un altro giro dal satellite, per svagheggiare. Sulla punta della penisola dalla quale si gode la migliore vista in assoluto del lago di Garda e del monte Baldo a destra, la villa romana di Sirmione – la più grande e imponente di tutto il nord Italia – mostra ancora oggi il significato di alcuni aggettivi quali, per esempio, sontuoso e nobile.

Alcuni ambienti della villa, spesso citata come la villa di Catullo senza che ve ne sia prova, tradizionalmente sono chiamati l’Aula a tre pilastri, il Lungo corridoio, la Trifora del Paradiso, il Grande Pilone, la Grotta del Cavallo, il Grande Oliveto e l’Aula dei Giganti, tanto per dare un’idea delle dimensioni. Che contano.
La villa rimase sempre in vista, tanto che alcune parti furono riutilizzate in costruzioni successive, e fu oggetto di visite anche in tempi passati non troppo passati, per esempio da parte di Palladio che voleva studiare le cose eleganti.
Principio che vale ancora oggi, se non di più: visitare, imparare e riempire l’animo di bellezza e armonia.
Chi ha fatto questo ha del genio purissimo.

A ridosso di quel curioso confine con la scemenza che, chiaramente, condivide con quello che ha invece fatto questo.

Ihih.
Quaranta metri di titanosauro sono quelli che un’équipe di paleontologi ha scoperto in Argentina: il Patagotitan mayorum, pippiulone di settanta tonnellate dedito alla masticazione delle erbette tenerelle. Ecco una proporzione (quello rossiccio è un femore):
Il che fa così, più o meno:

By CHUCAO – Own work, CC BY-SA 3.0
Non sappiamo ancora se fosse già cresciutello o fosse ancora in fase di adolescenza: se così fosse ci saranno dei suoi simili più grandi e lui dev’essere certo stato in quella fase parecchio rompina dello sviluppo.

La scoperta è del 2014 ma solo ora il nome è stato validato: Patagotitano pippiulone. Pare sia la creatura terrestre più grande che abbia mai popolato la terra, più grande persino di Mario Adinolfi, anche se è dura da credere.
L’ho già detto ma il pezzo, poi, ha preso il sopravvento, It doesn’t have to be like this, e ha occupato tutto lo spazio possibile nella mia scatola cranica.
E fin qui, tutto bene. Però nel disco c’è un sacco di altra ottima roba tra cui la strepitosa Just What I Needed/Not Just What I Needed, ripresa da un vecchio pezzo dei Cars, che ultimamente sta avanzando nei miei ascolti: per sentirla tocca o comprare il disco, eddai, o andare su quei servizi brutti che ti danno la musica senza darla veramente (qui, la cinque). Tra l’altro sono completamente d’accordo con lui, ci sarebbe davvero bisogno di porno fatto bene.
Comunque, CSH si conferma il disco dell’anno in quest’anno, cioè del 2016 che io ho davvero scoperto nel 2017. Bella scoperta.
E infine mi sono trovato in Tron.

(O dell’estetica moderno-tecnologica di Grandi Stazioni, o una cosa del genere).

Un sabato d’agosto, nel quale il calore vince persino sui turisti più assatanati.
La piazza è quella di Santa Maria in Trastevere a mezzogiorno, mai vista così.
Che c’è casino.

Mica vero, basta andare alle ore giuste.

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono. E lui è inappuntabile. Magari un’altra volta parleremo della NASA, di Elon Musk, della questione ambientale e della vita sugli altri pianeti.
[Per i profani, la scritta è una cosa tipo: «Prima di cercare la vita su altri pianeti, possiamo smetterla di uccidere la vita su questo?»].