Mi è difficile da credere ma è lo stesso posto.


E le foto le ho fatte io, figuriamoci.
Mi è difficile da credere ma è lo stesso posto.


E le foto le ho fatte io, figuriamoci.
Per alcuni la cosa complicata è la vita normale.

Molto molto meglio quando sono nel proprio elemento, anche se è davanti a novantamila persone a cavalcioni di un muro da duecentomila watt.

Ciao, Malcolm Young.
Il decennio dei miei vent’anni, da quel che ricordo penso di non averlo passato in casa. Mi pare. A ogni modo, è stato un periodo splendido per la musica, uscivano dischi eccellenti senza soluzione di continuità, e a ben pensarci c’è un sacco di musica che risale al periodo che, in qualche modo, ha segnato un’epoca.
A memoria, mia, ecco qualche pezzo esemplificativo del tempo, senza troppa uniformità. Così, per fare una bella corsa:
Tante cose.
In senso cronologico inverso, ma in bellezza sparsa.

Gran ricchezza, ’sto tùr.
C’è un’altra via, un modo diverso, un modo rispettoso e dignitoso per tutti per ricercare la felicità personale e, già che ci siamo, abbattere per sempre il sistema capitalista: il comunismo nella sua versione texana.
Esatto: il CPTX, ovvero il Communist Party of Texas, ovvero la quarta o quinta via alla dittatura del proletariato armato di AK47 e coltello bilama da assalto, e sì, sono sette in tutto, e allora? ‘Azzo vuoi?
La grande forza che abbatterà finalmente i nazisti dell’Illinois è qui tra noi, il CPTX, e se vogliamo che la CasaPound del Texas stia al suo posto, bisogna sostenere. Viva il comunismo, viva il Texas, viva i compagni texani che marciano insieme a noi verso il sole dell’Avvenire con i loro pickups! Venceremos.
(Sì, lo stemma pare una roba da Call of duty, eh, lo so).

In un’ottima giornata novembrina e in un posto ricco di fascino.
Ancora manifesti dei concerti, quasi in diretta: tre Kurtney, molto belli i primi due, e tre Weezer, mostruoso il terzo, sarà forse per la presenza dei Pixies?



Avanti, avanti.
Allora? Lo diamo ’sto oscaro a James Franco, che sarebbe ora?

In questa immagine è il magistrale protagonista del suo ultimo film, The Disaster Artist, la storia vera di Tommy Wiseau e il peggior film di sempre, The Room. Qui il trailer e l’ultima scena in cui gli viene chiesto di cambiare accento è da buttarsi via.
Lo so che l’ho già detto ma lo ridico: James Franco è veramente un ganzo.
Può una libreria dirsi davvero una libreria se non ha disponibile una guida qualsiasi della Bulgaria?