divertirsi sì, ma con la testa

Basta giocare con la palla, con i cestini, le porte e con i videogiochi che poi vengon su le generazioni rimbambite che votano m5s, sarebbe ora di fare sport all’aperto privilegiando l’attività sana e piacevole. Ecco quello che vorrei suggerire a tutti.

Non sottovaluterei la versatilità di questa attività fisica. Infatti, insieme, mentre si gioca e ci si muove, si possono fare innumerevoli attività produttive. Ne suggerisco alcune: assemblee condominiali, discussioni famigliari, riunioni aziendali, brain storming, convention di partito. E in molti casi si risparmiano gli emolumenti degli avvocati. Parvi poco?
(Decathlon, attrezzatevi!).

elezioni politiche 2018: prima fase e mezzo, previsione

Previsione: tra due mesi, governo di centrodestra con appoggio esterno del PD, nel frattempo in traghettamento da Renzi a un nuovo segretario. Vincono tutti: FI e PD così hanno il tempo di rimettersi in piedi, la Lega che comanda e piglia tutto quello che può, m5s che grida che non lo fanno governare e all’opposizione cresce ancora. Si accettano scommesse.
[Grazie a redrum, ancora.]

telefunken IV della nona dinastia

Heracleion fu una grande città egizia, sorta su una delle isole del delta del Nilo, per alcuni secoli fu il principale porto d’Egitto, secondo le storie omeriche Paride ed Elena vi rimasero bloccati nel viaggio verso Troia, Diodoro Siculo, Strabone ed Erodoto ne parlano più o meno diffusamente, fu nota anche come Thonis, insomma: fu città prospera e grande.
Poi, nel sesto o nel settimo secolo, sprofondò nel mediterraneo, a causa di smottamenti o terremoti, non è noto. E venne dimenticata. Nel 2000 l’archeologo subbaqquo Goddio scoprì sott’acqua i resti della città e ne documentò lo stato.


Tra le sue scoperte più rilevanti o, almeno, quella che io considero più rilevante, c’è sicuramente un televisore egizio di grandi dimensioni, come qui documentato:

E non basta: televisore egizio di grandi dimensioni ancora funzionante per di più sott’acqua. Grande civiltà, gli egizi.

 

io son asfrofilo e mi piaccion le stulle

Che nei giornali i correttori di bozze latitino è cosa risaputa. E così gli asfrofili prendono il largo.

Ma il desiderio di risparmio ha catturato anche i giornali grossi che, talvolta, offrono il refuso anche in prima pagina, come Repubblica di domenica.

Brutta bestia, il fascimo. Niente di nuovo e, per quanto mi riguarda, benissimo così: per me l’altrui refuso è un vero e proprio tunnel del divertimento. Anche il mio, a dire il vero.

viva Ivett Toth!

La mia nuova pattinatrice di riferimento:

E ancor di più quando cade, avanti Ivett!, amici di rocche.

enter light

we come together when the feeling’s right…

and we’ll be jamming till the morning light.

Lo svarione, al Policlinico di Milano, è stato colto dal sempre ottimo scimpanzone, cui vanno i miei ringraziamenti, ancora una volta, e quelli della lingua inglese.
Jimmy Cliff no, a lui basta la SIAE che gli verso.

laccanzone del giorno: Tim Buckley, ‘Phantasmagoria in two’

In questi giorni avrebbe compiuto settantun anni, se ovviamente fosse ancora tra noi. Ampiamente superiore al figlio dal punto di vista musicale, i suoi dischi sono pieni di gran canzoni pensate e suonate in un modo che oggi non si usa più, che attualmente sa un po’ di antico e sorpassato, di un lirismo persino esagerato. Non era così vent’anni fa, quando i suoi dischi li ho consumati e gliene sono ancora, davvero, grato. Per cui oggi celebro:

Tra i suoi dischi, i miei preferiti: Tim Buckley (1966), Goodbye and hello (1967), Happy sad (1969) e il meno riconosciuto Greetings from L.A. (1972).