quattro immaginazioni

Il 12 e 13 maggio 1974 si votò per il cosiddetto “referendum per il divorzio“.
La locuzione è alquanto fuorviante perché il referendum – ovviamente abrogativo come solo può essere in Italia – fu per abolire la legge «Fortuna-Baslini», che il divorzio lo prevedeva già dal 1970. Ma questa è solo una puntualizzazione.
Quello che mi interessa è che molti dissero la propria, durante la campagna elettorale e, tra quelli che si espressero, Nino Manfredi, cortesemente e solo perché intervistato, diede queste due risposte strepitose, al riguardo:

Scusi signor Manfredi, lei è per l’abolizione?
Scusi sa, ma ce so’ tante cose brutte da aboli’, vogliamo aboli’ proprio l’unica cosa bbona, il divorzio? […] Io sono per l’indissolubilità del matrimonio riuscito e non del matrimonio fallito. Meglio il divorzio delle corna quotidiane, delle botte con l’intervento dei vicini, delle pistolettate, delle coltellate, dell’arsenico nei cannolicchi, senza parlare delle conseguenze che tutto questo provoca sui figli.

Ma non basta, proseguì:

Lei conosce personalmente qualcuno che abbia ottenuto il divorzio?
No, solo gente che era divisa da anni e ha sanato qualche situazione incresciosa. Invece conosco due amici che hanno ottenuto l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. È costato qualche milioncino, ma lui è uno che sta bene e ha ottenuto l’annullamento per impotentia coeundi. C’ha avuto quattro figli, come impotente me pare abbastanza prolifico. Ma qua entriamo nel campo della fede, dei miracoli… Bisogna crederci. La moglie non ha beccato una lira, perché l’annullamento ecclesiastico non prevede alimenti, difesa morale e materiale dei figli. E che difendi? Non ce so’. Quelli sono quattro ipotesi di figli, quattro immaginazioni, anche se mangiano. Oh, poi lei me deve spiega’ perché si possono poter dividere soltanto i cattolici con i soldi mentre il divorzio non costa niente. Avanti, mi dica…

Sempre eccezionale, aveva quel modo di dire cose molto sagge come se fossero piccolezze con la leggerezza che gli invidio tanto.

manifesti manifesti manifesti

Sono rimasto indietro con gli aggiornamenti, mentre la stagione musicale ha continuato a procedere a gran velocità. Recupero, quindi, con un po’ di manifesti belli, partendo da Nic Cester (visto quest’anno, due volte):

Una bella carrellata di Courtney Barnett (vista quest’anno, anche lei due volte), che ha detto cose interessanti proprio riguardo alla sua passione per la grafica e i manifesti dei concerti (qui).

Altrettanto Kurt il Vile (mancato a Zurigo, purtroppo), che è in giro proprio ora.

Nuova entrata, Paul Smith cantante dei Maxïmo Park, fuori col nuovo disco dassolo e ora in tùr. Sofisticato.

Non manca una delle novità dell’anno, Tanika Charles, che adotta la grafica dei manifesti cinematografici degli anni Sessanta per il proprio tùr europeo.

E poi i Tenacious D, usciti con il nuovo disco e la webserie disegnata da Black.

Poi Nicole Atkins, che è ancora in giro dall’inizio dell’anno.

Infine, con grande soddisfazione i Nanowar of Steel, disco nuovo e concerto con mia gradita presenza sabato sera a Milano. Ci sarò, amici.

Uff, recuperone.

laccanzone del giorno: Marta Ren & The Groovelvets, ‘2 Kinds Of Men’

«Well there’s only 2 kinds of men / The one you love / The one you wish for».
Ho già professato la mia devozione a Marta Ren e i suoi Groovelvets, espressione unica del soul americano suonato in Europa, presenza scenica potente, voce inconfondibile, ritmo e grinta da capobanda come è richiesto alle cantanti del genere: perfetta per iniziare un nuovo mese, magari migliore del precedente.
Qui sotto è alle prese con «2 Kinds Of Men», singolo realizzato per il Record kicks day del 2014 e suonato dal vivo due anni fa su Antena 3, emittente portoghese:

Anche il video ufficiale è accattivante, niente da dire, ma dal vivo è un’altra cosa.
Impossibile stare fermi, l’unica è avere il culo cementato alla sedia e, di conseguenza, una vita decisamente sedentaria.