ostalgie

Prima di tutto, Peter Schilling che canta Major Tom (völlig losgelöst), ovvero Major Tom (Coming Home), eccola qua. Che nostalgia per davvero per i miei sogni di cosmonauta e di pioniere nei primi anni Ottanta.
Il motivo scatenante l’ondata di ostalgie, nel mio caso, è stata Deutschland 83 fin dalla sigla.

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Deutschland 83 è una serie tedesca che, per farla breve, tratta di spionaggio tra Est e Ovest nella Germanie di Honecker e Kohl. Il punto è che è girata splendidamente, attentissima ai dettagli (vedi qui sotto Martin/Moritz nel suo primo supermercato occidentale), la storia è avvincente e credibile, le ambientazioni ricostruite con grande perizia (si vedono oggetti per cui molti tra noi ucciderebbero).

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Ed ecco la cosa strana: la serie è tedesca, scritta tedesca, girata tedesca, trasmessa tedesca. Il che fa di Deutschland 83 già il miglior prodotto televisivo tedesco mai visto. E poi cosa succede?
Succede che in tutto il mondo le popolazioni impazziscono per questa serie e in Germania quasi non l’ha guardata nessuno. Perché? A saperlo. Azzardo: assenza di esplosioni di auto, assenza di cani capaci di risolvere casi irrisolvibili altrimenti, assenza di poliziotti ex nazisti che conducono indagini con biblica lentezza.
Il pubblico tedesco non gradisce.

i compagni keraliani

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I compagni del Kerala oggi manifestano (grazie a ms. E. per l’ottimo invio). Il Kerala è uno stato meridionale dell’India, ed è stato il primo Stato al mondo ad aver eletto un candidato Comunista democraticamente: facile, visto che i due grandi partiti dello Stato sono uno di ispirazione socialista e uno comunista.
Secondo il National Geographic Traveller il Kerala è uno dei cinquanta posti da vedere nella vita e non stento affatto a crederlo.

capitalista o comunista?

McNamara: Ecco il conto di quanto mi devi. Totale: 41.020 marchi o 10.225 dollari. Otto: Come? Sono un capitalista da appena tre ore e ho già un debito di 10.000 dollari? McNamara: È il segreto del nostro benessere! Tutti hanno debiti con tutti!

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Nel 1961 Billy Wilder girò la commedia Uno, due, tre! (One, Two, Three) in cui James Cagney, dirigente della Coca Cola a Berlino ovest (McNamara), ha a che fare con una giovane americana, la figlia del suo capo, che ha sposato all’improvviso uno studente comunista (Otto). Il film ha un ritmo vertiginoso, a dir poco, Cagney sostiene tutto da solo con maestria assoluta e la sceneggiatura prende in giro sia i luoghi comuni sul capitalismo che quelli sul comunismo (i tre delegati sopra tutto).
Girato a Berlino da Wilder, nel bel mezzo delle riprese davanti alla Porta di Brandeburgo la troupe incappò – il 13 agosto del 1961 – nella costruzione del muro: fu così che gli esterni restanti furono girati a Monaco in teatro di posa e il resto del film altrove (si vede qualche credibile scena della costruzione del muro nel Ponte delle spie, di Spielberg). Il film si trasformò prontamente da farsa in tragedia, poiché – com’è ovvio – pochi allora avevano voglia di ridere del tema, «d’improvviso tutto ciò che doveva essere divertente ed esilarante, una brillante satira sul conflitto Est-Ovest, appariva come un ghigno cinico».
In breve, fu stroncato dalla critica e dal pubblico.

Solo molti anni dopo il film divenne un classico, come è considerato oggi, e fu rivalutato grazie alla distanza dai tragici eventi di allora. Consiglio uno sguardo al film se manca (se, invece, voleste sentirlo basta scaricare il podcast qui), io – nel dubbio – colgo la palla al balzo e vado a Berlino qualche giorno. Salùt.

la colazione dei campioni

Faccio colazione con una cosina che avevo lì da un po’:151201.astronaut.food.vvr

Mmm, sa di toast e crema tipo latte in polvere e un po’ di Vernel. Non necessita di acqua perché, come spiegano le istruzioni sulla confezione, basta la saliva a rendere il pasto entusiasmante. Ho la nausea dell’astronauta.
Capisco il desiderio di rendere il pasto dell’astronauta più confortevole, riportandogli alla memoria certi pomeriggi assolati d’estate a Cesenatico, ma perché questi gusti matti?
Per fortuna lo spazio è bello di per sé e questo sarà loro bastato.
(Un vero gadget dal merchandising di questo museo che, per inciso, ha ogni anno non meno visitatori del Louvre, il che lo colloca spesso in cima alla classifica dei musei più visitati al mondo).