la colazione dei campioni

Faccio colazione con una cosina che avevo lì da un po’:151201.astronaut.food.vvr

Mmm, sa di toast e crema tipo latte in polvere e un po’ di Vernel. Non necessita di acqua perché, come spiegano le istruzioni sulla confezione, basta la saliva a rendere il pasto entusiasmante. Ho la nausea dell’astronauta.
Capisco il desiderio di rendere il pasto dell’astronauta più confortevole, riportandogli alla memoria certi pomeriggi assolati d’estate a Cesenatico, ma perché questi gusti matti?
Per fortuna lo spazio è bello di per sé e questo sarà loro bastato.
(Un vero gadget dal merchandising di questo museo che, per inciso, ha ogni anno non meno visitatori del Louvre, il che lo colloca spesso in cima alla classifica dei musei più visitati al mondo).

doppia libertà

Tra le innumerevoli copie della statua della Libertà sparse nel mondo ce ne sono due, una in Francia e una in Spagna, che attraggono la mia curiosità.
La prima, a Colmar, nasce dal desiderio locale di omaggiare Auguste Bartholdi, concittadino e autore della statua vera, poi donata agli americani. Per fare una cosa aggraziata, siccome l’idea è recente, l’hanno messa al centro di una bella rotonda in zona commerciale:

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Anche lo sguardo della copia non è dei più vispi.
Il che è però nulla rispetto agli spagnoli di Cadaqués, ridente cittadina della Costa Brava, ricordata per le belle case bianche (dichiarato ufficialmente nel 1972 infinamai “Paese Pittoresco”) e per aver dato ospitalità a Dalì per qualche tempo. I quali spagnoli devono aver pensato di non esser certo da meno dei franzosi, e men che meno degli americanos, per cui hanno dato alla loro statua un certo non so che di maggior potenza e forza:

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Doppia libertà in Spagna, altroché.

with tangerine trees and marmalade skies

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Oggi Google celebra con un doodle la scoperta dei resti di Lucy, l’australopiteco più famoso al mondo, rinvenuti il 24 novembre 1974 ad Afar in Etiopia.
Ora: chiunque abbia un’infarinatura minima di storia dell’evoluzione (lo so io, quindi basta davvero pochissimo) sa che l’immagine della cosiddetta “umanità in cammino”, dalla scimmia all’uomo, è una cazzata solenne. Per il semplice fatto che dà un’idea lineare dell’evoluzione e migliorativa, cosa che non è. Telmo Pievani lo spiega molto meglio di me, in una conferenza che organizzammo anni fa: qui.

A proposito di Lucy, sono sempre colpito piacevolmente dalla fantasia di paleontologi (e archeologi, a dirla tutta) i quali da un frammento ricostruiscono poi l’intero scheletro, facendo deduzioni interessanti. Ed ecco come dai frammenti ritrovati di Lucy, che già sono cospicui, si è giunti a Lucy (a destra allo Smithsonian di Washington, in una mia foto scadente):

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Mica come l’homo naledi, che l’hanno trovato già ordinato in una valigia.

 

axis: bold as Messiah

A Londra, in Brook street, vicino a Marble Arch, ci sono due case affiancate, una al 23 e l’altra al 25, entrambe piene di musica.

Al 23, a sinistra nella foto, al piano alto visse Jimi Hendrix tra il 1968 e il 1969 – il tempo della pubblicazione di Electric Ladyland, per capirci – a destra, al primo e al secondo, abitò invece Georg Friedrich Händel dal 1723 fino alla sua morte, nel 1759. Non credo si siano mai incontrati alle assemblee di condominio perché, effettivamente, le due case sono separate.

I londinesi, che son più furbi di noi, ne hanno fatto un museo unico, nel senso di unito, così che l’esperienza musicale sia barocca e psichedelica nel momento stesso. La parte di Hendrix aprirà ai primi del 2016 e il gift shop diventerà un posto decisamente curioso.
Curiosando sul sito, la sezione ‘Upcoming events‘ mostra una signorina con un’espressione decisamente sorpresa e, io credo, il collo più lungo di tutta la specie umana (affascinante).

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sidneiani vs. melburnioti (o dell’ironia australica)

Un tempo Melbourne era il centro di tutto (australicamente parlando, ovvio) e Sidney orbitava placidamente nelle sfere del nulla, in particolare per quanto riguardava cultura e finanza. Le persone andavano perlopiù a Melbourne perché lì accadevano le cose.

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Sidney compensava la cosa facendo largo uso dell’ironia e del sarcasmo (sempre australicamente parlando) e circolavano parecchie battute sulla supposta mancanza di vitalità di Melbourne (ripeto: sono australici).
Una delle migliori era:

Ha figli?
Sì, due vivi e uno a Melbourne

Poi Sidney, anche per l’innata simpatia, si è un poco risollevata. Dicono.

ny to frisco guardando fuori

Un viaggio in treno – Amtrak, Tom Harman dev’essere l’unico americano che viaggia in treno, comunista come minimo – da New York a San Francisco, una bella occasione per scattare qualche immagine di ciò che scorre nel finestrino.

Io ho fatto di recente – Amtrak anch’io, ma sono europeo e quindi il treno lo capisco – da New York a Washington e qualche immaginetta l’ho scattata anch’io. Ma il mio è molto Delaware, meno bello: più avanti.