
Se possibile, la peggiore delle stragi. E la memoria continua a non bastare.

Se possibile, la peggiore delle stragi. E la memoria continua a non bastare.

Oggi Primo Levi avrebbe compiuto cento anni.
Oppure: il più grande scrittore italiano e una delle menti più lucide, decise e garbate del Novecento è nato cento anni fa.
Leggerlo e rileggerlo è uno dei grandi piaceri della mia vita, ed è un piacere anche quando racconta le tragedie del nostro tempo, perché mi permette davvero di capire. Se ancora non l’avete fatto, fatevi un regalo enorme: leggetelo.

Uno dei giorni più neri della mia giovinezza. Un altro.
Quarantacinquesimo anniversario della strage, anche oggi in piazza.
Molta gente, per fortuna, più degli ultimi anni. Sarà che il clima politico attuale è tremendo, saranno i risultati elettorali dell’altro ieri, saranno i fascisti in giro, insomma qualcuno sente il bisogno di vedersi e affrontare le cose.

Per fortuna.

Uno dei giorni più neri della mia giovinezza.

Roma, alla liberazione (che lì cade il 4 giugno).

Anche il 27 marzo, ricordare è necessario.
Che poi, basta guardarsi attorno per incontrare, in questo caso, Piero Lanfranchi, che cadde su un piccolo piazzale in collina.
Oggi è il mio, nostro natale laico. La festa più bella.
E tra le feste belle, la più bella per me fu quella del 1994, pioggia e lotta contro Berlusconi e i fascisti al governo.

Come ora, se non che Berlusconi mi manca, quasi*.
Buona festa a tutti coloro che domani manifesteranno, in qualsiasi maniera, che staranno insieme e che ricorderanno chi non c’è più e ha lottato per noi.
Agli altri no. Buon 25 aprile a voi, amici.
* Non è vero, era per amor di battuta. Ma nemmeno per sogno, maledetto.

«Se capire è impossibile, conoscere è necessario» diceva Primo Levi.
E così sia, dunque, ecco qualche film consigliato, tra i più recenti:
– La verità negata (Denial, 2016): film di cui ho già parlato (qui), è il racconto del processo sostenuto dalla storica Deborah Lipstadt nel 1996 contro il negazionista David Irving.
– Lo Stato contro Fritz Bauer (2015): il procuratore tedesco Fritz Bauer, visto il disinteresse del proprio paese per la cattura di Eichmann, decise di rivolgersi direttamente al Mossad per catturarlo. Ma fu alto tradimento.
– Il figlio di Saul (2015): la storia di Saul, membro di un Sonderkommando ad Auschwitz. Film straordinario, se avete un cuore non dormirete.
– Un sacchetto di biglie (2017): dal romanzo di Joffo, il remake del film del 1973; due bambini devono attraversare la Francia occupata per raggiungere i fratelli nel territorio libero.
– The Eichmann Show (Il processo del secolo, 2015): come riprendere in televisione il processo a Eichmann? Crollerà, a un certo punto? Film molto bello e intenso.
«Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un’amministrazione stabile e di un’economia integrata; all’esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall’allontanamento forzato all’accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d’ingresso all’offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro».
Saggio sulla realtà contemporanea? No.
«Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l’impero romano di fronte ai barbari, prima che si esaurisse, con conseguenze catastrofiche, la sua capacità di gestire in modo controllato la sfida dell’immigrazione».
Alessandro Barbero, Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano, Bari, Laterza, 2007. Un saggio molto documentato, complesso, tutt’altro che divulgativo che, a parer mio, dice molte cose utili anche per il presente.