minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno undici, pifferai sbagliati, animali coalizzati, servizi del Comune

Piove, grigio e tira vento. Sono a Brema e non è evidentemente, un caso: in alcuni dialetti della val padana la brema è il freddo e, in effetti, così è. Certo, in trevisano la brema è il documento, il che potrebbe far vacillare la mia solida congettura, ma non posso certo occuparmi di tutto io. […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno dieci, piove, non piove, piove, costituzionalismo da spiaggia

Vagolo al cospetto del mar Baltico, l’aria è fresca e leggera, pulita direi, in quattro ore piove sei volte, tre vien fuori un caldo equatoriale, una un vento da portar via le fette di torta dal piatto. I tedeschi premuniti, di solito di una certa età, si cambiano ogni dieci minuti, aggiungono o tolgono strati […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno nove, concatenamento da irresponsabili, la vacanza tedesca al mare, l’onestà nel fare le cose

Primo giorno vero di Germania e piove. Ci sta, bello, per carità, il Baltico in effetti è bene che sia così, mi piace. Ma la Polacchia, se guardo qualche foto indietro, ha espresso tanti e tali cieli tersi e giornate luminose che oggi paiono saturate in modo irreale. Ieri sera a Stralsund decido di cenare […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno otto, scavallare le frontiere, un piccolo bilancio polacco, il meclemburgo sovrano

Non bisogna fidarsi dei diminutivi, sia in generale che per i nomi delle città (Torino, Dublino, Berlino): Stettino non è una piccola città, anzi, rasenta il mezzo milione di abitanti. Un po’ scombinata, come lo sono tutte le zone di frontiera, specie se, poi, hanno avuto vita travagliata. Direi che la cosa più notabile è […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno sette, la cortina (vedremo se di ferro), il corso di polacco avanzato, la mia ostalgie

«Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente» disse Churchill nel 1946 e io, nel 2020, sto andando proprio a Stettino, per vedere se davvero la cortina è di ferro. Che poi, cortina: è gergo militare, una cosa che stendi tra te e il nemico, in inglese […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno sei, la befana polacca porta il carbone, si-può-fareee, quando gli altri ti vedono più grasso di come ti vedi tu

Finora ho incontrato cieli più che tersi, colori sfavillanti, aria fresca, fiumi boh, apparentemente trasparenti, boschi estesi, campi a perdita d’occhio, poche industrie condensate nelle periferie delle grandi città. Ma come spesso accade, pare che le apparenze ingannino. Infatti, secondo l’OMS, delle cinquanta città più inquinate d’Europa, trentacinque sono in Polacchia. Vualà. Accludo subito l’elenco […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno cinque, taxi kamikaze, Copernico e le sue cose, baricentri di pan di zenzero

La prima cosa che faccio al mattino, o quasi, è comprare il biglietto del treno per la tappa successiva. Perché non è operazione priva di incognite. Infatti, tento con l’app di PKP Intercity che, alla registrazione, mi dice che il mio numero di telefono non è polacco. Ne avevo il sospetto, taccagni, solo per risparmiare […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno quattro, spostatevi, il primo settembre 1939, la Pomerania e le comodità dell’appartamento moderno

Poi, all’improvviso, mi trovo uno in casa. «E tu chi sei?» chiedo. «Sono il tuo vicino, abito tre case più in là». È vero, ci siamo già visti, so più o meno chi è. «E cosa fai qui?», dico io, «Sistemo le mie cose» risponde lui tranquillo. «Scusa, in che senso?», comincio ad allarmarmi. «Nel […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno tre, Rubinstein e il tessile, credere ai tedeschi, vedere il sole da prigionieri, la libertà di oggi

Lascio l’educata Cracovia e vado a Łódź. Il che equivale, in sostanza, a lasciare un luogo europeo di buon respiro per inoltrarsi nella Polonia più polacca. Ovvero, l’inglese si dirada piano piano, le case si fanno sgarrupate, le città meno coerenti, le zone spesso senza un progetto o figlie di idee e circostanze morte e […]

minidiario scritto un po’ così dei giorni in Europa al tempo dei focolai: giorno due, l’estetica italiana trova conforto in polacchia, librerie antiche, imparare la scrittura in polacco, i trattini maledetti

Cracovia, agli italiani, piace parecchio. Primo, perché qualcuno ha messo dei voli abbastanza low cost. Secondo, perché a raffronti fatti c’è abbastanza da fare i signori. Non come una volta, certo, ma in un ristorante turistico nella piazza principale si piglia un piatto unico di carne con contorni e una birrona con dodici euro. Cioè […]