anni buttati

Quanto tempo, quanta innovazione, quanta qualità della vita, quanto rispetto, quanto benessere, in definitiva quanta vita ci sta facendo e ci farà perdere Salvini?

Molta, moltissima. Perché in questo modo costringe noi a fare la vita che fa lui, che è abbastanza miserina, a dirla tutta. La perdita di tempo e di occasioni è uno dei drammi, enormi, del nostro paese.

e Carlo Alberto che fa? Aspetta.

Cominciamo agosto con una delizia: le lezioni di storia del professor Barbero.

Alessandro Barbero è un ottimo storico, autore di libri serissimi e molto documentati, e, caso abbastanza raro, un altrettanto ottimo divulgatore: riesce ad appassionare chiunque a qualsiasi argomento storico, dalle vicende del dottor Sorge a Tokyo a Caterina da Siena a Caporetto ai vercellesi.
Non vi resta che fare la prova: chi riesce a rendere divertente la narrazione delle tre guerre di indipendenza merita senz’altro di essere ascoltato. Qui una ricca raccolta delle sue lezioni in formato audio, per la maggior parte raccolte durante il Festival della Mente di Sarzana: fidatevi, allungherete il viaggio o le pulizie.
I podcast si trovano anche su tutte le maggiori piattaforme, Apple, Castbox, PodBean, Google etc., grazie all’ottimo lavoro di Fabrizio Mele. Grazie!

A riprova di quanto dico, ecco le tre guerre di indipendenza.
E ne avrete dipendenza, sicuro.

Tutti a Custoza, a perder le battaglie!

«la peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo» (un anno dopo)

Oggi Primo Levi avrebbe compiuto cento anni.
Oppure: il più grande scrittore italiano e una delle menti più lucide, decise e garbate del Novecento è nato cento anni fa.
Leggerlo e rileggerlo è uno dei grandi piaceri della mia vita, ed è un piacere anche quando racconta le tragedie del nostro tempo, perché mi permette davvero di capire. Se ancora non l’avete fatto, fatevi un regalo enorme: leggetelo.

turismo critico: la torre Eiffel

Adooooro il mondo delle recensioni e, sopra tutto, quelle ponderate e misurate.
Il meglio è quasi sempre nei titoli. Oggi facile: torre Eiffel.

L’antiruggine almeno, vivaddio. E scostumati.

Però è ordinato.

Stona, stona.

E’ demode.

Forse non ho capito il sistema dei pallini…

I polizziotti che non si presentano come altri.

Tra l’altro, a parte l’entusiasta Renato, per tutti gli altri vale la scusante che era davvero impossibile prevedere il ferro e le code.

siamo stati delvonizzati

Milano, una sera d’estate in un posto fighetto dentro l’ex-Ansaldo – enorme fabbrica in centro città recuperata a uso ricreativo, bellissima – siamo stati delvonizzati da lui, Delvon Lamarr.

Egli, Delvon, è l’hammondista seduto a destra, accompagnato nel trio dal batterista dei Polyrhythmics, se non erro tra le altre cose, e un chitarrista ottimo tanto quanto disadattato, Jimmy James, e ci ha deliziato con un paio d’ore di robusto soul-jazz spaziando da Wes Montgomery a Jimmy Smith ai Van Halen ai suoi pezzi da venti minuti ciascuno a quanto possa piacere stropicciare in generale su un Hammond.
Cento persone forse meno, ottima dimensione, suoni buoni, serata calda e piacevole, insomma tutto al proprio posto. Come dev’essere.
Spero di essere delvonizzato ancora.