Roberto Perini

Se n’è andato Roberto Perini, disegnatore, fumettista, pittore.

Lo ricordo con grande affetto ai tempi di Cuore, quando tra le tante cose fece un paginone disegnando una a una tutte le popolazioni dell’URSS: il tartaro, tremendo, l’ingrugnato kazako, il misterioso uzbeko, l’accigliato kirghizo, il basso tagiko e così via. Ci piacque e divertì moltissimo, a casa.

Era proprio bravo, gentile e deciso, politicamente sempre impegnato, capace insieme di escursioni fantasiose e stralunate.

Mi spiace molto.

tra Washington e Limone

Il protagonista della serie Shooter, un cecchino superinfallibile, viene coinvolto – ingiustamente, ovvio – in un complotto per uccidere – sì, proprio lui – il presidente degli Stati Uniti.
Lui, il cecchino, che non è sciocco, per non farsi prendere si nasconde sulle montagne. Precisamente, come viene detto a metà della terza puntata della prima stagione, sul monte Baker, a “un’ora da Washington“. L’FBI decide di prenderlo e gli tende un’imboscata eccetera eccetera.
Naturalmente, per coordinare le forze in campo, il capo dell’operazione diffonde sui tablet di tutti i soldati la posizione su mappa del ricercato. Eccola.

A un’ora da Washington. Non riesco proprio a capire perché, eheh.
Grazie al signor E.

memoria, anche oggi

«Se capire è impossibile, conoscere è necessario» diceva Primo Levi.
E così sia, dunque, ecco qualche film consigliato, tra i più recenti:
– La verità negata (Denial, 2016): film di cui ho già parlato (qui), è il racconto del processo sostenuto dalla storica Deborah Lipstadt nel 1996 contro il negazionista David Irving.
Lo Stato contro Fritz Bauer (2015): il procuratore tedesco Fritz Bauer, visto il disinteresse del proprio paese per la cattura di Eichmann, decise di rivolgersi direttamente al Mossad per catturarlo. Ma fu alto tradimento.
Il figlio di Saul (2015): la storia di Saul, membro di un Sonderkommando ad Auschwitz. Film straordinario, se avete un cuore non dormirete.
Un sacchetto di biglie (2017): dal romanzo di Joffo, il remake del film del 1973; due bambini devono attraversare la Francia occupata per raggiungere i fratelli nel territorio libero.
The Eichmann Show (Il processo del secolo, 2015): come riprendere in televisione il processo a Eichmann? Crollerà, a un certo punto? Film molto bello e intenso.

piccoli dettagli

Ci sono piccoli dettagli – piccoli, insomma – che fanno la differenza, di solito non si notano al primo sguardo ma la testa, da qualche parte, li registra comunque inconsciamente, recuperandoli poi in fase di giudizio.
Per esempio, un interessante confronto.

Intendiamoci, per una questione di chiarezza delle cose io preferisco il trono, l’oro, l’ermellino, Ratzinger, le babbucce di Prada e la foto di sinistra. Almeno le cose sono evidenti, io so come mi devo comportare e, di conseguenza, non ci sono fraintendimenti.

prospero e civile

«Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un’amministrazione stabile e di un’economia integrata; all’esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall’allontanamento forzato all’accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d’ingresso all’offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro».

Saggio sulla realtà contemporanea? No.

«Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l’impero romano di fronte ai barbari, prima che si esaurisse, con conseguenze catastrofiche, la sua capacità di gestire in modo controllato la sfida dell’immigrazione».

Alessandro Barbero, Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano, Bari, Laterza, 2007. Un saggio molto documentato, complesso, tutt’altro che divulgativo che, a parer mio, dice molte cose utili anche per il presente.