oltre ai nazisti, nell’Illinois

A Niles, non ridente località dell’Illinois nota al massimo per una rapinatrice di banche e una giovane campionessa di skate, l’attrattiva più celebre è questa:

Sì, è quello che sembra. Una replica della torre di Pisa, la leaning tower of Pisa, la Leaning Tower of Niles. Ridotta della metà, costruita nel 1934 e utilizzata come serbatoio dell’acqua. Essendo una replica, è stata volutamente inclinata, ovvio. Ciò costituisce un valido motivo per replicare anche qui i bei costumi pisani, nonostante questa sia in teoria meno soggetta a rischio di crollo.

Il gemellaggio è poi venuto da sé.
La torre ha una placcona che descrive con dovizia di particolari il raffronto tra le due torri.

Ben al di là del Cararra marble, il bello è che i dati della torre italiana sono completamente, tutti, impietosamente sbagliati: 177 ft. sono 53,95 metri e invece è 57, fu iniziata nel 1173 e non nel 1171, inaugurata nel 1372 e così via, inutile insistere. Bello che siano sbagliati tutti.

59 secondi di… mietitrebbiatrice

Il momento dell’estasi di fronte alle macchine-per-fare-cose. Il miracolo della mietitrebbiatrice, non è questione di età.
Per l’ennesima puntata di “59 secondi di…”, la rubrica più libagna dei sèrchioli, un altro episodio fatto di soli cinquantanove secondi di qualsiasi cosa venga in mente, che abbia o meno un qualche significato intrinseco e che abbia un qualche tipo di senso immortalare. Preferibilmente con i mezzi più ridotti possibile.

Entra tutto ed escono solo i chicchi già puliti, dal sedere della macchina poca roba, la digestione dell’apparecchio è un vero mistero. Che mi estasia, poi di notte è ancora più suggestivo. E non è come una volta che le beccavi in strada e stavi in coda a due all’ora, oggi sfiorano pure velocità mai viste. Ruspa vince ancora ma mietitrebbia è sempre in alta classifica.

Tutti i 59 secondi di…
25 aprile | approccio primaverile | banda dei vigili | Bernina express | calma piatta ferrarese | centro ittiologico | dna | festa dentro una panda | fustigazione | la finestra sul cortile | mietitrebbiatrice | neve marzolina | non aprite quella porta | nuvole vulcaniche | segnaletica stradale e umarèll | signora e neve | stazione di Amburgo | tabellone dresdense | tevere notturno | videocitofono | vista berlinese | vittoria ai referenda |

mai piccolo

Le Margrave consta di 180 appartamenti, «di prestigio», «di grande prestigio», di «grandissimo prestigio». Daninos aggiunge: «Del piccolo prestigio, nessuno sa che farsene».

Da L’affare Mayerling. Romanzo condominiale di Bernard Quiriny, l’ultimo romanzo breve di uno scrittore che a me piace.

l’arc empaqueté dopo sessant’anni

Ci siamo quasi.

Mi cito dall’almanacco in cui anticipavo la notizia: «Dal 18 settembre Parigi impacchetterà l’arco di trionfo, realizzando uno dei progetti incompiuti di Christo. L’Arc de Triomphe empaqueté è un progetto di Christo e Jean-Claude di oltre sessant’anni fa, avrebbe dovuto essere realizzato lo scorso settembre ma a causa della pandemia no. 25mila metri quadrati di polypropylene argentato e 3mila metri di corde riciclabili rosse, per dare due numeri».
Ma una bazzeccola dal punto di vista tecnico e organizzativo rispetto ai floating piers, un fatto.

dai, referendum a valanga per costringere il parlamento a occuparsene

Allora? Dopo l’eutanasia, un successo, cinquecentomila firme raccolte un mese prima della scadenza, si firma ora per la legalizzazione? Io dico sì, ho firmato, basta la SPID o la firma digitale. Che mica è change.org, voglio dire.
(Centomila firme raccolte nella prima settimana, scommettiamo che si andrà a discutere a breve per alzare le quote referendarie o limitare l’uso dell’identità digitale per sottoscrivere iniziative di questo tipo?).