trentasette e due in Russia, i nemici dell’Europa unita

Putin che stringe la mano al suo successore.

Photo by Kim Kyung-Hoon – Pool/Getty Images

Con la riforma appena approvata, Putin potrebbe stare al potere fino al 2036. Considerando che lo è dal 1999, fa un bel calcoletto complessivo che lo avvicina più a certi dittatori padri della patria africani che a un paese occidentale. Beh, certo, non è un paese occidentale.
Venendo a questi giorni, e non è certo la prima volta (Brexit, Trump, sovranismo e così via), un rapporto dell’Unione Europea visto dal Financial Times e non ancora diffuso sostiene, a ragione, che la Russia stia diffondendo false notizie sul coronavirus. Facile capirlo, basta vedere le ultime cretinate che girano su wapp con il farmaco russo miracoloso. Fa parte della strategia complessiva, intuibile anche dai meno avvisati come me, che vuole un’Unione Europea il più debole possibile, per motivi che è facile comprendere. Obbiettivo condiviso con gli Stati Uniti, tra l’altro.
«Il rapporto cita almeno 80 casi di informazioni false diffuse da account o media legati al governo russo a partire dal 22 gennaio», riporta un breve articolo del Post. Consiglio, per un whatsapp più consapevole.

indovina il partito

Ieri la giunta comunale di Sassuolo, guidata dal valoroso sindaco, ha deposto dei fiori ai piedi della statua di Maria per chiedere protezione contro il virus.

Poi uno pensa di vivere nell’era della scienza e della tecnica ma no, non è mica così. E loro l’hanno fatto per il bene di tutti, anche il mio, mi commuove tanta generosità, grazie, correndo pure il rischio di stare sotto il metro di distanza prescritta. Grazie.
A tal proposito, consiglio la lettura di un libro assai appropriato, scritto con la consueta intelligenza da Cipolla, che ebbene sì, parla anche della giunta leghista di Sassuolo.

Opporc… mi è scappata la soluzione. Non avreste mai indovinato.

non è andata benissimo

Non è servito a Weinstein trasformarsi da predatore a vecchietto malato con tanto di deambulatore, non gli è servito farsi assistere da un’avvocata in tacco 16 spietata con aria da iena che ha fatto piangere tutte le testimoni e fatto la propria parte in quanto donna – la giuria, si sa – e farsi operare al cuore (una banalità) in carcere: 23 anni.

Oddio, a ben vedere forse non è andata così male: considerando che le accusatrici sono, credo, 115 e che ha evitato l’accusa di «predatore sessuale» che gli sarebbe costata l’ergastolo, forse forse poteva davvero andare molto peggio.
Metamorfosi impressionante, comunque. Pochi mesi fa era così:

Aggiornamento del 12/3: Weinstein non è andato in carcere ma in ospedale, causa forte dolore al petto. Chi l’avrebbe mai detto?

fatti leghisti ai tempi del colera

Un’importante cronologia, raccolta dalla preziosa pagina Abolizione del suffragio universale: importante per i fatti, servirà ricordare, e non meno perché evita a me di doverla fare.

– 21 febbraio: Matteo Salvini chiede di “blindare e sigillare i confini. Controllare chi entra e chi esce. Blindare, sigillare”.
– 22 febbraio: Matteo Salvini chiede la chiusura dei porti che, al contrario, resteranno aperti. Da allora i migranti contagiati risulteranno zero.
– 25 febbraio: la Regione Veneto, guidata dalla Lega, copia l’ordinanza sul Coronavirus dell’Emilia-Romagna, dimenticandosi di cancellare «Emilia-Romagna» dal testo.
– 25 febbraio: Matteo Salvini dichiara che “servono 10 miliardi” per affrontare l’emergenza Coronavirus.
– 26 febbraio: il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (Lega) indossa una mascherina inutile in una diretta Facebook. Il video farà il giro del mondo, scatenando la rabbia degli albergatori lombardi.
– 26 febbraio: Matteo Salvini, dopo aver chiesto la chiusura di porti e aeroporti, si lamenta della chiusura degli aeroporti nei confronti degli Italiani.
– 27 febbraio: Matteo Salvini chiede di “riaprire! Tutto quello che si può riaprire! Riaprire, rilanciare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar, ristoranti, centri commerciali. Aprire! Aprire! Aprire!”.
– 28 febbraio: Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, dichiara che “i Cinesi mangiano topi vivi”, scatenando la rabbia dell’ambasciata di Pechino.
– 29 febbraio: Matteo Salvini dichiara che servono “almeno 20 miliardi” per affrontare l’emergenza del Coronavirus.
– 1 marzo: Matteo Salvini dichiara che servono “almeno 50 miliardi” per affrontare l’emergenza del Coronavirus.
– 5 marzo: la Regione Lombardia, inviando richieste di acquisto alle ditte sbagliate, fa saltare l’acquisto di 4 milioni di mascherine.
– 6 marzo: Matteo Salvini dichiara che servono “almeno 30 miliardi” per affrontare l’emergenza del Coronavirus.
– 6 marzo: la Regione Lombardia, guidata da quello stesso partito che aveva definito le Ong nei modi più indicibili, chiede l’aiuto delle Ong.
– 7 marzo: la Regione Lombardia invia alle testate nazionali e internazionali la bozza del Dpcm, scatenando il panico nella popolazione.
– 8 marzo: Luca Zaia, in un momento di crisi senza precedenti, dichiara che la Regione Veneto si opporrà alle zone rosse istituite dal Dpcm.

E ovviamente va avanti a colpi di varie novità ogni giorno. Se, poi, qualcuno ancora si chiedesse come è uscita la bozza del decreto di chiusura della Lombardia, la risposta è facile:

stupidità parte uno

Il governatore del Veneto della Lega Luca Zaia ha dato l’ennesima dimostrazione di stupidità: in un’intervista ad Antenna Tre aveva criticato le abitudini igieniche dei cinesi, chiosando: «Li abbiamo visti tutti mangiare i topi vivi!». Naturalmente, polemiche a non finire; Zaia prima ha ovviamente detto di essere stato frainteso e poi, alla nota dell’ambasciata cinese, si è scusato. Diciamo.

La stupidità, oltre alle affermazioni in sé, sta anche nel fatto che Zaia non sa ciò che è avvenuto nemmeno troppi anni fa a casa sua e non ricorda nemmeno ciò che ha scritto, diciamo, qualche anno fa:

Naturalmente là è ‘una straordinaria immagine’ e qua sono incivili e zozzoni. Bravo, ancora una volta: bravo.

e perché?

Già non si capisce come Amelio si sia prestato, Favino è evidentemente interessato più alla mimesi che agli scopi dell’operazione, fatto sta che la riabilitazione di Craxi con conseguente messa in discussione di ogni verità storica è compiuta. Nella fiction viene passato il messaggio che non rubasse per sé ma per il partito e la politica che, si sa, ha i suoi costi. Poi, magari, qualcosa restava attaccato ma certe cose vanno così. E ora si vaneggia di strade e larghi a Milano.
Sorgi, che reputavo un bravo giornalista, pubblica questo vergognoso libro (Einaudi, maledizione!) che fin dal titolo mi fa incazzare: presunto che?

Craxi era colpevole, è stato condannato, è scappato per non andare in carcere (si chiama latitanza, non esilio), in poche parole nonché fatti era un bel ladro, arrogante e sfrontato. Scrive Sorgi: «Perché alla fine del 1999 non fu possibile costruire un corridoio umanitario per far rientrare in Italia da Hammamet Bettino Craxi, gravemente malato, e farlo operare e curare in un centro specializzato senza che fosse arrestato?». Corridoio umanitario? E perché? Senza che fosse arrestato? E perché? Craxi avrebbe potuto tornare in ogni momento e farsi curare nel modo migliore. Certo, poi sarebbe stato arrestato, come prevede la legge. Non si capisce perché avrebbe dovuto costituire un’eccezione. Quindi, ecco il commento politico: presunto una fava.

E, allora, serve la correzione. Tranquilli, amici di Einaudi e Sorgi, ci penso io:

Meglio, decisamente.