la leggenda degli uomini ordinari

«Le cliniche private vanno ringraziate per aver aperto le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari», ha detto oggi l’assessore alla sanità lombarda Giulio Gallera.
Negli aggettivi «lussuoso» e «ordinario», giustapposti volutamente, sta tutto il disprezzo, la pochezza e l’insipienza della persona, della coalizione che rappresenta, del governo della Lombardia, per i cittadini lombardi, quelli appunto ordinari. Pensateci, vivaddio, pensateci quando da cittadini ordinari vi toccherà andare in una stanza d’ospedale ordinaria, pagando pure, come è giusto che sia per chi vale poco.

sapete cosa potete fare con il vostro disaccordo?

O stronzoni (oddio, ho detto stronzoni alla CEI, momento epico per me), noi il 25 aprile siamo stati a casa, fatelo anche voi.

Passo allo spieghino: la CEI, con il tono arrogante e supponente che spesso la caratterizza, protesta pubblicamente per il decreto del governo che, dal 4 maggio nella «Fase 2», non permette la ripresa delle messe. Si può anche non essere d’accordo, avere magari una posizione diversa suffragata da elementi validi, ma non si può dire «arbitrariamente» con tono polemico quando si parla di una pandemia, vigliacco cane!, né invocare la libertà di culto o il servizio verso i poveri. Smettete di scrivere lettere pubbliche e andate ad aiutarli per davvero i poveri, che hanno ancor più bisogno in questo momento. Sono davvero senza parole.
Ma io conto poco, visto che li odio, quelli della CEI, ma conta ben di più qualcun altro che, pur non potendo smentirli pubblicamente, dice due cose molto molto chiare.

Capito? La grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni. Perché il bene pubblico è superiore alle esigenze, stavolta men che meno legittime, della CEI. Ah, se piovesse un bel po’ di grazia sulla CEI, che fin dai tempi di Ruini brilla per posizioni progressiste vicine a quelle del Concilio di Trento. Autonomia un cavolo.

memoria? pudore? rispetto dell’intelligenza altrui?

E perché?
Mentana dice più o meno, dopo il discorso di Conte, che se avesse saputo non avrebbe trasmesso la parte in cui il presidente del consiglio se l’è presa con Salvini e Meloni, facendone i nomi.

Perché, dice, «la tv non è e non deve essere il megafono della politica» o, come sopra, che «la tv non è una buca delle lettere». Che detto da colui che ha ricevuto e mandato in onda integralmente al TG5 la videocassetta di Berlusconi della discesa in campo senza fare pio, «l’Italia è il paese che amo», e tutte le successive, mi par, come dire?, curioso… Cordialmente, Mentana, vaccagare pure te.