minidiario scritto un po’ così delle cose recidive, ovvero perseverare nella pandemia: novembre, 90-94,5-95, vaccini non covid, condòmini brutti

Prima il colosso farmaceutico Pfizer annuncia di avere realizzato un vaccino efficace nel 90% dei casi, fa un balzo in borsa e poi spiega che la conservazione deve avvenire a ottanta gradi sotto zero. Il paese si interroga se sia il caso di dotarsi di freezer tipo Sammontana a ogni angolo di strada. Dopo qualche giorno risponde Moderna, altra azienda, annunciando che il proprio vaccino ha un’efficacia del 94,5%, ciapa e porta a casa Pfizer. E non bastasse, va conservato nel frigo di casa e può anche sopportare ventiquattro ore a temperatura ambiente senza guastarsi. Pum! Ma Pfizer non ci sta e annuncia oggi di avere completato la terza fase della sperimentazione e vualà: 95% di efficacia, rosica Moderna! Qualcuno offre novantasei? Novantacinque e uno… Novantacinque e due… Dai che si può fare di meglio.
Anche i delirii locali non vanno meglio: dalle risse alla Lidl per le scarpe – il difficile è stabilire con certezza il grado di disagio psichico di chi le compra in seconda battuta a prezzo decuplicato, in piena pandemia – alla vicenda dei vaccini antinfluenzali in Lombardia. Dopo le nove gare della Regione (ne ho detto qui), i vaccini non bastano per tutti, quindi tocca trovare vie alternative. E, stupefazione!, i gruppi ospedalieri privati li hanno e offrono gentilmente la vaccinazione a soli cinquantacinque euro, mortacci. Visto che il vaccino s’ha da fare, specie quest’anno, si scuce il denaro senza fare una piega e via. È giusto? No, non lo è. È possibile che la Regione – unica nel panorama italiano Calabria esclusa, ormai fuori scala – non sia riuscita a procurarsi vaccini sufficienti per tutti nonostante avesse molti mesi per farlo? No, non lo è. È ragionevole chiedersi, dopo tutto, se si possa ravvisare del dolo dietro a tanta inspienza? Sì, è ragionevole. Lo è per me, almeno. Pfizer, figurati. Ma non basta: Piemonte e soprattutto Lombardia chiedono con insistenza di essere decolorati a ‘zona arancione’ e la convinzione si fa strada anche nella popolazione. Peccato che i dati siano preoccupanti, i contagi molti, i posti liberi in terapia intensiva pochi. In alcune zone calano i ricoverati non perché calino per davvero ma perché gli ospedali li respingono, per mancanza di letti. Già. Ma non basta ancora: l’ex magistrato Ingroia afferma che «la ‘ndrangheta forse ha avuto un ruolo nella creazione del coronavirus», e come no. Ma non basta ancora ancora: parecchi medici di base non vaccinano contro l’influenza i propri pazienti perché, mi riferiscono in parecchi, «non hanno la struttura idonea». Al mio caratteristico sguardo interrogativo ho ricevuto spiegazione: perché i condòmini si sono rifiutati di avere persone vaccinande per le scale e all’entrata. Sul serio. Tutti pazienti regalati al privato, anche questi. Per carità, le brave persone saranno anche la maggioranza ma ci sono in giro un sacco di spostati che, quando danneggiano anche gli altri oltre a sé stessi, diventano banditi.

Come dice qualcuno saggio, in Comune si fa la Comunione. Ah, non ho assistito alla riunione in cui Lino Banfi ha presentato i progressi del suo lavoro all’Unesco per il governo italiano, qualcuno ne sa qualcosa? Vabbè, sto celiando. Il presidente Conte ribadisce quanto vado dicendo anch’io, «nel Paese c’è un diffuso disagio psicologico e sociale», non potrei essere più d’accordo. Amen. Sarà lunga.


Indice del minidiario scritto un po’ così delle cose recidive:
26 ottobre | 27 ottobre | 29 ottobre | 1 novembre | 3 novembre | 4 novembre | 6 novembre | 8 novembre | 11 novembre | 14 novembre | 18 novembre |

almanacco dei sette giorni, per pivotare (20.47)

☀ Per la prima volta nella sua storia quasi centenaria, Time non ha messo il nome della rivista in copertina, optando per un’esortazione che, per fortuna, ha dato ottimi risultati:


✘ «Con la stessa rapidità con cui ho accettato, mi dimetto su richiesta del ministro Speranza per rispetto che ho e ho sempre avuto per le istituzioni». Sopravvolando sulla questione del rispetto, anche Zuccatelli, secondo commissario vergognoso della Calabria, si è dimesso. Lui è quello de «le mascherine non servono a un cazzo», per dire. Nel frattempo, Gino strada, a oggi, non ha ricevuto alcuna telefonata dopo la prima. E, giustamente, si chiede se la cosa sia seria.

Ma la cosa è in rapida evoluzione: in queste ore è stato nominato l’ex rettore della Sapienza, non so se abbia competenza specifica, e pochi minuti dopo si scopre che è indagato per altre faccende. Avanti così, se questa cosa si poteva fare male, direi che il piano è riuscito oltre ogni attesa.
Ecco, arriva ora la notizia che anche Gaudio si è dimesso, vanno più veloci di quanto io non riesca a scrivere qui. E si è dimesso, dice, perché la moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro. Cosa che ovviamente non sapeva quando ha accettato. Avanti, ottimo così.


✘ Se in Calabria va male, in Perù non va meglio: terzo presidente in una settimana. Martín Vizcarra è stato rimosso, Manuel Merino si è dimesso e, ora, Francisco Sagasti ad interim. Sarà il presidente provvisorio del Perù e porterà il paese alle elezioni dell’aprile 2021. Se dura.


☀ Questa non è una notizia ma una cosa bella: un gruppo di appassionati del cinema russo e sovietico, resisi conto che gran parte dei loro film preferiti non sono mai arrivati da noi, li hanno tradotti e sottotitolati. E non basta, li rendono disponibili gratuitamente. Troppa grazia.

Qui sopra la locandina di ‘Mosca non crede alle lacrime‘, del 1980. Il tutto sta qui.


☀ «Era l’inverno del 2020 quando tutti gli occhi del paese si rivolsero verso di noi. Avevo appena compiuto 22 anni, studiavo ingegneria a Chemnitz quando arrivò la seconda ondata. 22 anni, l’età in cui vuoi far festa, studiare, conoscere nuove persone e tutto il resto. Andare a bere una cosa con gli amici». Così comincia lo spot sul covid del governo tedesco che invita le persone a stare a casa. È qui.


☀ Ed è Sophie Ellis-Bextor che interpreta al meglio i mala tempora pandemici che corrono, con il suo nuovo singolo. Come sempre infallibile, peccato che si tratti di una cover, brutto segno per l’andamento della carriera.


☀ Se avete centoventicinquemila dollari e buona salute, potete far parte di una delle missioni ‘Titanic Survey Expedition’ della OceanGate. Dieci giorni, di cui buona parte sul fondo del mare a studiare il relitto del Titanic dentro una suppostina di metallo. Qui il modulo da compilare.


☀ Periodo di prime volte per ‘una donna’, titoli orrendi, alla banca centrale giapponese, alla Sapienza, alla vicepresidenza degli USA, a Ca’ Foscari, in Facebook in Africa. Bene ma che non sia più una notizia il prima possibile.

Parecchi soli, questa settimana. Fatti migliori o solo umore?

minidiario scritto un po’ così delle cose recidive, ovvero perseverare nella pandemia: novembre, divieti e sindaci sceriffetti, Marion: perché?

Rapidamente. Ricompare Gallera, assessore alla sanità in Lombardia, dice che il contagio sta rallentando e in serata, imprevedibilmente, i contagi sfondano il muro mai raggiunto dei quarantamila, di cui più di un quarto in Lombardia. Revisione del governo dei colori delle regioni, parecchie aumentano di gravità, rosso o arancione, le susseguenti polemiche sono di tenore sostenuto del tipo e-loro-allora? Di conseguenza, partono i delirii dei sindaci che si concretizzano in divieti locali, per cui a Bressanone è vietato andare nudi alle mostre di arte contemporanea, a Verona fumare sigarette in pubblico ma solo se con il bocchino, a Certaldo diventa proibito percorrere i sensi unici nella direzione giusta, a Benevento le piazze saranno chiuse agli artisti di strada e ai revisori dei conti, a Roma è proibito l’uso dei megafoni, soprattutto nelle conversazioni familiari. L’oggetto da avere (must have) del momento è senz’altro il saturimetro, non c’è giornale o rubrica che non spieghi i pregi dello strumento, come usarlo e come leggere i risultati, difficile distinguere il marchettone dal boh. Su Amazon festeggiano e ne offrono dai tre ai centonovanta euro. Io, modestamente, ne ho uno bellissimo, tutto tempestato di rubini e diamanti, che segna 99% sulla mano sinistra e 96% su quella destra. Ho la metà destra del corpo in carenza di ossigeno, devo rimediare. Sempre per non farci mancare nulla, è pure uscito un film qualche giorno fa che prende per buone le teorie complottiste riguardo al virus e alla pandemia e le rilancia in rete: il film si intitola «Hold up», è francese, è frutto di una campagna di crowdfunding, è costato duecentomila euro, si trova sulla maggiore piattaforma video in rete, io gli ho già fatto troppa pubblicità perché è una sonora stronzata. La cosa che mi fa più male al riguardo è che Marion Cotillard ha fatto alcune osservazioni pubbliche in favore delle teorie cospirative, dall’11 settembre all’uomo sulla luna, e questo è per me triste: non ti amo più, Marion Cotillard, sappilo. Eh no, ci dovevi pensare prima.

Nella provincia dove vivo io le cose non vanno male, tutto sommato, i dati non sono tragici e non aumentano vorticosamente, altre province della Lombardia sono, stavolta, messe peggio. Gli ospedali della città in cui vivo sono sì abbastanza pieni ma di pazienti provenienti, mi dicono, da Milano e Varese, le zone più in difficoltà. A causa dell’esperienza che abbiamo fatto a marzo e aprile, io e i miei concittadini – mi pare – ci stiamo comportando con sufficiente coscienza, indossando le mascherine e praticando la distanza con una certa osservanza. Almeno per quello che vedo io in questi giorni. La conseguenza di questo stato dev’essere la posizione della polizia e dei vigili, che si vedono poco e sono tutto sommato comprensivi. Oggi posso dire in prima persona di essere andato a fare una camminata in collina e con altri gruppetti di persone qua e là siamo tutti passati davanti a una coppia di poliziotti locali in moto senza che facessero una piega. Nemmeno un sopracciglio di disapprovazione. Atteggiamento giusto: se questa cosa non va male e dev’essere lunga, allora meglio non storronare il cittadino che non fa altro che svagarsi distanziato all’aperto senza alcun rischio per sé e gli altri. Peraltro, nonostante la salita e l’ovvio fiatone, le mascherine c’erano quasi a ogni incrocio sui sentieri. Non garantisco per luoghi più frequentati in città o provincia, finché non invitano anche me.


Indice del minidiario scritto un po’ così delle cose recidive:
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