
oggi mi è arrivata una comunicazione datata 2202

I guadagni relativi delle donne aumentano del 4 per cento quando il loro capo diventa padre di una figlia.
Interessante.
Caro Celati,
il suo Guizzardi resta uno dei libri più divertenti che abbia letto, i giri scompisciati di un avventuriero senza famiglia scemo e scoordinato che più di trent’anni fa hanno colpito la mia immaginazione per non lasciarla più, in ottima compagnia dei personaggi di Pulci, di Ariosto, ovviamente di Rabelais, della famiglia di Durrell, degli sbalestrati cittadini di Quiriny, insomma di quella parte della vita un po’ irregolare in ombra che prediligo e di cui ambisco far parte.
Eran giusto venti giorni fa che, proprio nei dintorni di Comacchio, rileggevo i suoi racconti girovaghi della Foce, con la maiuscola, e mi dicevo che lei è proprio bravo, sia a scrivere che a raccontare che ad andare a piedi, mentre io ero lì con l’auto e con la scrittura ciao. E i posti eran proprio quelli, quelli suoi e dei suoi narratori, cioè ho guardato anche stavolta la realtà con lo sguardo un po’ stralunato e vagabondo che ho appreso, in buona parte, anche da lei.

Certo, poi lei ha fatto cose ben più serie, l’Ulisse io l’ho letto tradotto grazie a lei, mica paglia, ma resto in sostanza guizzardiano e dalle parti dell’estuario e della pianura.
Ora, caro Celati, lei è partito per un viaggio che spero sia fino in fondo uno dei suoi e io non posso che augurarle, di cuore, di camminare molto e con soddisfazione, di incontrare benzinai e baristi, di sedersi ogni tanto sul ciglio della strada a contemplare la pianura. Grazie, Celati, grazie di cuore. Faccia buon viaggio.
Che ci prendono sonoramente per il culo.
Guardatelo prima che lo tolgano. Il mio ragazzo guida una fiat. È Ciao 2021, ne avevo parlato l’anno scorso, i russi fingono una trasmissione italiana e sono eccezionali. Potete anche offendervi ma, come dicono gli inglesi, face the reality.

Si inizia. Ma era pure l’unica rimasta, impossibile scegliere.

Tra l’altro, sembrano affiancate e, invece, una segue l’altra. Avranno arrestato i bucanieri?
E avesse bisogno della metro, vualà:

Fedele alle mie funzioni di servizio, consiglio dotarsi di giornaliero o, meglio, settimanale.
Ora che abbiamo festeggiato degnamente la nascita di quest’uomo, andiamo avanti.

Ah, e grazie tante per l’oro e per l’incenso, ma per la mirra non dovete disturbarvi, la prossima volta, d’accordo?
Delle ottomila che potrebbero andare storte, le prime cose sono andate bene: il telescopio spaziale più potente di sempre è partito per la sua missione, ossia piazzarsi a 1,5 milioni di chilometri dalla terra, dispiegare lo specchio più grande mai visto nello spazio, composto da diciotto esagoni per convogliare le immagini, e cominciare a guardare nello spazio profondo. Poi aprirà uno scudo termico grande come un campo da tennis per ripararsi dal calore e mantenere la propria temperatura a duecentotrenta gradi sotto zero.
Il James Webb Space Telescope, JWST, intitolato con poca felicità al secondo amministratore della NASA e non a qualche scienziata/o di merito, è uno scoppolone rispetto al meritevolissimo Hubble e permetterà cose mai viste prima. Ma dire che la cosa è complessa è dire poco, stiamo assistendo al risultato di venticinque anni di progettazione ed esperimenti, l’emozione è tanta.

Se tutto dovesse andare come previsto, il JWST permetterà di guardarci attorno per circa cinque anni, forse qualcosa di più, osservando gli eventi dell’universo più vicini al big bang senza le interferenze della terra. Poi, siccome è davvero molto lontano e non potrà ricevere né manutenzioni e, tanto meno, carburante, smetterà di funzionare. Ma se le ottomilamilioni di cose che devono andare per il verso giusto lo fanno, vedremo davvero cose inimmaginabili.
Buon viaggio, specchione.

Le inesauribili meraviglie della metro di New York.