Ho raccontato la memorabile storia di Georg Elser e del suo attentato a Hitler, sono andato a cercarlo a Monaco nei luoghi dei fatti perché ritengo che dalla sua vicenda ci sia molto da imparare, per me per primo. Senza ripetermi, un senso della giustizia purtroppo non comune e un altrettanto senso di responsabilità che lo portarono all’imperativo di agire in prima persona fecero di Elser un esempio senza fraintendimenti. E la sua storia dimostra senza ombre come fosse ben possibile comprendere dove le cose stessero andando e come fin dall’inizio, non servivano analisti e geopolitologi: bastava volerlo.
Ora ho visto il film su di lui, ‘Elser – 13 minuti che non cambiarono la storia’ (Elser – Er hätte die Welt verändert) di Hirschbiegel del 2015: crudo e diretto, inizia con la fine e poi va a ritroso, rappresenta con chiarezza la figura di Georg Elser e la sua onesta e decisa intransigenza di fronte al sopruso e al potere.

È un bel film, ne dico qui per consigliarlo, e l’attore che impersona Elser, Christian Friedel, oltre che estremamente somigliante nello sguardo dritto e aperto, è davvero bravo e l’ha dimostrato nei successivi ‘Babylon Berlin’ e ‘La zona di interesse’.