Una 125 primavera in mezzo ai fiorellini, ora mando l’iban alla Piaggio.

Una 125 primavera in mezzo ai fiorellini, ora mando l’iban alla Piaggio.

Non solo la primavera ma anche l’ora-non-so-quale per cui c’è più luce.
Tutta goduria da adesso.

Finalmente l’ha vinto, ne sono contento, anche se io l’oscar gliel’avrei dato in primis per le sue fidanzate e poi, se proprio di recitazione si vuol parlare, per questo:

Non per il film, The wolf of wall street, solo per la scena accauntriclébb. Gli è che, come sempre, uno accumula i meriti per la vittoria con determinati film e vince solo dopo, con il film sbagliato. Che poi, porello, più che recitare quattro mesi in un fiume ghiacciato che avrebbe dovuto fare per vincere?
Vabbè, complimenti comunque e ora che ci siamo tolti il pensiero andiamo avanti. E metti giù il telefono, perdio.

Esce oggi il nuovo disco dei Wolfmother, al ghetto blaster, presto.

Il genere richiede poca variazione sul tema, o per dirla con saggezza: la stessa cosa. E così è, visto che lo fanno (lo fa, alla fine è uno, dominante) bene. Dissento ovviamente dal signor Patton, che disse: «In che anno siamo? Gesù! Scusate, ma… Wolfmother fate schifo!» (qui).
Non raggiunte le vette di Cosmic Egg o Wolfmother ma il suono pestazza c’è (segnalo tra le altre Eye Of The Beholder). Resta in ogni caso insuperata la mia preferenza per White feather:
Dancing pizza, I compete now with your dancing pizza now
Giuro, basta ascoltare.
Il signore qui sopra, Wattyl, è a dir poco un batterista formidabile, a cliccare sull’immagine si vede qualche numero notevole. I secchi sono un valore aggiunto inestimabile, come i giocolismi e la fantasia. Qui il suo canale.
O NYPL, come usano dire gli amanti degli acronimi, cioè tutti i nuovaiorchesi. Basterebbe citare il enuaipidìopenàpp! (NYPD open up!) con cui ogni poliziotto nuovaiorchiano trova un colpevole nelle serie. Comunque, la NYPL, la biblioteca pubblica di New York, che iddio la protegga, scansiona e pubblica un sacco di foto, mettendole a disposizione.
Foto e stampe di New York, certo, d’altronde ha senso così. Offrendo anche opzioni interessanti di download per dimensioni e formato e descrizioni dettagliate strada per strada. Il tutto sta qui. Al momento siamo a 672 mila end caunting, come dicono.
In partenza per Breslavia, molto curioso.

Termperatura al suolo alle sette di stamane: -19°. Ci sarà da ridere. Città imperdibile, sarà teatro di appuntamenti a raffica nei prossimi due anni: capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro 2016. Nel 2017 sarà sede dei Giochi mondiali che, per chi non lo sapesse, sono le olimpiadi con tutti gli sport esclusi dalle olimpiadi. La sapida lista delle attività sportive qui.
Come non andarci?
Già da tempo sono stati aggiunti quattro nuovi elementi alla tavola periodica degli elementi, per ora chiamati: ununtrio, ununpentio, ununseptio e ununoctio.

Si è ora aperto il dibattito sui nomi da attribuire a questi nuovi elementi: nel recente passato ebbero la meglio alcune logiche campanilistiche, per cui si ebbero il germanio, il francio, lo scandio, l’americio, il californium e così via. Maccheschifo. Per il 113, essendo stato scoperto da un équipe giapponese, sarebbe pronto il japonio. Maddai.
La rivista Nature, che iddio la protegga, ha proposto di superare questo tipo di logiche miserelle e di nominarne uno ‘Levium‘, ovvero l’elemento di Primo Levi: il giornalista britannico Philip Ball, infatti, sostiene giustamente che «Il suo ‘La tavola periodica’ rimane il miglior libro mai scritto sulla chimica. (…) ‘Se questo è un uomo’ è una delle opere più profonde e umane del secolo, testimonianza del fatto che la scienza può essere una forza universale liberatrice per la salvezza, riconoscendo allo stesso tempo la sua capacità di essere abusata in modi terribili. Levium potrebbe significare che la tavola periodica è per tutta l’umanità».

Io, che umilmente ritengo Primo Levi il più grande scrittore italiano del Novecento tout court, sono ovviamente d’accordissimo ed entusiasta della cosa. Sarebbe davvero molto bello.
C’è un volume di racconti (qui) edito da Einaudi che – a un prezzo a dir poco ridicolo per tutto l’oro e le gemme che contiene – raccoglie tutti i racconti di Primo Levi, ovvero i racconti contenuti in Storie naturali, Vizio di forma, Lilít, Il sistema periodico, L’ultimo Natale di guerra. Credo sia uno dei libri più belli e preziosi che io abbia mai letto e che possegga. Vorrei davvero lo avessero tutti.
«Suonava la chitarra e aveva un trombettista con una gamba sola… Assemblavano la loro musica senza la consapevolezza che ci dovrebbero essere regole da seguire. E così andavano in direzioni che non verrebbero in mente neanche ad un musicista semi-qualificato … è da lui che ho preso il nome Stardust»
Così David Bowie parlando di Norman Carl Odam, meglio noto con il nome d’arte di Legendary Stardust Cowboy. Così Ziggy diventò Ziggy Stardust, con ciò che poi sappiamo.
Ha ragione, per quanto mi riguarda: Legendary Stardust Cowboy è inarrivabile e ineffabile, lo ammiro molto e in un certo qual modo d’ora in poi sarà il mio riferimento, in assenza di Bowie. Eccolo: