si chiama pure Magyar, tra l’altro

Sapere che sia un europeista al momento mi basta eccome.

A man waves a Hungarian flag as he celebrates in the streets after the announcement of partial results of the Hungarian parliamentary election in Budapest, Hungary, Sunday, April 12, 2026. (AP Photo/Denes Erdos)

Finisce l’orrendo incubo Orbán e l’Ungheria torna, forse, tra le popolazioni civili; da vedere quanto il sistema di potere sia radicato e quanto certe abitudini non siano connaturate. Fedelissimo del capo fino a un certo momento, di Magyar non è che si sappia molto, soprattutto in politica estera – e qui dalla UE a Putin sono tutti in attesa -, di sicuro è una sconfitta dei sovranisti, compresi quelli di casa nostra che, al governo, hanno augurato pubblicamente la vittoria a Orbán.

A Budapest una festa che manco avessero vinto i mondiali con la Grande Ungheria, ieri bisognava essere lì. Forse, lo dico sommessamente, forse comincia a tirare un’altra aria. Bene così.

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