
Non che ne avesse bisogno, quanto meno è una consacrazione di un’importanza indiscutibile. Amerikanska traditionen, vero.

Non che ne avesse bisogno, quanto meno è una consacrazione di un’importanza indiscutibile. Amerikanska traditionen, vero.
Un bel modo per celebrare e ricordare Dario Fo è riguardarsi (già visto, vero?) «Musica per vecchi animali». Lucio Lucertola, Lee il tigrotto campione-di-fast-food e Lupetta, vera signora, protagonisti di un film molto poetico e sognante tratto da Comici spaventati guerrieri di Stefano Benni.

Per un motivo a me ignoto rimase nei cinema pochissimo, ma in rete si trova cercando un pochino. Perché ricordare la prima regola del kung-fu è fondamentale: talvolta le risposte arrivano prima delle domande.
Un altro bel modo è ricordarlo con Franca Rame:

Mmm, peccaminosi.

Paola Guagliumi è una guida turistica, blogger e ottima conoscitrice d’arte: a me, per dire, piace imparare l’arte da lei, seguendo i suoi facili e utili corsi. Sto per laurearmi online seguendola ogni giorno, con il suo semplice corso: L’Arte spiegata ai Truzzi (nella loro lingua). Alcuni corsi che ho capito e seguito facilmente (io seguo quelli video, che li capisco meglio):
Finalmente delle lezioni chiare e accessibili. Grazie.

Anna Daverio fa belle fotografie. A me, in particolare, tra molte piace questa perché è un luogo cui sono affezionato e lo ricordo esattamente così. Con la nebbiona.

Anni passandoci davanti, in tutte le stagioni, eppure il ricordo è questo.

Oggi è uscito il nuovo disco, finalmente. Qui si trepidava, sia per la musica pestazza nuova sia per il tùr, era ora. Perché nel tùr, oltre alla devastazione auricolare, c’è la bellezza di un frontman che si rompe le lattine di birra in testa: credevatelo qui.
(Fortuna che questo non ha le mollezze di Black Dog Barking).
Il 2 settembre la sonda Juno ha trasmesso le prime fotografie di Giove, il gigantone gassoso di cui sappiamo così poco.

(NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)
Giove è una gigantesca palla di gas e fu il primo pianeta, quasi certamente, a formarsi nel Sistema solare. Se avesse avuto maggiore massa sarebbe stato un altro sole, essendo composto per lo più da idrogeno ed elio, e noi saremmo in un sistema binario. Oppure chissà.
Giove è percorso da fortissime tempeste e l’occhio di Giove, ovvero la macchia rossa che tutti conosciamo, è una gigantesca tempesta larga all’incirca quarantamila chilometri che dura almeno da tre secoli. Almeno perché la prima volta che un essere umano osservò Giove lei già c’era. Pare, dico pare, che si riduca di mille chilometri all’anno, forse si sta placando.
Se qualcuno è interessato all’argomento, ultimamente ho letto alcuni libri di astronomia e astrofisica di un ottimo divulgatore italiano, Amedeo Balbi. Balbi è molto chiaro e un eccellente spiegatore di cose, è spiritoso e poetico quanto basta, si fa capire anche da me e tra i suoi libri mi sento di consigliare questi due:
E poi è un mio coetaneo, folgorato da Angela-padre e dalla fantascienza dei Settanta, il che non guasta. Gli altri due libri che ha scritto non sono di astronomia in senso stretto ma sono una lettura piacevole in ogni caso:
Admit it, you see a face.
Verissimo, la vedo, oddio, la vedo. C’è un signore bravissimo a scovare le facce nelle cose, ed è bravo, cacchio se è bravo: sta qui. E commenta bene.
Grazie a mr. J. che mi ha dato una nuova dipendenza, ecco qualche esempio:

Ma il più bellissimo è questo, specifico: Zoidberg.

Chi sa, sa.
In cui fanno delle cose nuove. Uoah! che sogno per un italiano: costruire cose nuove e belle, mai visto. A New York, ovvio, è partita ieri la costruzione di ‘Vessel’, una torre di 46 metri e larga 15 su progetto di Thomas Heatherwick.
Una cosa così, per capirci:

Qualche info in più qui. Lo sviluppo interno della struttura sarà di 1,69 chilometri, ovvero 2.500 scalini e oltre 154 rampe di scale per girarla tutta; l’idea generale è quella di un punto di osservazione-palestra, da qui appunto il nome ‘Vessel’ in riferimento ai vasi sanguigni. Che meraviglia l’interno:

Qui il video di presentazione. Invidia, come sempre, null’altro che invidia per una città che demolisce e costruisce cose nuove, spesso molto molto belle.
Sto ascoltando il nuovo disco di Jack White, Acoustic Recordings 1998-2016 che, come dice il titolo, è una raccolta di suoi pezzi – da solo, con i White stripes e i Racounteurs – suonati in acustico. Il ragasso, anzi ormai l’uomo, ha talento, si sa. Per quanto riguarda me, più negli ultimi dischi da solo che nei precedenti, ma de gustibus non disputazzia.
Il disco contiene due inediti, uno è City Lights, che doveva far parte di un disco, Get Behind Me Satan, dei White Stripes dei tempi. Poi non ci finì. Comunque, Michel Gondry (eccellente visionario regista di film e video, tra gli altri di ben quattro per i White stripes) ha preso la canzone e ha girato un video, all’insaputa di Jack White:
Published on Sep 12, 2016
Third Man Records is pleased to share the genius surprise gift they received from their friend MICHEL GONDRY. On his own and without anyone’s knowledge, the legendary filmmaker shot a video for “City Lights,” which he sent them the other night. The video is Gondry’s fifth visual collaboration with The White Stripes.
Questo il comunicato di Jack White e questo, bello come sempre, il video:
Gondriano come pochi, consiglio per chi non avesse praticato almeno le seguenti perle supergondriane scelte a mio insindacabile capriccio tra i suoi video musicali:
– Fire On Babylon di Sinéad O’Connor (1994)
– Protection dei Massive Attack (1995)
– High Head Blues dei Black Crowes (1995)
– Bachelorette di Björk (1997)
– Everlong dei Foo Fighters (1997)
– Around the World dei Daft Punk (1997)
– A Change (Would Do You Good) di Sheryl Crow (1997)
– Let Forever Be dei The Chemical Brothers (1999)
– Come into My World di Kylie Minogue (2002)
– Star Guitar dei The Chemical Brothers (2002)
– The Hardest Button to Button dei The White Stripes (2003)
– Mad World di Gary Jules (2004)
– Ride dei The Vines (2004)
– Dance Tonight di Paul McCartney (2007)
– Soleil du Soir di Dick Annegarn (2008)
– Carol Brown dei Flight Of The Conchords (2009)
– Open Your Heart di Mia Doi Todd (2010)
– Go dei The Chemical Brothers (2015)
Li ho messi in bell’ordine cronologico, per meglio cogliere l’evoluzione di certi temi cari a Gondry, la ripetizione ritmica per dire. Il mio preferito, ma temo sia molto per la canzone, è Mad world. A chi vuole.
Better off Ted è una serie uscita nel 2009 e durata due sole stagioni. Pare una cretinata a prima vista, complice anche il solito sottotitolo italiano senza la minima fantasia, e invece è uno spasso vero: ambientata nella Veridian Dynamics, multimeganazionale demenziale dell’alta tecnologia dalla moralità iperdiscutibile, la serie è caratterizzata da una sequenza di battute pressoché continua, spesso irresistibili, e da una serie di personaggi azzeccatissimi: Portia De Rossi sopra tutti (di notte nutre la sorella per essere più magra di lei). Per esempio, la quarta puntata – Racial Sensitivity – è ridicola: l’azienda decide di mettere dei nuovi sensori in tutti gli uffici, sensori sensibili al riflesso della luce sulla pelle umana. Va da sé che le luci non si accendono più quando ci sono solo neri nelle stanze. L’azienda, pur di non ammettere l’errore né la spinosa questione razziale, assume dipendenti bianchi che seguano passo passo i dipendenti neri. E via così, a precipizio.

I finti spot della Veridian Dynamics, poi, sono spesso clamorosi. Per ragioni a me ignote e incomprensibili, dopo un primo successo iniziale la serie venne cancellata per bassi ascolti. Bravi, continuiamo così, a guardare Modern family o Friends invece che la roba buona. Viviamo in un mondo che si concentra sull’inutile. Comunque, io consiglio caldamente: breve ma intenso.