Gran raccolto per quanto riguarda le uscite di dischi in questi giorni di maggio: Albert Hammond jr., Tinariwen, Robyn Hitchcock, Alison Goldfrapp, Moby, Kesha, Sufjan Stevens, Graham Nash, Calibro 35, Rickie Lee Jones, Mark Knopfler, Goran Bregović, Gaz Coombes, Dropkick Murphys, Ana Popović, Samantha Fish, Dave Matthews Band. Per restare a quelli che interessano a me e attendendo i prossimi dieci giorni. Tra tutti, quello che mi incuriosisce di più è quello di Paul Simon, Seven Psalms. Concepito come un’opera unica, le sette canzoni che lo compongono sono in realtà unite in una traccia sola: Seven Psalms: The Lord / Love Is Like a Braid / My Professional Opinion / Your Forgiveness / Trail of Volcanoes / The Sacred Harp / Wait. Anche in streaming, cosa ardita. Non che però il titolo inviti troppo, vediamo.
gaudii ed estasi
finalmente anche lui confessa!

Detto questo, io capisco tutto quanto dell’intervista di Schlein a Vogue, capisco il volersi andare a prendere una fetta specifica di coetanee uscite marginalmente dall’area o meno e parlare a un certo tipo di persone, lo capisco e ben comprendo. Capisco meno fare il nome, lo spottone, della professionista amica, bastava una risposta generica, e nemmeno l’accenno all’armocromia, ben sapendo che sarebbe rimasto solo quello di un’intervista lunga e articolata, ma vabbè, mica devo capire tutto io.
chissà come ne va fiero (non cancellatela)

Sul muro esterno del cinema Sacher è apparsa una risposta, ehm, politica al nuovo film di Moretti, Il sol dell’avvenire. Che, tra l’altro, è un film molto bello, carico di umanità, affettuoso e spiritoso, un divertito testamento artistico pieno di citazioni, esterne e di sé stesso, alcuni tormentoni, qualche naturale cosa noiosina, qualcuna ovviamente irritante, politica, amore, canzoni, decisamente riuscito.
25 aprile, com’è andata
Meglio di ogni previsione, non c’è come un governo di destra per compattare la sinistra e tutto il resto dell’arco. Va’ che foto.

Un sacco di gente, prima sole poi pioggia poi sole, motivati e presenti, ogni età possibile. Meglio governi democratici e rispetto costituzionale ma 25 aprili mogi e infrequentati o governi neofascistelli senza criterio e manifestazioni partecipatissime? La prima che ho detto, ovviamente.
il giusto rapporto con l’orso
Sàtana, perrrkele, sàtana.
Prrrrrrrrrrr.
il settantottesimo 25 aprile
Il 25 aprile è il natale, anzi il Natale, delle brave persone.

Io sarò a Milano in corteo e quest’anno, come tutti quelli all’opposizione e ancor di più visto questo governo, sarà senz’altro un 25 aprile vivace. Meglio di quello dell’anno scorso, nel quale le posizioni sulla guerra in Ucraina ebbero giustamente il sopravvento e si faticava a trovare due posizioni concordi.
Per festeggiare, in attesa del pomeriggio, una canzone nuova sulla Resistenza, di tre giorni fa: Staffette in bicicletta di Vinicio Capossela con la grande Mara Redeghieri. Un pezzo di pane, un litro di latte sottratti al nemico sono lotta, né più né meno.
Buona Liberazione, dunque, alle brave persone. Per chi ci sarà, ci vediamo in corteo. Agli altri, quelli che in questo cavolo di paese ancora diviso non vogliono capire, agli indifferenti, agli opportunisti, oggi a tutti loro un bel calcio in culo.
in tua vece
Caro C. sono al tuo concerto. Riconosco il tocco, la scelta saggia: posto centrale ma a lato, con spazio per le gambe. Non troppo vicino ma nemmeno lontano. Solo chi ne ha fatti tanti sa. E sempre sempre vicino a un’uscita, questa è proprio tua. Ne abbiamo fatti un po’ insieme, di concerti, questo lo considero tale.

Mi fa sempre sorridere che ti sia appassionato a questa musica pestona, parrebbe incongruo e, invece, la dice lunga sulla tua apertura di interessi e del tuo sguardo, anche in questo.
Sono fisicamente al tuo posto, stavolta, metaforicamente e moralmente anche, il fatto è ricco di significati e mi dice molte cose su di te, su di me, sul tempo e come lo usiamo, sulla cura e l’attenzione verso gli altri, sulle fortune che ho. E non è più il fatto di un concerto, non solo, diventa tutto più ampio e il pensiero corre a quel gran mescolotto che si allarga anche oltre i propri confini e che chiamiamo, in fondo e in qualche modo, vita.
oddio ma cos’è successo? (un paese civile)
Sfoglio i titoli e quasi casco dalle mie stesse gambe:

AIFA rende la pillola anticoncezionale gratuita per tutte le donne in Italia. Non mi raccapezzo. Ma questo è un atto da paese civile, oddio, mica ci sono, ci siamo abituati. Così, di botto? Barcollo incredulo. In questo periodo, poi, di sbrodolate di deduzione fiscale per chi fa numerosi figli, Giorgetti, di lamenti contro la bassa natalità accompagnati da pressioni nazionaliste, fino agli sproloqui su sostituzione etnica, Lollobrigida, la cosa fa ancor più impressione.
Poi il Moige si incazza, Gandolfini e il suo Family day sbraitano, senatrici di Fratelli d’Italia insorgono, Pro Vita & Famiglia condannano e a quel punto capisco che è vero e comincio a godere ancor di più, che cosa civile e sensata è questa. È ed era, perché la contraccezione era già gratuita, fino al 1983, grazie alle lotte degli anni Settanta e alle spinte alla consapevolezza e all’esercizio dei diritti, poi come in tante cose siamo tornati indietro. Finalmente uno avanti, significativo. Adesso, ratificare rapidamente.
oggi qui si festeggiano i cosmonauti

Oggi è il giorno in cui più di sessant’anni fa il figlio di un contadino andò per primo nello spazio, vide uno spettacolo incredibile e tornò tra noi. Un cosmonauta, lo festeggiamo oggi. E festeggiamo chi ha deciso di festeggiare in questo giorno, chi vola oltre e guarda le cose con rispetto e con affetto.
Natalie, ci sarò
E non una, ma due volte.

E così l’ignominia del concerto mancato parte tre sarà cancellata.
E si prospetta pure un bel giretto, brava lei e bravo me.