Della televisione di Guglielmi, molte cose mi piacevano e, ovvio, molte no.
Magazine 3 però sopra tutto.

Ed era comunque fantascienza avere come direttore di rete un intellettuale vero. Che lusso.
Della televisione di Guglielmi, molte cose mi piacevano e, ovvio, molte no.
Magazine 3 però sopra tutto.

Ed era comunque fantascienza avere come direttore di rete un intellettuale vero. Che lusso.
Oh, finalmente è uscito.

Che poi, per fortuna, significa pure tùr. È dal 2018 ad Amburgo che mi mancano, Emily: ci sarò.
Tutta la faccenda delle recensioni in rete ha aspetti positivi e tanti, tantissimi, aspetti negativi. Tra essi, la spinta alla recensione anche là dove nulla se ne sa e il fatto che c’è in giro un sacco di gente che, per davvero, non ha idea né decenza. Tra essi, di recente, il signore qui sotto, che ingrassetta i termini importanti della sua propria recensione a un museo, non importa nemmeno quale.

Se è un essere umano, dentro è bot.
A fianco ma non indietro, una coppia di altre che ho visto da poco, mentre ero in piazza a Reggio Emilia. Si parla della cattedrale di Reggio e se la prima recensione lascia perplessi ma si immagina l’errore, la seconda è devastante (di un certo Giovanni Costa) che sente, comunque, forte forte la spinta a scrivere qualcosa in ogni caso. Bravissimo, grazie per avercelo detto.

Bello anche il suo pezzo: «Bella Piazza rettangolare con Cattedrale di sicura antichità».
Delle fermate degli autobus nell’ex-Unione sovietica, meravigliose, avevo detto tempo fa. Ora ne ho vista un’altra, bellissima, ad Aralsk.

Con piccolo minareto, addirittura. Elegantissima e wesandersoniana.
Quanti sensi ha l’uomo?
cinque:
per sentire, vedere, toccare, colore, profumi
Quanti sensi ha la vita?
cinque:
nascere, ragazzo, persona, ammalato, funerali
Quanti sensi ha la terra?
cinque:
aria, terreno, scotta, acqua, verdure
Quanti sensi ha l’amore?
cinque:
conoscere, conversazione, appuntamento, sposato, sempre sposato.
L’immortale poeta Robertetti, chi altri?
Toc toc? Sono Gesù, il principe della pace.

Ah, sei tu che bussavi?
Esatto.
ONU, che posto occupo nella tua vita?
Eh, se parli da dietro la finestra non si capisce niente.
Toc toc?
Sei sempre Gesù?
Esatto.
La mia opera preferita di Harry Anderson. Non è che sia molto più rassicurante di Godzilla, se posso essere sincero.
Uh oh, qui tocca organizzare qualche giro in fine estate per correr dietro a Kurt.

Kurt il Vile, chi altro?
Tra l’altro, il suo a Milano qualche anno fa uno dei concerti più belli in assoluto, per quel miscuglio meraviglioso tra musica del midwest ad abusare dei maiali, elettronichetta e urla belluine. Uno dei grandi, ora.
Lars fa un sito semplicino in cui inserisce un calcolatore di velocità, per dimostrare che se anche si accelera non è che poi si guadagni granché. Meglio andar piano, quindi, con tutti i vantaggi connessi.
D’accordo, Lars, proviamo. Io devo fare cento chilometri per andare a trovare mia nonna, a sessanta all’ora ci metto un’ora e quaranta. Ma se accelero, vediamo:

Eccazzo, Lars, no. Se accelero un pelino di più, ci metto quattro minuti. Quattro. E risparmio più di un’ora e mezza che posso passare in più con mia nonna, mangiando una fetta di torta stantia conservata per un anno dietro un calorifero. Quindi?
Accelerate, che arrivate prima. E giù quel pedale.
Oggi è il giorno del vomito di Jerry.

E per festeggiare, Seinfeld in streaming 24/7. E basta anche col sonno.