almanacco dei sette giorni, per procrastinare (20.38)

✦ La mia settimana comincia nel migliore dei modi, visto che ho il piacere di assistere alla conferenzina stampina di Berluschini alle dimissioncine dal San Raffaelini. Non è che stesse benissimo prima, dopo il covid le consonanti nel discorso si sono fatte ancor più confuse e incomprensibili.

✦ Anche stavolta la bottiglia di amarone del 1994 resta chiusa. A proposito di covid, il fratello Gallagher (sto parlando degli Oasis, per i profani) che pensavo intelligente (Noel) ha detto che lui la mascherina non se la mette e che se si ammala sono solo affari suoi mentre il fratello che reputavo scemo (Liam) ha detto che il covid è una cosa seria e che non bisogna fare gli stronzi. Vedi come ci si sbaglia, nelle cose?
✦ Sempre sul contagio, la virologa Ilaria Capua spiega che «il pranzo della domenica con la famiglia può essere più rischioso che andare al supermercato» e questa sì che è un’ottima notizia, ora sì che ho un motivo più che giustificato e d’ora in poi domenica la passerò in un posto sicuro, al supermercato.
✘ Sempre pandemia, Tenet, il nuovo film di Nolan nei cinema (ne parlo qui in fondo), ha incassato complessivamente duecento milioni di dollari, e sto parlando di mondo. Pochi per un film che ne è costati più di quattrocento. Ma il motivo non è il film, il fatto è che nessuno va più al cinema. Cosa vera già prima della pandemia, ancor più vera ora. I servizi di streaming casalingo registrano numeri in grande crescita e il cinema agonizza. Io ci sono andato ed eravamo come le dita di due mani, ma vuoi mettere?
☀ Passando ad altro, da novembre 2021 le Barbados diventeranno una repubblica. Ora, io non sapevo che forma avessero fino a oggi e apprendo ora che sono una monarchia e la regina è, indovina?, Elisabetta II d’Inghilterra. Per cui, dopo solo cinquant’anni dall’indipendenza dal Regno Unito, è tempo di repubblica. E quando cade una monarchia io festeggio: metto su Rihanna.
✘ Fuffa in rete, ma tanta: gira il video dei ragazzi a scuola che fanno l’autoscontro con i banchi con le ruote, ed è un video di anni fa e, comunque, se ai miei tempi io avessi avuto un banco con le ruote altro che autoscontro, girano i video e le foto della protesta delle minigonne delle studentesse francesi e sono video e immagini di più di dieci anni fa. E bene che almeno i contesti sono appropriati. Di certo la rete italiana diventa sempre più autoreferenziale e provinciale, il mio invito è di fare uno sforzo e uscire dal cortiletto di Salvini, Feltri, Repubblica e i social nostrani.
☀ La senatrice Monica Cirinnà, PD, ha dichiarato di volersi candidare a sindaca di Roma, facendo le primarie del partito. Ora, siccome io la ricordo con gratitudine per la legge sulle unioni civili e come prima firmataria di una proposta di legge sul suicidio assistito, e anche perché è persona seria e concreta, sarebbe un’ottima cosa per Roma. Che, ricordo, è devastata da decenni di Alemanno, orrendo, Marino (non tanto lui, quanto il PD romano, per fortuna per poco) e molto Raggi, peggio degli imperatori del quinto secolo, a botte di quattro alla volta.
☀ Armand Duplantis al Golden Gala di Roma ha saltato con l’asta 6,15 metri. Record del mondo, un centimetro sopra il Bubka del 1994. Io me lo ricordo il record di Bubka, quello e gli altri sedici outdoor, perché lo vidi in diretta e vivaddio non riuscivo proprio a capire come si potessero fare i record un centimetro alla volta, io se avessi potuto avrei saltato una volta sei metri e quaranta e bon, sarei rimasto nella storia della disciplina per l’eternità. Bubka, giustamente, lo faceva per soldi, era anche il tempo dell’Unione sovietica, ci mancherebbe, ma io proprio non lo capivo. E ora tutti quei centimetrini sono il passato.

✘ Superati i trenta milioni di contagiati al mondo e quasi raggiunto un milione di morti. Questo lo scrivo per il me del futuro e, sarebbe utile, per gli stronzi che negano l’evidenza. Penso sempre più che ciò che ci farà svoltare in un breve tempo sia un test veloce (minuti) ed economico (uno-cinque euro). Si vuol fare un rave? Test fuori e dentro i negativi si comportano normalmente. Come a scuola, a cena, ovunque. Le mie aspettative al momento vanno in questa direzione.
✦ Ancora: la Crusca prende atto dell’uso e nonostante «sarebbe stato forse preferibile che il nostro acronimo si fosse affermato al femminile, in modo da evitare fraintendimenti tra nome del virus (SARS-CoV-2) e nome della malattia (COVID-19)» ora ammette per coerenza l’utilizzo al maschile di covid-19: il covid-19. Cosa peraltro che ho sempre fatto anch’io, evidentemente sbagliando.
☀ Ah, domenica sera appuntamentone: alla Cineteca Milano MIC di viale Fulvio Testi alle 17 proiettano La corazzata Potëmkin accompagnata al pianoforte da Francesca Badalini su musiche di Arvo Pärt. E mi chiedo: quanti alla fine si alzeranno in piedi per dire la solenne battuta? È un buon motivo per esserci.

editoria e musica ai tempi del covid-19: nel mezzo pt. 2

Dopo la prima superficiale disamina di dieci giorni fa, continuo a tenere d’occhio il mondo dell’editoria – libraria e musicale – per vedere che fa in tempi di covid-19. Catalogo questo, l’altro post e quelli futuri in ‘giocherelli’ perché ovviamente non ho letto nemmeno un libro e non lo farò, giudico tutto dalle copertine e dai sottotitoli, nella mia miglior tradizione critica. Via. Tra le case più attive, si segnalano ancora Piemme e Bollati Boringhieri: la prima è lanciatissima e spara fuori librelli piccoletti (le «molecole») su qualsiasi cosa e il coronavirus, immagino un po’ ricicciando quello che già ha. Se l’altra volta suggerivo anche «Utopia e pandemia», stavolta butto lì un «De monarchia e coronavirus» e, se l’autore è d’accordo, un «Prose della volgar lingua al tempo del coronavirus», in cui si affronta il problema della lingua della scrittura in tempo di pandemia. Più diretta Bollati Boringhieri che punta direttamente al cuore del problema tralasciando le incertezze, con un titolo dedicato al covid-19 senza rimestare il già rimestato, in apparenza. Bravi (sopravvolando decisamente sull’incipit del sottotitolo, «chi è questo coronavirus?» che nemmeno Quelo in trance agonistica).

A proposito di rimestamenti nel catalogo e uscite sull’onda del tema contagioso, Ponte alle Grazie merita un posto d’onore con l’ennesimo testo di Chomsky, nel quale – indovino – sarà stato fatto un cerca/sostituisci tra «governo», «potere», magari più probabilmente «guerra», e «pandemia». Non ne sono certo, dovrei leggerlo. Castelvecchi, invece, si affaccia con quello che pare essere un testo originale, uno sguardo d’insieme. Bravi?

Ma è un’illusione, perché invece si sono lanciati di testa dentro il tema caldo, altroché, un titolo per settore spaziando in tutto l’umano scibile. Mancano i canti popolari napoletani in tempo di coronavirus, l’arte della tessitura degli arazzi in tempo di coronavirus, la storia della pasta brisé in tempo di coronavirus e il tema della pandemia nelle opere degli espressionisti viennesi. Ma è solo questione di tempo, nutro fiducia.

Spazio poi al primo libro in autopubblicazione che ho incrociato – figuriamoci, saranno mille – «Omicidio al tempo del lockdown», romanzo giallo in cui, azzardo, il tema del delitto della camera chiusa potrebbe assumere nuovissime evoluzioni. Oddio, forse ho avuto un’idea brillantissima, potrei… Ma no, meglio cazzeggiare. Segnalo la ristampa di «Abisso» di Koontz con sottotitolo d’attualità (segnalo ai marziani che il romanzo è del 1981 e parla dell’arrivo nel 2020 del virus-arma letale Wuhan 400, anvedi), la prima edizione riportava invece la citazione: «Una lettura a vostro rischio e pericolo», spassosoni, attribuita allo stesso Koontz.

Non mancano le riviste: Vanity Fair ingaggia Sorrentino per un numero speciale, gli affida anche la copertina che lui riempie con una fotografia di Roma deserta, a dirla bene Trinità de’ Monti deserta di umani e ricolma di fenicotteri rosa. Lascio a esegeti che conoscano la materia l’interpretazione, a me oscura, la cosa più divertente di tutto è la nota in calce: «Questo numero non contiene interviste a virologi», che basterebbe per comprarla.

Ma la palma del riciclo del periodo, mi spiace dirlo, tocca di nuovo a Piemme che, sull’onda di Bonaccini che batte prima la destra, poi il virus e poi chissà che altro, magari i Meganoidi, ricicla titolo, copertina, foto del Bonaccini stesso e non oso aprire i due volumi, chissà che meraviglie.

Massimo risultato, minimo sforzo. O quasi, dai, le apparenze ingannano? Bonaccini contro Gozzilla, Bonaccini batte il cambiamento climatico, Bonaccini batte Chuck Norris. La povertà no, che l’ha già battuta Di Maio. Olè.

editoria e musica ai tempi del covid-19: nel mezzo

È di ieri la notizia che il prossimo salone del libro di Torino sarà via streaming, quindi avremmo detto qualche anno fa «virtuale». Insomma, non ci si va, ci si collega e si segue da casa, come ultimamente ci stiamo abituando a fare.
L’editoria, dunque, ragiona e si adegua alla nuova situazione, potendolo fare più di altri settori tipo, per dire, l’industria produttrice di cannoni. Anche dal punto di vista delle pubblicazioni il tema è caldo e, di conseguenza, bisogna cominciare ad avere qualche titolo in catalogo. Le case editrici più piccole, più agili e versatili, ne approfittano e, come Piemme per esempio, pubblicano al volo dei librelli, instant books, di non più di cento pagine e, quindi, di sforzo e costo modesto, in formato elettronico prima che cartaceo. Alcuni sono semplicemente cronaca – a saperlo, mettendo insieme il mio minidiario ne avrei fatti almeno due! – e altri propongono anche qualche minima riflessione, nonostante la contemporaneità spinta del fenomeno. Poi c’è qualche riciclo, secondo me, cui è stata aggiunta la parte sul covid-19, vedi «Mafie e pandemia» qui sotto. Suggerisco, presto!, anche «La divina Commedia e la pandemia», «Cinquanta sfumature di grigio e pandemia» e il supremo, meraviglioso «Utopia e pandemia» di Thomas More. Eccellente.

Ciò che è eccezione per le case editrici piccole, è la norma per quelle più grandi: essendo più lente e, solitamente, offrendo prodotti più accurati, per agire in tempo devono sfrucugliare quello che già hanno, magari qualche saggetto non troppo dissimile per argomento o qualche tipo di trattazione cui può essere incollato il titolo d’attualità. Immagino, ma sto andando per supposizioni e cazzeggiando perché mica ne ho letto nemmeno uno di questi, che la Di Cesare, filosofa stimata, stesse scrivendo un saggio sul capitalismo e abbia virato in corsa trovando l’aggancio con il virus sull’«asfissia», come sintomo e metafora, se no sfugge il senso tra titolo e sottotitolo. Stessa cosa per la raccolta di saggi di Teseo, probabilmente il filo conduttore è davvero flebile. Suggerisco anche per loro: «Comincia il libro chiamato Decameron, cognominato prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in diece dì dette da sette donne e da tre giovani uomini al tempo del coronavirus».

Come già visto nei giorni scorsi con Andrew Taylor e la sua «The lockdown session» e DaBaby con «Blame It On Baby», anche il settore musicale di adegua e prende atto della realtà. In questo caso è facile farlo, se si pigliano delle raccolte, si inventa una collana, in questo caso «Work from home with…» e poi un nome a piacimento, si fanno un po’ di copertine e via, è fatta. Evans, Gilberto, Jobim, Getz e così via per stare alla Verve, che ha un ricco catalogo, ma con altra casa anche Zimmer, autore di milioni di colonne sonore di film di successo. In questo caso, il richiamo allo smart working è evidente fin dalla copertina: computer, caffè, penne per lavorare e lo svago della musica (che sarebbero i popcorn). Tutta roba già pronta. Ma ce ne sono ancora e ne usciranno a breve, per esempio gli Orleans con il loro soft rock seguono la scia, non ne riporto la copertina perché non è rilevante in questo senso.

Più serio Einaudi che pare avere composto qualcosa davvero da casa, approfittando della reclusione. Certo, ovvio che la tranquillità dello stare in casa in modo forzato favorisca più alcune professioni, diciamo creative, rispetto ad altre, i piloti di elicotteri per esempio. O i posatori di ponti.

Pian piano, perché serve giustamente tempo, le produzioni più serie, libri o dischi, prenderanno il posto di quelle più istantanee, sull’onda del momento. A quel punto sarà più difficile per me prenderli per i fondelli e, dunque, leggerò e ascolterò.

almanacco dei sette giorni, per debanalizzare (20.12)

Merda, hanno cancellato l’Eurovision Song Contest. E adesso?
Ah, giusto, se no poi me ne dimentico: un mago, un astrologo, un veggente che abbia previsto qualcosa del genere c’è? Eheh.
È morto Gianni Mura e a me spiace parecchio. Come molti, l’ho ereditato da Brera, nel senso che dal maestro sono passato, con timore prima e con soddisfazione poi, all’allievo. E leggere del tour attraverso lui era piacevolissimo, con quella grande abitudine di partire prima dal contesto, i paesini, il vino, l’atmosfera, i vecchi, era uno dei piaceri più sopraffini della carta stampata per me, ma anche leggere della boxe e, addirittura, del calcio, l’unica cosa che leggessi era Mura e le sue cronache dei sette giorni di cattivi pensieri. Ma il ciclismo era davvero un’altra cosa. E quest’anno il tour non si farà, immagino, mi par giusto per Mura, anche se lui ne sarebbe dispiaciuto. Come concludeva lui i coccodrilli, mutuando da Brera e a sua volta dall’antica Roma, che gli sia lieve la terra.

Amazon, finalmente, ha sospeso la vendita del Mein Kampf e dei volumi di propaganda nazista in generale perché «non più compatibile con la linea di condotta dell’azienda». Alla faccia, dopo decenni di richieste di ogni tipo.
Kooness è una piattaforma di mercato che si occupa di arte. Avendo evidentemente una buona mole di dati disponibili, hanno reso pubblica una ricerca sulla parità di genere nel mercato dell’arte. Si comincia col dire che più del 60% degli artisti è uomo e, di conseguenza, la distribuzione dei premi, per esempio, risente di questa percentuale. Ma il prezzo medio per opera no, non dovrebbe:

E invece è una bella differenza. Qui altre informazioni.
L’hanno segnalata in molti e lo faccio anch’io, perché la radio è sopra tutto: Radio Garden è un sito e un’app che permette di ascoltare in streaming tutte le radio del mondo. È fatta bene e funziona, finalmente posso ascoltare RadioRAI3. Ahah, non scherzo, dove sto io non prende, misteri dei rimbalzi e dei coni. A ogni modo, avanti con il neomelodismo svedese.
In tema, due raccolte da visitare questa settimana: il pubblico registro dei murales e della street art di Chicago, bello per quello che è e per quello che significa; il MET di New York che ha messo online tutto ma tutto tutto, dalle duecentomila opere del museo fino alle audioguide, tutto con licenze open. Poi discutiamo sugli americani ma in queste cose sono abbastanza imbattibili.
Tra tre giorni è Dantedì. Sì, il Dantedì del 2020. Chissà che feste, in giro.
Mah.

almanacco dei sette giorni, per asintomaticizzare (20.11)

Secondo Bryan Walsh di Axios gli indizi per capire per tempo che sarebbe arrivata una pandemia di coronavirus c’erano tutti. Almeno negli Stati Uniti.

A Berlino c’è la discoteca più piccola del mondo, un metro quadrato di felicità, una grande idea di Benjamin Uphues. È la Teledisko. Se ancora non avete preso il virus e volete essere sicuri di non perdervelo, è il posto giusto.

Informazione utile prima di partire: il Regno Unito ha bisogno di ballerine, biochimici e saldatori. Così almeno si sa prima. Perché non faranno più distinzione in base alla provenienza ma in base, appunto, alla qualificazione e alla professione esercitata. Perché ballerine? Ballerini ne hanno già? E se c’è un ballerino in grado di fare saldature perfette? Mah.
Lo so, ritorno ancora alla pandemia ma, d’altronde, è l’argomento principe nelle vite di tutti. Sullo smart working, la migliore è di ‘fotografie segnanti’ (temporaneamente ribattezzata ‘epidemie’ e ora ‘pandemie segnanti’), una pagina spassosa che consiglio:

L’artista 3d (non nel senso che è tridimensionale lui) Filip Hodas – non nuovo a cose interessanti – ha disegnato una serie di immagini che ha chiamato «Cartoon Fossils». Ecco Canis Goofus, Canaria Tweetea e Homo Popoculis.

Anche quest’anno al lago Erie ha fatto bel freddo.

La foto è di john_kucko e, anche se sembra un modellino, sono vere case di villeggiatura sul lago. Chissà come ha fatto quello della casa in alto. Ricordo a tal proposito, per prevenire i soliti commenti, che non si parla più di ‘riscaldamento globale’ ma di ‘climate change’.
A proposito: l’artista georgiano Tezi Gabunia ha realizzato un video intitolato «Breaking News: The Flooding of the Louvre», un finto servizio informativo sull’allagamento di una sala del Louvre, presumibilmente dovuto al cambiamento climatico più che alle inondazioni della Senna (vedi 2018). Interessante, perché evidentemente abbiamo bisogno di vedere le cose, la nostra capacità di astrazione non ci arriva.
‘Classic Blue’ è il colore Pantone del 2020, calmante, deciso e intenso. Nel frattempo, l’azienda americana ha messo in commercio 315 nuovi colori, tra i quali sarà sufficiente citare il rosa Sangria Sunset, il marrone Chocolate Martini, l’azzurro Frozen Fjord e, infine, il nero Unexplored. Non esploro oltre.

Non si sottovaluti la faccenda, la scelta del colore dell’anno ha moltissime ripercussioni commerciali, dappertutto. Se terrete a mente la cosa, vedere qualche sfilata quest’anno o osservare le vetrine, per dire, avrà qualche significato in più.
Il 4 marzo, ma io l’ho saputo ora, da alcuni rubinetti in una frazione di Castelvetro di Modena è uscito lambrusco. Alcuni si saranno convertiti istantaneamente. Volgendosi alla prosa, un silos con vino ad alta pressione ha letteralmente dato fuori e parecchio ne è finito nell’acquedotto. Merito della neoamministrazione Bonaccini?
Inizia il processo a Robert Durst: se la storia non la sapete, ne vale la pena. Omicidi, soldi, tanti, una lettera, molti misteri, due mezze confessioni e lui al centro. E una serie tv su di lui.
Questa è utile: nel 1666 a Londra ci fu una pestilenza, una pestibubbonilenza, cui seguì il famoso incendio, insomma erano tempi brutti e così Isaac Newton, poiché anche l’università era ovviamente chiusa, se ne andò in campagna, nella sua casetta dov’era nato, Woolsthorpe Manor. Qualcuno tra i più sagaci coglierà il parallelismo. Bene, senza nulla da fare e con tanto tempo a disposizione, si mise nella giusta disposizione d’animo e un giorno vide, ebbene sì, cadere una mela. Sì, è un invito a me stesso per primo e a chiunque a fare qualcosa di costruttivo e utile in questo tempo di reclusione. Per chi fosse curioso, questa è la casa di Newton, visitabile:

#StateACasa.
Una buona battuta letta in questi giorni (sic!): «Tra un po dovremo andare a cacciare x mangiare e io non so nemmeno dove vivono le lasagne».
Un gruppo internazionale di astrofisici ha scoperto Wasp-76b, un pianeta sul quale piove ferro fuso. Ma solo di notte, perché fa più freddo e quello che è evaporato di giorno ricade. Dopo alcuni giorni recluso a casa mi pare persino meno disagevole di prima. Questione di prospettive.
La serie dei viaggi sulla luna si arricchisce di un nuovo capitolo: «Moon’s milk». Un cortometraggio in stop motion di Ri Crawford, voce narrante Tom Waits, che racconta la bizzarra avventura del Capitano Millepiedi che, insieme alla sua ciurma, decide riportare a casa un po’ del latte che sgorga dai crateri della luna. Tutto fatto a mano.
Un po’ di cose ancor più sparse: mentre noi siamo qui davanti ai pc, un tizio ha camminato su un filo sopra un vulcano: Nik Wallenda ha attraversato il vulcano Masaya in Nicaragua; a New York ha aperto The Edge, la più alta in assoluto; Nayib Bukele, presidente di El Salvador, ha chiuso tutte le scuole, stabilito la quarantena per chiunque entri nel paese e proibito gli assembramenti. Anche se a El Salvador non vi sono casi di contagio. Ma mica ha proprio torto: «So che questa decisione verrà criticata, ma proviamo a metterci nei panni dell’Italia: l’Italia oggi vorrebbe aver deciso queste misure prima»; anch’io da adesso lo farò alla maniera di Gloria Gaynor o, magari, così, che preferisco:

Oggi piove, magari sto a casa.

almanacco dei sette giorni, per minimizzare (20.10)

Lan Bo, un regista cinese, ha pensato di documentare lo stato della città di Wuhan in questi giorni di isolamento e ha girato il cortometraggio «Wuhan: The Long Night».

Giustamente, il regista sostiene: «Penso che queste immagini saranno di grande valore come testimonianza storica e anche per documentari futuri».
Qualcuno ha detto, sensatamente, e se la chiamassimo Quarantesima?
Coronavirus, poi basta: Sergio Rosati, professore ordinario e Luigi Bertolotti, professore associato al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino hanno scritto un appello ai propri studenti, inviandolo via whatsapp. Siccome è un ottimo punto sulla vicenda virus, lo segnalo. Sarà lunga, prepariamoci.
No, non è vero, ancora una cosa: Gomorra ai tempi del CoronaVirus. Un discreto spasso, non mollate prima della fine-fine.
Una famosa catena di caffetterie americane ha lanciato l’abbonamento-caffè: nove dolla e si bevono tutti i caffè lunghi e corti che si vogliono. Gente nervosetta.
Ormai assuefatti alla logica Marvel, qualcuno ha ben pensato di contrapporre a Greta Thunberg una villain, ovvero una cattiva, bionda e diciottenne che pensa che i cambiamenti climatici siano operazioni di fantasia, si oppone alla parità di genere, lotta contro quello che lei definisce il «nuovo marxismo culturale in economia» e intrattiene qualche rapporto con l’AfD, partito tedesco di estrema destra. Complimenti.

«Nulla potevano i medici che non conoscevano quel male e si trovavano a curarlo per la prima volta – ed anzi erano i primi a caderne vittime in quanto erano loro a trovarsi più a diretto contatto con chi ne era colpito –, e nulla poteva ogni altra arte umana: recarsi in pellegrinaggio ai santuari, consultare gli oracoli. Tutto era inutile».

È Tucidide che parla della peste che colpì Atene nel 430 a.C. e in cui morì Pericle ed è il primo di una lunga serie di racconti di epidemie della nostra cultura, Boccaccio e Manzoni per dirne due facili, se ne parla in un bell’articolo su IL. Non perché sia inutile ogni cosa contro il virus, quanto perché si riflette sul morbo della ragione. Lo so, avevo detto basta.
Smithsonian Open Access: 2,8 milioni di immagini del più grande museo del mondo rese libere dalla rimozione del copyright. Per provare, io ho scaricato questa, in tiff da settanta mega. Comodo. La faccenda è figlia di una cultura, alla base dello Smithsonian, davvero ammirevole e che invidio.

Il 3 il Vaticano ha aperto gli archivi sul pontificato di Pio XII, uno dei papi più discussi a causa del suo silenzio sulla Shoah. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha affermato: «Da parte del Vaticano non ci fu volontà di fermare il treno del 16 ottobre del 1943, che deportò dalla stazione Tiburtina 1022 ebrei prelevati dai tedeschi nel primo rastrellamento romano». Vedremo se c’è qualcosa tra le carte.
Sempre Roma: ma davvero lei vorrebbe ricandidarsi?

Ma per davvero? Ossignore, che coraggio. Fortuna che al momento nessuno l’appoggia e, soprattutto, non ha più un partito (sarà un bene? sarà un male?).
Il resto è tutto virus ma io non ne parlerò quasi più nell’almanacco.

almanacco dei sette giorni, per folleggiare (20.09)

«Ora, mentre Renzo guarda quello strumento, pensando perchè possa essere alzato in quel luogo, sente avvicinarsi sempre più il rumore, e vede spuntar dalla cantonata della chiesa un uomo che scoteva un campanello: era un apparitore; e dietro a lui due cavalli che, allungando il collo, e puntando le zampe, venivano avanti a fatica; e strascinato da quelli, un carro di morti, e dopo quello un altro, e poi un altro e un altro; e di qua e di là, monatti alle costole de’ cavalli, spingendoli, a frustate, a punzoni, a bestemmie. Eran que’ cadaveri, la più parte ignudi, alcuni mal involtati in qualche cencio, ammonticchiati, intrecciati insieme, come un gruppo di serpi che lentamente si svolgano al tepore della primavera; chè, a ogni intoppo, a ogni scossa, si vedevan que’ mucchi funesti tremolare e scompaginarsi bruttamente, e ciondolar teste, e chiome verginali arrovesciarsi, e braccia svincolarsi, e batter sulle rote, mostrando all’occhio già inorridito come un tale spettacolo poteva divenire più doloroso e più sconcio».

È venuto in mente a molti lombardi, il Manzoni, in questi giorni. Il capitolo de I promessi sposi con l’assalto ai forni. Istruttivo, alla luce odierna.
In merito al coronavirus – e poi basta – un comunicato estero sulla situazione dei contagi italiani regione per regione (bisogna cogliere il passaggio) e una delle migliori battute di questi giorni, sempre sulla situazione sanitaria.

Poi: è morto il nonno di Ruby, quello per cui quella famosa notte in Questura a Milano si fece un casino e poi, sembra pazzesco, il parlamento votò per decidere se era la nipote o no. Uno (io) non ci crede ancora.
Due cose che non sapevo: la prima, che la National Gallery avesse un direttore italiano (Gabriele Finaldi) e la seconda, che lui medesimo abbia appena scritto un bel volumone nel quale descrive piacevolmente 275 dipinti conservati nel museo che vanno, cito, «dal tempo in cui i dipinti in legno, oro e lapislazzuli adornavano gli altari delle chiese italiane medievali o erano appesi nelle camere da letto dei mercanti olandesi, fino al volgere del XX secolo, quando gli artisti si dibatterono in potenti forme espressive in lavori che ruppero con la tradizione del passato». Io van Eyck l’ho riconosciuto. Il volume: Gabriele Finaldi The National Gallery. Masterpieces of Painting, National Gallery Company, Londra 2019. Distribuito da Yale University Press, pagg. 392, £ 50, ISBN 9781857096484. Operazione analoga al bel libro di MacGregor di qualche anno fa sugli oggetti del British Museum. Molto a poco.
L’FMI il due marzo ha dichiarato che dovrà rivedere al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia, causa coronavirus. Come ogni anno, almeno stavolta c’è la scusa.
La Cassazione ha stabilito che Carola Rackete agì «seguendo le disposizioni sul salvataggio in mare, che comportano l’obbligo di sbarcare i naufraghi in un porto sicuro». Molti di noi lo sapevano. Servirà per il futuro? Temo di no.
Dal 12 marzo sarà nei cinema un film su Marie Curie che, per chi ha voglia di capire, è stata una scienziata inarrivabile sotto ogni punto di vista. Dai, meno Marvel e più roba che magari si impara almeno una cosa o due.

Infine, qualcuno prima o poi (più prima) dovrà decidere se fare o meno le olimpiadi.

almanacco dei sette giorni, per auscultare (20.08)

Il giovane Duplantis dopo aver fatto 6,17 metri ha fatto 6,18. Parlo del salto con l’asta ed è un record mondialissimo. Sempre più Bubka, di centimetro in centimetro. E i margini di miglioramento sono davvero ampi, sia perché ha vent’anni sia perché è passato ben sopra.
A Olimpia, nel tempo, hanno trovato un gran numero di elmi corinzi. Emozionante vederli insieme.

Il decreto Salvini ha favorito il “business dell’accoglienza”, ovvero riducendo il margine ha tagliato fuori le piccole associazioni ed enti che si occupavano di migranti in favore di grosse organizzazioni private che si possono permettere di tagliare i servizi per fare prezzi più bassi. Un bell’articolo di Annalisa Camilli per Internazionale.
Per chi segue Stranger things, comincia a essere nell’aria la quarta stagione.
Confluiscono in Italia Viva il senatore Tommaso Cerno dal Pd e la deputata Michela Rostan, da Leu. Italia Viva ha quindi al venti febbraio 30 deputati e 18 senatori. Chissà poi da Forza Italia cosa arriva.
Secondo Audipress il 30% degli italiani legge un quotidiano ogni giorno, di carta o digitale. Cartaceo non so, ma per quanto riguarda il digitale forse il verbo è un filino fuorviante.
Riporta Repubblica che secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio Inps finora per Reddito e pensione di cittadinanza sono stati spesi 4 miliardi e 358 milioni di euro.
Tutte ma non la braidense.
Per chi, come me, consuma musica in grande quantità e si è posto la domanda dell’impronta ecologica, la risposta non è bellissima. Non bene anche la ripresa del vinile, che inquina parecchio.
Un bell’articolo di Francesco Erbani che racconta il ritrovamento di un archivio dei documenti che testimoniano la lotta all’analfabetismo in Italia.
E poi c’è il coronavirus, ma quello lo si legge ovunque. In fondo, l’himportante è l’hamore.

gli anni Novanta in 223 canzoni

Aggiornamento alla pleilista delle canzoni degli anni Novanta iniziata ieri: ora siamo a 223, finalmente c’è anche la macarena e gli autori in ordine alfabetico sono quelli in piccolo qui sotto.
Nel frattempo, la playlist eccola qua. E cresce a vista d’occhio, grazie anche ai contributi del Signor A. e del Signor L., oltre al già citato Signor M.

2 Unlimited, 4 Non Blondes, Ace of Base, Aimee Mann, Air, Alanis Morissette, Alice In Chains, All Saints, Anggun, Ani DiFranco, Anouk, Apollo 440, Aqua, Ash, Barenaked Ladies, Basement Jaxx, Beastie Boys, Beck, Ben Folds Five, Beth Orton, Better Than Ezra, Bikini Kill, Billie Myers, Björk, Blind Melon, blink-182, Bloodhound Gang, Blur, Bran Van 3000, Britney Spears, Bryan Adams, Melanie C, Bush, Cake, Chumbawamba, Coolio, L.V., Cornershop, Corona, Counting Crows, Cowboy Junkies, Cracker, Crash Test Dummies, Crystal Waters, Daft Punk, Dave Matthews Band, Deee-Lite, Deep Blue Something, Des’ree, Destiny’s Child, Diddy, Faith Evans, 112, Dido, Double You, Eagle-Eye Cherry, Echobelly, Elastica, Embrace, Enya, Espen Lind, Everclear, Faith No More, Faithless, Fastball, Fatboy Slim, Fiona Apple, Foo Fighters, Fools Garden, Fugees, Gala, Garbage, Green Day, Guano Apes, Haddaway, Hanson, Happy Mondays, Hole, Hootie & The Blowfish, Hooverphonic, Hum, Incubus, Inspiral Carpets, Jamiroquai, Jamiroquai, Jeff Buckley, Jennifer Paige, Jewel, Joan Osborne, Joey DeLuxe, Juliana Hatfield, k.d. lang, Ké, Brian Malouf, Kula Shaker, L7, Le Tigre, Lenny Kravitz, Letters To Cleo, Lighthouse Family, Liquido, Liz Phair, Londonbeat, Los Del Mar, Lou Bega, Luscious Jackson, Lush, Macy Gray, Mark Lanegan, Massive Attack, Matchbox Twenty, Matthew Sweet, Mazzy Star, MC Hammer, Melissa Etheridge, Meredith Brooks, Midge Ure, Moby, Morcheeba, Mousse T., Hot ‘N’ Juicy, Mr. Oizo, Ms. Lauryn Hill, Mudhoney, Natalie Imbruglia, Natalie Merchant, Ned’s Atomic Dustbin, New Radicals, Nirvana, No Doubt, Noa, Oasis, Orbital, Pearl Jam, PJ Harvey, Poe, Portishead, Pras Michel, Ol’ DB, Primal Scream, Propellerheads, Shirley Bassey, Pulp, Queens of the Stone Age, Radiohead, Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Republica, Right Said Fred, Robbie Williams, Robert Miles, Roxette, Scatman John, School Of Fish, Screaming Trees, Seal, Shaggy, Shania Twain, Shawn Colvin, Shed Seven, Sheryl Crow, Sinéad O’Connor, Sixpence None The Richer, Ska-P, Skunk Anansie, Sleater-Kinney, Sleeper, Rapino Brothers, Smash Mouth, Smoking Popes, SNAP!, Sneaker Pimps, Snow, Soul Asylum, Soundgarden, Spacehog, Spice Girls, Spin Doctors, Sponge, Stereolab, Stone Temple Pilots, Suede, Sugar Ray, Super Furry Animals, Supergrass, Suzanne Vega, Tasmin Archer, Texas, The Beautiful South, The Beloved, The Beta Band, The Black Crowes, The Bluetones, The Breeders, The Cardigans, The Charlatans, The Chemical Brothers, The Connells, The Cranberries, The Dandy Warhols, The Divine Comedy, The Goo Goo Dolls, The Lemonheads, The Notorious B.I.G., Mase, Diddy, The Offspring, The Presidents Of The United States Of America, The Prodigy, The Rembrandts, The Rentals, The Smashing Pumpkins, The Soup Dragons, The Sugarcubes, The Sundays, The Supernaturals, The Tamperer, Maya, The Verve, The Wallflowers, They Might Be Giants, Third Eye Blind, Tindersticks, TLC, Tori Amos, Tracy Bonham, Tricky, Underworld, Vanilla Ice, Veruca Salt, Weezer, Whirlpool Productions, White Town, Will Smith, Youssou N’Dour e Neneh Cherry

Aggiornamento del 20/02: siamo a 251 brani. Ecco l’elenco autori aggiornato:

2 Unlimited, 4 Non Blondes, Ace of Base, Aimee Mann, Air, Alanis Morissette, Alice In Chains, All Saints, Amparanoia, Anastacia, Anggun, Ani DiFranco, Anouk, Apollo 440, Aqua, Ash, Barenaked Ladies, Basement Jaxx, Beastie Boys, Beck, Ben Folds Five, Beth Orton, Better Than Ezra, Bikini Kill, Billie Myers, Björk, Blind Melon, blink-182, Bloodhound Gang, Blur, Bran Van 3000, Britney Spears, Bryan Adams, Melanie C, Bush, Cake, Cast, Chumbawamba, Collective Soul, Coolio, L.V., Cornershop, Corona, Counting Crows, Cowboy Junkies, Cracker, Crash Test Dummies, Crystal Waters, Daft Punk, Dave Matthews Band, Deee-Lite, Deep Blue Something, Des’ree, Destiny’s Child, Diddy, Faith Evans, 112, Dido, DJ Jazzy Jeff & The Fresh Prince, Double You, Eagle-Eye Cherry, Echobelly, Elastica, Embrace, Eminem, Enigma, Enya, Espen Lind, Everclear, Faithless, Fastball, Fatboy Slim, Fiona Apple, Foo Fighters, Fools Garden, Fugees, Gala, Garbage, Grant Lee Buffalo, Green Day, Guano Apes, Haddaway, Hanson, Happy Mondays, Heather Nova, Hole, Hootie & The Blowfish, Hooverphonic, Hum, Incubus, Inspiral Carpets, Jamiroquai, Jarabe De Palo, Jeff Buckley, Jennifer Lopez, Jennifer Paige, Jewel, Joan Osborne, Joey DeLuxe, Juliana Hatfield, k.d. lang, Ké, Brian Malouf, Kula Shaker, L7, Le Tigre, Lenny Kravitz, Letters To Cleo, Lighthouse Family, Liquido, Liz Phair, Londonbeat, Los Del Mar, Los Locos, Lou Bega, Luscious Jackson, Lush, M People, Macy Gray, Manic Street Preachers, Mansun, Manu Chao, Mark Lanegan, Massive Attack, Matchbox Twenty, Matthew Sweet, Mazzy Star, MC Hammer, Meredith Brooks, Midge Ure, Moby, Morcheeba, Mousse T., Hot ‘N’ Juicy, Mr. Oizo, Mr. President, Ms. Lauryn Hill, Mudhoney, Natalie Imbruglia, Natalie Merchant, Ned’s Atomic Dustbin, New Radicals, Nirvana, No Doubt, Noa, Oasis, Ocean Colour Scene, Orbital, Orishas, Paul Weller, Pearl Jam, PJ Harvey, Poe, Popa Chubby, Porno for Pyros, Portishead, Pras Michel, Ol’ DB, Primal Scream, Propellerheads, Shirley Bassey, Pulp, Queens of the Stone Age, Radiohead, Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Republica, Ricky Martin, Right Said Fred, Robbie Williams, Robert Miles, Scatman John, School Of Fish, Screaming Trees, Seal, Shaggy, Shane MacGowan, The Popes, Shania Twain, Shannon Curfman, Shawn Colvin, Shed Seven, Sheryl Crow, Sinéad O’Connor, Sixpence None The Richer, Ska-P, Skunk Anansie, Sleater-Kinney, Sleeper, Rapino Brothers, Smash Mouth, Smoking Popes, SNAP!, Sneaker Pimps, Snow, Soul Asylum, Soundgarden, Spacehog, Spice Girls, Spin Doctors, Sponge, Stereolab, Stone Temple Pilots, Suede, Sugar Ray, Super Furry Animals, Superdrag, Supergrass, Suzanne Vega, Tasmin Archer, Teenage Fanclub, Texas, The Beautiful South, The Beloved, The Beta Band, The Black Crowes, The Bluetones, The Breeders, The Cardigans, The Charlatans, The Chemical Brothers, The Connells, The Cranberries, The Dandy Warhols, The Divine Comedy, The Goo Goo Dolls, The Lemonheads, The Notorious B.I.G., Mase, Diddy, The Offspring, The Presidents Of The United States Of America, The Prodigy, The Rembrandts, The Rentals, The Seahorses, The Smashing Pumpkins, The Soup Dragons, The Sundays, The Supernaturals, The Tamperer, Maya, The Verve, The Wallflowers, Third Eye Blind, Tindersticks, TLC, Tori Amos, Tracy Bonham, Tricky, Underworld, Vanilla Ice, Vengaboys, Veruca Salt, Weezer, Whirlpool Productions, White Town, Wilco, Will Smith, Youssou N’Dour, Neneh Cherry, Zebda.

gli anni Novanta in 197 canzoni

Sarà che la musica dei propri vent’anni la si ascolta sempre con godimento e nostalgia ma nel mio caso, come nel caso di tutti quelli che nei Novanta avevano vent’anni, la musica era davvero eccezionale. Nel senso: uscivano dischi ogni mese perlopiù strepitosi, per dire un fatto noto il 14 agosto 1995 uscirono insieme Roll With It degli Oasis e Country House dei Blur. E quell’anno, sempre per fare un esempio, uscirono Jagged Little Pill di Alanis Morissette, Tragic Kingdom dei No Doubt, Post di Bjork, Mellon Collie And The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins, i Foo Fighters e gli Alice in Chains con gli album omonimi, Different class dei Pulp, To bring you my love di PJ Harvey e potrei andare avanti per molto.
Per fortuna.

Allora mi sono detto: perché non farne una pleilista e condividere il piacere con gli sconosciuti? Perché non far commuovere anche loro all’ascolto di canzoni dimenticate per vent’anni? Pronti (avevo già fatto qualcosina in questo senso). Grazie al prezioso aiuto del Signor M. abbiamo messo insieme centonovantasette canzoni degne (finora, perché si va avanti) seguendo alcune semplici regole che ci siamo dati:

  • una sola canzone per autore/gruppo (una eccezione), di solito quella che ebbe più successo (due o tre eccezioni perché qualcuna ha davvero rotto);
  • gli anni Novanta vanno dal 1990 al 1999 (non derogabile);
  • si include chi ha cominciato a pubblicare musica nei Novanta e fa parte del periodo, non chi ha cominciato prima e ha suonato anche in quegli anni (secondo regola, Tracy Chapman e Guns ‘n’ roses non ci sono, per dirne due evidenti);
  • poche boyband, questa non è un’enciclopedia della musica, è già molto aver messo Robbie Williams da solista;
  • nessun genere è precluso (in teoria);
  • è la mia (nostra) pleilista e facciamo un po’ come ci pare.

Bene, facciamola breve, eccola qua. La incorporo anche qua sotto ma spozzifai, per scelta aziendale mah, permette la modesta riproduzione di soli cento brani, come si può vedere. Consiglio di cliccare sul link e di ascoltarsela comodamente dal sito o via app o che ne so io.

Poi, per dare un po’ di dettaglio, ecco in ordine alfabetico chi, al momento, c’è (vorrei far notare la finezza per cui la pleilista si apre con Drive e si chiude uguale).

4 Non Blondes, Ace of Base, Aimee Mann, Air, Alanis Morissette, Alice In Chains, All Saints, Ani DiFranco, Anouk, Apollo 440, Aqua, Ash, Barenaked Ladies, Beastie Boys, Beck, Ben Folds Five, Beth Orton, Better Than Ezra, Bikini Kill, Billie Myers, Björk, Blind Melon, Bloodhound Gang, Blur, Britney Spears, Bryan Adams, Melanie C, Bush, Cake, Chumbawamba, Coolio, L.V., Cornershop, Corona, Counting Crows, Cowboy Junkies, Cracker, Crash Test Dummies, Daft Punk, Dave Matthews Band, Deep Blue Something, Des’ree, Dido, Eagle-Eye Cherry, Echobelly, Elastica, Embrace, Enya, Everclear, Faith No More, Faithless, Fastball, Fatboy Slim, Fiona Apple, Foo Fighters, Fools Garden, Fugees, Gala, Garbage, Green Day, Guano Apes, Hanson, Happy Mondays, Hole, Hootie & The Blowfish, Hooverphonic, Incubus, Inspiral Carpets, Jamiroquai, Jamiroquai, Jeff Buckley, Jewel, Joan Osborne, Joey DeLuxe, Juliana Hatfield, k.d. lang, Ké, Brian Malouf, Kula Shaker, L7, Le Tigre, Lenny Kravitz, Letters To Cleo, Lighthouse Family, Liquido, Liz Phair, Luscious Jackson, Macy Gray, Mark Lanegan, Massive Attack, Matchbox Twenty, Matthew Sweet, Mazzy Star, MC Hammer, Melissa Etheridge, Meredith Brooks, Metallica, Midge Ure, Moby, Morcheeba, Ms. Lauryn Hill, Mudhoney, Natalie Imbruglia, Natalie Merchant, Ned’s Atomic Dustbin, New Radicals, Nirvana, No Doubt, Oasis, Orbital, Pearl Jam, PJ Harvey, Poe, Portishead, Primal Scream, Primus, Propellerheads, Shirley Bassey, Pulp, Queens of the Stone Age, R.E.M., Radiohead, Rage Against The Machine, Red Hot Chili Peppers, Republica, Robbie Williams, Robert Miles, Roxette, Scatman John, School Of Fish, Screaming Trees, Seal, Shaggy, Shania Twain, Shawn Colvin, Shed Seven, Sheryl Crow, Sinéad O’Connor, Sixpence None The Richer, Ska-P, Skunk Anansie, Sleater-Kinney, Sleeper, Rapino Brothers, Smash Mouth, Smoking Popes, Sneaker Pimps, Soul Asylum, Soundgarden, Spacehog, Spice Girls, Spin Doctors, Sponge, Stereolab, Suede, Sugar Ray, Super Furry Animals, Supergrass, Suzanne Vega, Texas, The Beautiful South, The Beloved, The Beta Band, The Black Crowes, The Bluetones, The Breeders, The Cardigans, The Charlatans, The Chemical Brothers, The Connells, The Cranberries, The Dandy Warhols, The Divine Comedy, The Goo Goo Dolls, The Lemonheads, The Notorious B.I.G., Mase, Diddy, The Offspring, The Presidents Of The United States Of America, The Prodigy, The Rembrandts, The Rentals, The Smashing Pumpkins, The Soup Dragons, The Sugarcubes, The Sundays, The Supernaturals, The Verve, The Wallflowers, They Might Be Giants, Third Eye Blind, Tindersticks, TLC, Tori Amos, Tracy Bonham, Tricky, Underworld, Vanilla Ice, Veruca Salt, Weezer, White Town, Will Smith, Youssou N’Dour e Neneh Cherry

Ne mancano ancora (l’inno di Forza Italia, per esempio), lo sappiamo, li aggiungeremo, ci sarà anche qualche errore, ogni suggerimento è gradito. Se questa bella compila vende almeno un milione di copie, poi facciamo anche quella italiana (Vivo in vacanza da una vita / (Perché no) Tra una discesa e una salita) ma solo se arrivano molti soldi.
Gli apprezzamenti sono ancor più graditi, gli inseguimenti su spozzifai pure, perché – non è superbia è realtà – non si tratta di un lavoro dilettantesco: menti, conoscenza, esperienza e tempo sono sul tavolo. Provare per credere.
Sono quasi quattordici ore, al momento. Buon divertimento, se vi piace ditelo, per favore.