«a cena per ispasso»

Scrisse Vasari nel 1568 anche se bisogna aggiungere i soggetti:

[Giulio Romano e il marchese Federico II Gonzaga] se n’andarono fuor della porta di S. Bastiano, lontano un tiro di balestra, dove sua eccellenza aveva un luogo e certe stalle chiamato il T(e).

Difficile da credersi oggi ma fuori da porta di San Sebastiano, poco dopo la casa di Mantegna che ancora si vede e il palazzo omonimo, c’era un grosso canale, il Rio, che divideva Mantova in due grosse isole e una terza, piccolina, proprio lì di fronte che si chiamava Tejeto, abbreviata in Te. Niente a che vedere con la bevanda, peraltro al tempo ancora di là da venire. Potrebbe essere un tiglieto, di tigli, o tegia, latino attegia, capanna, già più impervio.
Comunque, i due, cioè il marchese di Mantova e il suo fido architetto, andarono sull’isoletta con uno scopo, continua Vasari:

E quivi arrivati, disse il marchese che avrebbe voluto, senza guastare la muraglia vecchia, accomodare un poco di luogo da potervi andare ridurvisi al volta a desinare, o a cena per ispasso.

Lo si accomodi, dunque, il luogo, almeno un poco di esso, si faccia una cosetta per poterci andare a pranzo o cena per diletto. Detto, fatto, ecco il luogo accomodato, riconoscibile:

Bravo, questo Romano. Mi ci potrei volentieri ridurre tutti i giorni senza fatica, dico io. Nella parte a destra della fotografia qui sopra dove c’è la ferrovia, sul fianco sud dell’isola che era allora, vi erano mura fortificate a sua difesa ed è quello cui si riferisce Vasari con la «muraglia vecchia». Si vedono, le mura e l’isola Tejeto, nella mappa di Matthäus Seutter del 1730 e il ponte in rosso è proprio quello di porta San Sebastiano:

Ancora meglio in quella di Guillaume De La Haye del 1775:

Che è anche modernamente orientata, ehm, verso nord. E il toponimo, complice la franzosità dell’autore, è già connesso stabilmente al Tè e alla pratica di berlo per sollazzo in luogo ameno, il palazzo appunto come si chiama anche oggi. Infine, pare che il palazzo fosse, in origine, dipinto anche in esterno ma, come si può constatare di persona, non ne resta traccia. In caso di visita, occhio alle salamandre.

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