Premio nobel per la letteratura 2023. Uscirà a breve la seconda parte del suo Settologia: oltre milleduecento pagine senza mai un punto. Non vedo l’ora.
nullezze
gli devono essere occasionalmente spuntate le palline

E non è il solito Matteo con cui ce l’ha, è l’altro. Condivisibile, per una volta, e la pesca ha veramente frantumato le palline di cui sopra.
dove lui parcheggiava l’auto

Le virgolette ammiccano, eccome, lo vedi come stuzzicano?
Ovviamente Amsterdam, dove se no?
la nuova compatta della BMW

Mi gusta, eccome.
in effetti quasi manca

Impossibile consolarsi con le figure minori, i La Russa, i Salvini, le, ops, i Meloni, troppo poco. E la vedova che tace nella villona probabilmente alla ricerca dell’usucapione, senza dare nell’occhio.
E noi qui, in preda tra l’altro all’atroce domanda:

Cremato col padrone, si spera, come si conviene fin dai tempi dei faraoni.
TAFKAP
The Artist Formerly Known as Prince.

Belle anche le ditozza.
al bar Italia
Osserva Bersani:
Quando leggi i passaggi del libro di Vannacci pensi: sciogliamo l’esercito, sciogliamo le Istituzioni e facciamo un grandissimo bar, il bar Italia. Però mi resta una domanda: se in questo bar è possibile dare dell’anormale a un omosessuale, è possibile dare del coglione a un generale?
È possibile, già lo faccio da un po’. Non male, Bersani, ha toccato un punto.
gurmé
Le traduzioni sui menu sono belle e utili, specie nei paesi delle lingue del demonio.

Alla romana, peraltro. Scarlett runner bean, un legume.
ottima ottima ottima notizia

Mezza epidemia di legionellosi, o legionella, o malattia del legionario, a Rzeszów, in Polacchia, con quattordici morti e duecento ammalati. Bene. Ascesso polmonare, empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione intravasale disseminata, porpora trombocitopenica e insufficienza renale che, ovviamente, da qualche minuto sto avendo tutti insieme. Deficiente io a bere l’acqua dal rubinetto e non solo la birra dalla spina.
e il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero è…
Ivan Babcock da Mason County, Michigan.

Private First Class (PFC) dell’esercito, non perse l’occasione di farsi scattare una foto in una miniera tedesca il 3 aprile 1945. Come i più avvisati hanno già colto, si tratta della corona imperiale, non quella di Carlo Magno ma quella di poco dopo, circa decimo secolo, e utilizzata fino alla dissoluzione dell’Impero, nel 1806. Ivan Babcock, come Napoleone, la corona se la mise in testa da solo e sebbene nel 1945 l’Impero non esistesse più, direi che qualche pretesa potrebbe averla avanzata, almeno fino al 1994, anno della sua scomparsa. Come in un film di Landis. La foto è del suo commilitone T/5 E. Braum.
Ah, dai: rassicuro i più ansiosi, quella sulla testa di Babcock è la replica del 1915, nascosta comunque dai nazisti, quella vera stava in un bunker a Norimberga, sotto il castello dove anche ora sta. Non è per davvero imperatore. Bella foto, l’avrei fatto anch’io senza esitare un attimo.