Ieri sera, dopo un’attesa non spasmodica di solo due anni, finalmente Sherlock.

Al cinema infinamai, emozionante.
Ieri sera, dopo un’attesa non spasmodica di solo due anni, finalmente Sherlock.

Al cinema infinamai, emozionante.
Prima di tutto un assunto: Martin Scorsese è il più grande regista della storia universale. Dato che siamo tutti d’accordo (cito a ramengo: Taxi Driver, Toro scatenato, Fuori orario, Gangs of New York, Quei bravi ragazzi, Shutter Island, The Wolf of Wall Street), procedo. Accauntriclébbb.
The departed: se non lo avete visto, mollate tutto e correte a vederlo, poi tornate (anche perché sto per rivelare delle cose importanti nella trama); se lo avete visto, sapete che è un film eccellente, due ore e passa che tengono incollati allo schermo nonostante la presenza di MéttDémon, che non si capisce mai se è bravo oppure no.
Bene, ecco una cosa notevolissima: quando un personaggio del film sta per morire, Scorsese inserisce una ‘X’ nella scena, così da avvertire lo spettatore. Per esempio, ecco tre fotogrammi con Martin Sheen, Leonardo Di Caprio e Matt Demon, appunto:

Viste le ‘X’? La cosa è tutt’altro che banale, a parer mio (ora faccio dell’ottima critica cinematografica da minimarket). Con la ‘X’ Scorsese dialoga direttamente con me, spettatore, all’insaputa dei protagonisti del film: in quel momento io mi estraneo dal coinvolgimento, riattivo la credulità, ascolto il messaggio del regista e colgo di nuovo il fatto che sto guardando un film. Come se Scorsese fosse sul divano con me e commentasse.
Naturalmente il bello della cosa è che si può non saperla e non ci si perde nulla del film, è solo un guadagno aggratise. Se, quindi, volete cogliere l’occasione per rivedere il film, fateci caso. Puro genio, per me.
Tanto era delizioso La biblioteca di Gould di Bernard Quiriny quanto pare esserlo quello nuovo, Storie assassine. L’unica è leggere.
Gnam!
A Varsavia la casa natale di Marie Curie (nata Marie Skłodowska) è stata trasformata in un museo a lei dedicato, con una facciata bellissima.

Marie Curie, due volte premio nobel in due discipline diverse, si dedicò all’isolamento e alla concentrazione del radio e del polonio, ecco perché i due buffi elementi svolazzano sulla sua casa e sulla sua testa.
Non essendo a conoscenza, all’epoca, della pericolosità del radio, vi si espose lungamente durante le sue ricerche, il che la portò certamente alla morte. Tutt’oggi i suoi quaderni, ricettari e oggetti sono conservati in scatole piombate.
Ciò nonostante, una frase che soleva ripetere è:
«Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire».
Ed è anche il mio augurio per l’anno nuovo: un anno di comprensione.
Tanti auguri.

Un’altra entrata sivigliana che promette meraviglie.
Tre corse serali tra Siviglia e Granada, momenti belli.

(anche se il ginocchio ha ricominciato a far male).

Darsela a gambe qualche giorno in Andalusia in questo periodo è stata la cosa più intelligente che potessi fare. Un’invitante entrata a Siviglia.
Una clamorosa foto dall’alto, azimut perfetto.

(Al Marmoun Race Track – Dubai, Emirati Arabi Uniti – di Shoyab)
Tra i magici allineamenti con il sole (già condivisi l’estasi per Manhattanenge e il MIThenge qui) vorrei segnalare senza dubbio lo Scrippshenge:

Anche in questo caso due volte all’anno (il 5 maggio nella foto, l’altra data è ad agosto) il sole si allinea con i pilastri del molo Scripps di La Jolla, a San Diego. Il molo è così chiamato perché è di fronte allo Scripps Institution of Oceanography, uno degli istituti di studio della terra e del mare più antichi e validi. Per dare un’idea, fu Charles David Keeling, scienziato dell’istituto e autore della Keeling curve, a dimostrare la crescita della Co2 nell’atmosfera e la correlazione con il surriscaldamento globale.