Che meraviglia le foglie che prima di verdi diventano rosse.

Che meraviglia le foglie che prima di verdi diventano rosse.

Esattamente un anno fa ero al National Cherry Blossom Festival:

Che sarebbe un po’ la festa dei fiori di ciliegio ma americani (sì, quello qui sopra è il posto dove girano House of cards). Il bello delle parate americane, però, è che ci mettono dentro proprio di tutto. Ma tutto.

Proprio una bella giornata per festeggiare la primavera.
Credo cominci a breve anche in italiano, anche se io consiglio l’inglese sottotitolato, comunque gran serie per alcuni motivi al volo: ottimo JFranco, irresistibile nella parte; un modo originale di trattare il trito tema dei viaggi nel tempo; bella l’idea di ricominciare ogni volta; oggettistica di scena strepitosa; scenografie impeccabili; Oswald non era il cattivone che ci si aspettava? fenomenale il concetto per cui il tempo fa resistenza; fotografia eccellente; forse le cose poi non vanno come uno vorrebbe, se modifica il passato.

Insomma, cose così. Mica poco, e non ultimo: solo otto puntate, nessun rischio, solo gaudenzìa.
Il primo maggio v’è lo raduno, lo Imperatore, unica guida delli popoli, ha deciso d’unir a se tutti li suoi sodali, pe’ discuter insieme le nove strategie di reconquista d’Europa. E sarànvici pure li menestrelli che tanto amiamo, qui.
Per venire, però, bisogna sapere a menadito la tabula periodica delli elementi. Studiare, se no non s’entra, villici.

Il via l’ha dato la libreria “Vicolo stretto” di Catania:

Poi, siccome il buon esempio è contagioso, le teste pensanti si sono mosse:

Grazie.

Il 7 aprile 1966 fu presentato L’armata Brancaleone, e son cinquanta. Girato ovviamente l’anno prima scardinò qualsiasi punto fermo della commedia italiana di ambito storico (e commedia tout court) e, oltre a quanto già detto e noto, fece un’operazione intelligente e nuova: la rappresentazione di un medioevo straccione, scalcagnato e misero, sporco e ribaldo, di contrasto con quei film di cappa e spada con imbelli moschettieri che nulla avevano a che vedere con la realtà. Anche in questo Monicelli fu grandissimo (e non da solo).

E poi è ancora divertentissimo, forse in cima alla mia personale classifica dello spasso. E che dire della scena con Maria Grazia Buccella, che ancora a solo pensarci mi vien da ridere? Lei, vedova lasciva, si concede a Brancaleone per godere degli ultimi piaceri della vita, causa peste. Omioddio, il Dammiti prendimi cuccurucù! mi causa ancora irrefrenabili spasmi. Come la scena con Teodora, del resto.

Per chi se lo volesse risentire, magari correndo su qualche cavalcone in fila longobarda verso il proprio feudo, questo è il modo.

(Genio).

Ogni anno è una gioia inaspettata, sono ebbro.

Complice, forse, anche la macchina fotografica nuova.
Oh, un castello.
