Divento intelligente quando mi serve. Ma al più degli uomini non piace.
Lorelei Lee – ovvero Marilyn Monroe – in “Gli uomini preferiscono le bionde” di Hawks. Qui a 2:37. Uno spasso, bravissima. Auguri.

Divento intelligente quando mi serve. Ma al più degli uomini non piace.
Lorelei Lee – ovvero Marilyn Monroe – in “Gli uomini preferiscono le bionde” di Hawks. Qui a 2:37. Uno spasso, bravissima. Auguri.

Edoardo Tresoldi è un artista, scenografo e scultore, che ha avuto un’idea davvero brillante, a parer mio, per mostrare ciò che non c’è più o ciò che dovrebbe essere ma non è: la maglia metallica. Per esempio, sette tonnellate di rete metallica elettrosaldata zincata per ricostruire la basilica paleocristiana di Siponto:


L’effetto è strepitoso, secondo me. Visible ma non invasiva, presente ma non incombente o finta, chiara per la lettura delle forme senza essere fintamente ricostruita, è un’idea eccezionale per ricostruire ciò che si è perso (Palmira?), per mostrare come dovevano essere certe costruzioni o monumenti perduti, o addirittura edifici che non sono stati mai costruiti, per qualche motivo.

Il costo approssimativo: novecentomila euro, nemmeno tanto. Bellissima idea, io dico: usare.
Si è concluso il concorsone Nikon per la fotografia macro (correttamente: macrofotografia). Una definizione comunemente accettata per macrofotografia è quella che la definisce in modo tale quando il rapporto di riproduzione con il soggetto della fotografia è ≥ 1:1: cioè quando la riproduzione fotografica è pari o maggiore alle dimensioni del soggetto rappresentato. Chiaro che, stanti così le cose, la fotografia macro mostra dettagli invisibili a occhio nudo e, in questo senso, gli insetti sono soggetti validissimi per suscitare stupore e, in generale, tutto il mondo naturale fa una figura grandiosa a questo dettaglio.
Ad esempio, la proboscide di una farfalla, tanto caruccia solo in apparenza:
La foto si è classificata quarta, meritatamente. La foto, però, che mi appassiona di più ha meritato solo una segnalazione ma, per conto mio, avrebbe dovuto essere menzionata per l’atto tecnico e vincere per la categoria miviendaridere: signori, ecco lo sguardo penetrante e furbetto del ragno salterello (Hasarius adansoni).
C’è anche un’altra foto analoga ma non mi diverte allo stesso modo.
Viva il ragno scrutatore, dunque, viva l’occhio onesto e pallato. Viva.
Forse sarà l’ultima, chissà, di fatto è stata un’attesa molto molto lunga.
Il primo, non vedo l’ora.
Stasera a Trezzo una seratona a base di rock e lattine di birra spaccate in testa:

Gli Airbourne, sì. Serata piuttosto sofisticata ma a noi, confesso, piace così.
Una giornata eccezionale di fine novembre e una siepe uscita dalla fantasia di un pittore in vena di saturazione.

Colori in trionfo.
Giallo di poche settimane fa, autunno di grande splendore.

Niente da invidiare alla primavera.
Una panoramica di Gand, scattata da me medesimo l’anno scorso dalla finestra di un’affittacamere sopra (dentro, meglio) un negozio di waffles. Gaufres.
Più o meno qui.
Nel 1500, il 24 febbraio, Giovanna di Castiglia partorì, proprio a Gand, il figlio Carlo, più avanti noto come Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero e, prima, come Carlo I re di Spagna. Già da decenni Gand era una grande città, tra le più grandi d’Europa – escludendo le metropoli italiane – e brillava per bellezza e ricchezza: caratteristiche che si sono salvate, fortunatamente, anche dalle devastazioni dei secoli successivi, in particolare il nostro.
Tutto questo per dire che se uno pianifica un giro per l’inutile Belgio, è una tappa d’obbligo. Una città piccoletta ma vivace, ricca di studenti, locali, storia e canali. Niente male.
Una foto strepitosa di Fabiano Ventura, scattata dal circo Concordia sul ghiacciaio Baltoro.

Bellissima, in notturna, probabilmente usando diversi scatti e sovrapponendoli. O, più semplicemente, un’esposizione lunga lunga.
Il progetto di cui fa parte questa foto.

Non so voi, ma io ci sguazzo felice.