quattromilacinquecento metri quadrati di rete metallica

Edoardo Tresoldi è un artista, scenografo e scultore, che ha avuto un’idea davvero brillante, a parer mio, per mostrare ciò che non c’è più o ciò che dovrebbe essere ma non è: la maglia metallica. Per esempio, sette tonnellate di rete metallica elettrosaldata zincata per ricostruire la basilica paleocristiana di Siponto:

L’effetto è strepitoso, secondo me. Visible ma non invasiva, presente ma non incombente o finta, chiara per la lettura delle forme senza essere fintamente ricostruita, è un’idea eccezionale per ricostruire ciò che si è perso (Palmira?), per mostrare come dovevano essere certe costruzioni o monumenti perduti, o addirittura edifici che non sono stati mai costruiti, per qualche motivo.

Il costo approssimativo: novecentomila euro, nemmeno tanto. Bellissima idea, io dico: usare.

≥ 1:1

Si è concluso il concorsone Nikon per la fotografia macro (correttamente: macrofotografia). Una definizione comunemente accettata per macrofotografia è quella che la definisce in modo tale quando il rapporto di riproduzione con il soggetto della fotografia è ≥ 1:1: cioè quando la riproduzione fotografica è pari o maggiore alle dimensioni del soggetto rappresentato. Chiaro che, stanti così le cose, la fotografia macro mostra dettagli invisibili a occhio nudo e, in questo senso, gli insetti sono soggetti validissimi per suscitare stupore e, in generale, tutto il mondo naturale fa una figura grandiosa a questo dettaglio.
Ad esempio, la proboscide di una farfalla, tanto caruccia solo in apparenza:

Jochen Schroeder | Chiang Mai, Thailand

La foto si è classificata quarta, meritatamente. La foto, però, che mi appassiona di più ha meritato solo una segnalazione ma, per conto mio, avrebbe dovuto essere menzionata per l’atto tecnico e vincere per la categoria miviendaridere: signori, ecco lo sguardo penetrante e furbetto del ragno salterello (Hasarius adansoni).

Yousef Al Habshi | Abu Dhabi, United Arab Emirates

C’è anche un’altra foto analoga ma non mi diverte allo stesso modo.
Viva il ragno scrutatore, dunque, viva l’occhio onesto e pallato. Viva.

ah, les gaufres dell’imperatore

Una panoramica di Gand, scattata da me medesimo l’anno scorso dalla finestra di un’affittacamere sopra (dentro, meglio) un negozio di waffles. Gaufres.
Più o meno qui.

1080-gand-giugno-2015-pano

Nel 1500, il 24 febbraio, Giovanna di Castiglia partorì, proprio a Gand, il figlio Carlo, più avanti noto come Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero e, prima, come Carlo I re di Spagna. Già da decenni Gand era una grande città, tra le più grandi d’Europa – escludendo le metropoli italiane – e brillava per bellezza e ricchezza: caratteristiche che si sono salvate, fortunatamente, anche dalle devastazioni dei secoli successivi, in particolare il nostro.
Tutto questo per dire che se uno pianifica un giro per l’inutile Belgio, è una tappa d’obbligo. Una città piccoletta ma vivace, ricca di studenti, locali, storia e canali. Niente male.