È ancora quel momento dell’anno. Ci rivediamo a fine marzo.

È ancora quel momento dell’anno. Ci rivediamo a fine marzo.


Che dire? Mi mancherà, come a molti. Che contentezza che provai quando vinse il Nobel, e poi che lo sapesse in quel modo, in auto, con una compagnia così improbabile. Lo vidi a teatro a Milano alla fine degli anni Ottanta ed ebbi modo di parlarci qualche minuto (di ringraziarlo, in realtà), perché il suo camerino era sempre aperto. Ecco, mi mancherà anche quel modo di fare, aperto e disponibile verso le persone, le parole e le occasioni, che oggi vien così poco praticato.
Questa qui sotto è Aleppo oggi (ne dissi qualcosina qui), fotografata e raccontata qui da Karam Al-Masri, giovane fotoreporter e videogiornalista che vive nella parte della città controllata dai ribelli.

Se non avete bene messo a fuoco la foto, sono tre carcasse di autobus messe in verticale per strada per ostruire la visuale ai cecchini di Bashar al Assad.

Una foto terribile: il disastro allo stadio Heysel, 1985, dal punto di vista di chi è stato schiacciato. Da allora, per me il calcio non esiste più. Foto di Eamonn McCabe.

Spiegazione della foto qui sopra, cito da Repubblica:
Nel corso di una visita in una scuola media di Tallahasee, con tutta la squadra, il campione di football americano dei Florida State Seminoles, Travis Rudolph, ha pranzato alla mensa dell’istituto con Bo Paske, un bambino autistico con il quale nessuno dei suoi compagni vuole mangiare. “Mio figlio è un bambino dolcissimo”, ha affermato la madre del piccolo. “Ha un abbraccio e un sorriso per tutte le persone che incontra. Non capisco perché venga emarginato. Non so di preciso cosa abbia spinto questo atleta a compiere un gesto così nobile, ma lo ringrazio infinitamente. Per un giorno, non ho dovuto preoccuparmi della solitudine di mio figlio alla mensa”.
E tutti in rete machebravoilcampione, machegenerosoilcampione… Ma scherziamo? Un ragazzino che mangia da solo tutti i giorni? Ma dove cazzo sono gli insegnanti?
E la madre, porella, dev’essere pure grata alla generosità di un tizio esterno. Ma vaffanculo, anche a Repubblica come ultimo.
Immagino ora sarà – giustamente – tutto un rimetti-a-posto-la-candela.

Molto faceva la voce di Lionello, perfetta, tutto il resto ovviamente lui.
Sono mortificato a stare qui a dire cazzate di fronte a questo.

Guai a chi non farà nulla.
Secondo wikipedia, «Aleppo è la città più popolosa della Siria, con 1.900.000 abitanti. (…) È una delle più antiche città del mondo abitata ininterrottamente dall’antichità. (…) È patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1986. Nell’anno 2006 Aleppo è stata la prima città a fregiarsi del titolo di “Capitale culturale del mondo islamico”».
Ed ecco un bello sguardo complessivo, su come era e come è ora:

Oggi Aleppo è, di fatto, una città abbandonata dai civili, tutti scappati come profughi. Ci volevamo noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, per farla morire. Le foto sono di Hannah Karim.
Il messaggio di addio ai suoi colleghi di Letizia Leviti, giornalista di Sky TG24 deceduta ieri, nella sua grazia e onestà è davvero commovente, così ricco di coraggio razionale. Mi sono commosso e provo ammirazione.