
trivigante, Inceneritore su panorama ventoso, stampa in quadricromia su carta fotografica semiopaca, settembre 2020.

trivigante, Inceneritore su panorama ventoso, stampa in quadricromia su carta fotografica semiopaca, settembre 2020.
«Abbiamo fatto un risultato importante, sono convinto che sia un inizio strepitoso, non ricordo un partito che al primo test elettorale sia andato così bene (mmm, Forza Italia?). Risultati deludenti? Dipende da quali erano le aspettative, i sondaggi ci davano al 2-3% ma in Toscana siamo sopra al 4%, a Firenze siamo al 6,5-7%… Abbiamo vinto».
Chi sostiene di aver vinto è Matteo Renzi, tre giorni fa intervistato a Radio Capital. La vittoria è stata talmente luminosa che in Veneto Italia viva ha preso meno voti dei no-vax. E si parla comunque di frazioni di unità.
Siccome, però, sono fedele al mio spirito di servizio collettivo, ho deciso di leggere per tutti il nuovo libro di Renzi, nel quale «presenta una strategia di medio e lungo periodo sul piano economico, istituzionale e sociale per riscrivere insieme le regole della convivenza democratica e fondare una nuova idea di comunità». Nientedimeno, qualcuno deve pur leggerlo e poi raccontarlo, evitandolo così a tutti gli altri.

Non sfugge il gruppo dell’Enea di Bernini in copertina, ovvero l’eroe in fuga da Troia che sorregge sulle spalle il vecchio padre e porta in salvo il giovane figlio. Il patto tra le generazioni cui allude il Renzi, democristianamente.
Mi accingo alla lettura, con la mia copia autografata, mi immolo per voi tutti, leggo e se sopravvivo sarò qui tra qualche giorno a raccontarlo.

Se non sopravvivo, raccontate per favore che sono soccombuto lottando aspramente contro il nemico, non leggendo un librino da niente. Vado.
In senso letterale.

Ora: nominare un fautore della vita a tutti i costi, perché è la sofferenza che avvicina a Dio, a presidente della «Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana» ha un che di sconcertante, disgustoso e obbrobrioso insieme. Paglia è «Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia», sarà l’equivalente di un creazionista alla presidenza di un museo di scienze naturali, ed è soprattutto il «Presidente della Pontificia Accademia per la vita». Superbleah.
I vecchi, dunque, decimati dal covid, sterminati dalle improvvide incertezze prima e decisioni poi della politica, vedi le RSA, ora dovrebbero sopravvivere alle decisioni prese in materia di sanità anziana da uno che considera la crocefissione accettabile perché permette di migliorarsi moralmente nel dolore.
Non eravamo un paese laico? Non c’era nessun altro? Bisognava nominare proprio un ministro del papa che combatte instancabilmente contro testamento biologico e contro chi rifiuta l’accanimento terapeutico? E da parte di un ministro che viene dal PD e ora è Articolo Uno? Santoddio.
Ora che abbiamo messo il gatto nella gabbia degli uccellini, lo ringraziamo pure per la disponibilità. Bene, ancora una volta.
Vergogna, Speranza.
È finita l’estate ed è finita, quindi, anche la mia compila stagionale. Ora è tempo di quella autunnale, ho cominciato a lavorarci.
Anche questa compila non contiene solo canzoni belle ma la maggior parte lo sono, a mio parere. Nella compila ci finiscono così, per passione di un momento o più duratura, perché a un certo punto mi piacciono anche se sono oggettivamente tremende, perché magari sono andato al concerto. Perché sono sciocche e mi divertono. Cose così. Niente di paragonabile alla cura con cui si facevano le cassette un tempo. Ma se ne avete voglia, anche solo per avere certe robe già pronte, eccole, le compile delle ultime undici stagioni.











Se però mi fate sapere qualcosa in ritorno, qualsiasi cosa, mi fate piacere.
Più semplicemente: inverno 2017 (75 brani, 5 ore) | primavera 2018 (94 brani, 6 ore) | estate 2018 (82 brani, 5 ore) | autunno 2018 (48 brani, 3 ore) | inverno 2018 (133 brani, 9 ore) | primavera 2019 (51 brani, 3 ore) | estate 2019 (107 brani, 6 ore)| autunno 2019 (86 brani, 5 ore)| inverno 2019 (127 brani, 8 ore)| primavera 2020 (102 brani, 6 ore) | estate 2020 (99 brani, 6 ore) |
Ecco, uno sta a fare le proprie cosine (59 secondi, il m.u.m. eccetera) e poi un giorno scopre di essere apprezzato dal nemico.

Evangelizzandonet, che nel suo profilo youtube pubblica video come «Il Signore chiama alla santità ciascuno di noi» e l’agghiacciante «Il DNA segreto della Creazione» apprezza quello che faccio.
E ora? Sono loro che hanno preso una cantonata (ipotesi rassicurante) o sono io che sono diventato talmente molle da piacere agli evangelizzatori (ipotesi spaventevole)? Nel dubbio, devo cominciare a pubblicare video di accoppiamenti bestiali tra agenti immobiliari e rivenditori di Fiat usate, video di amministratori dei cinque stelle che elencano incoscienti i propri meriti, video di avvocati sordi e promotori finanziari scottati dal sole.
Ma perché, Evangelizzandonet? Che vivevo così tranquillo, prima, e ora non so più chi sono…
Oggi alle 15 e 31 sarà autunno. Niente lamentazioni, è una stagione eccezionale e le persone sagge e posate la apprezzano molto. Io ho imparato, nel tempo, e ora è una delle stagioni che preferisco. A quell’ora, le 15 e 31, dico, cade l’equiborzio d’autunno e, come sempre, non è questo il luogo per parlare con precisione di declinazioni, azimut, orbite ed emisferi.

In realtà, dove mi trovo in questo momento l’autunno si è manifestato con scrosci d’acqua ripetuti e insistenti, più che con un fascinoso foliage e saporiti porcinelli sparsi qua e là. La solita divaricazione tra poesia e realtà. Chi mi aiuta a tirar su le foglie? Buon autunno ai buoni, dunque, agli altri e ai leghisti niente.

Il venti settembre 1870 il Papa promise scomunica a chi osasse ordinare di aprire il fuoco contro il sacro stato vaticano. Chiamarono un giovin soldatino ebreo per dare il via. Sai mai.
E fu Porta Pia, oggi tot tempo fa. Ma siccome il pezzetto bellino l’ho già scritto quattro anni fa, rimando a quello e non mi ripeto.
Un’altra testa pensante che, putroppo, se ne va.

Rossana Rossanda e il gruppo del Manifesto avevano ragione a criticare il PCI, forse meno quando parlava dell’«album di famiglia» riguardo alle BR e alla sinistra ma queste son valutazioni che sono state fatte e che possono essere discusse anche in futuro, che si sia d’accordo o meno. Si può anche non essere d’accordo con parecchie delle sue prese di posizione, spesso rigide, ma anche ciò adesso conta poco. È il presente che mi dice che c’è una testa fina in meno, un contributo al ragionamento in meno, una parola ponderata in meno, una lettura dei fatti non convenzionale in meno e, dati i tempi, è un problema. Perché ci restano gli scartini.
Raccogliendo una felice intuizione altrui, in merito al voto di domani vien da citare il Gramsci del Quaderno 8 che parla di soffitte:
«Una soffitta su un pianterreno è meno soffitta di quella sul decimo o trentesimo piano? Una generazione che sa far solo soffitte si lamenta che i predecessori non abbiano già costruito palazzi di dieci o trenta piani. Dite di esser capaci di costruire cattedrali ma non siete capaci che di costruire soffitte»
e di conseguenza riformulare il quesito referendario in questa maniera: «Volete voi affidare questa importante riforma a dei costruttori di soffitte che vi promettono costruiranno presto anche le fondamenta e gli altri piani?».
O è la riforma che porta i parlamentari da 945 a zero, così che noi si aderisca compiutamente al Sacro Romano Impero, e in quel caso io sarei favorevole a ciò che propone FeL, oppure io voto in contrasto.

Senza grandissima convinzione, immagino come molti.
Piuttosto: vediamo di votare con la testa alle regionali, dai, su.
Su instagram c’è un tizio, o tizi multipli, che da otto anni si firma Fontanesi – bel nome che stimola la mia immaginazione ridolera, come Musolesi o Lombardozzi – e pubblica con costanza fotomontaggi di due o più foto, messi e tagliati alla grossa, con esiti ironici e spesso surreali. Ora è a circa seimila.
Non tutti mi piacciono, per buona parte mi dicono poco, ma alcuni sono proprio azzeccati e divertenti. Per esempio:



E poi ce ne sono alcuni, tipo questo, proprio spassosi:

È l’immaginazione che mi piace. Fontanesi sta qua.