mobbing

Crudeltà. Non conosco altra parola per definire ciò che ho trovato questa mattina alla mia scrivania.

L’umarèl che sovrintende al mio lavoro e a tutto ciò che mi circonda, dicendo spesso: «Ah, voi lo fate così?», il mio fido compagno di lavoro, attento e scrupoloso, impiccato. Sì, impiccato.
Questo è mobbing diretto a me, mobbing del peggiore, vogliono costringermi a lasciare, Loro, perché sono scomodo, perché i poteri forti lo vogliono. Ma io non mollo. Nonononononono. Resto.

(Ah, l’ho salvato ora l’umarèl sta bene, fiuuu. Anche se non avrei dovuto salvarlo così).

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