quarantottesimo ventotto maggio

Quarantottesimo anniversario della strage, anche oggi in piazza.

Sole, piazza abbastanza piena, non come dovrebbe essendo anche sabato. È che gli anni passano, poi non ci sono più gli operai e quei pochi che ci sono votano di là, i partiti non costituiscono più forza attiva nel paese e, comunque, preferiscono diluirsi sullo sfondo, un po’ di sindacati, rappresentanze di decine, qualche scuola volonterosa, cittadini più che altro.

Ma son cambiate tante cose, una relatrice dopo la commemorazione apre con una frase di Moro, fino a pochi anni fa sarebbe stata sommersa dai fischi. Forse non in peggio, chissà.

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