almanacco dei sette giorni, per pazientare (20.48)

✘ Il Ministero per i beni culturali ha acquisito l’archivio e la biblioteca di Pino Rauti. Sul sito del ministero, Direzione Generale Biblioteche e diritto d’autore, la notizia viene riportata così: «La BNCR ha riordinato, inventariato, catalogato e reso disponibile alla fruizione pubblica l’archivio e la biblioteca personale di Pino Rauti, uno dei personaggi chiave della Storia della Destra in Italia: organizzatore, pensatore, studioso, giornalista, deputato dal 1972 al 1992. Tanto attivo e creativo, quanto riflessivo e critico». Il Mibact puntualizza che Rauti fu prosciolto per le stragi di Piazza Fontana, di Brescia, sentendosi ovviamente in discussione, e scrive poi: «Alla Biblioteca Nazionale centrale di Roma, sono stati presentati l’archivio e la biblioteca personale dello Statista». Statista. Con la maiuscola.
Poi hanno cancellato ma il fatto resta.

▪ Da oggi, domenica, cambia qualche parola qua e là della liturgia della messa. Dal più evidente «e non ci indurre in tentazione» del Padre nostro che diverrà «non abbandonarci alla tentazione» – teologicamente ambiguo che la tentazione al male venga da Dio – al passo altrettanto noto del Gloria «pace in terra agli uomini di buona volontà» che viene adattato al migliore ma meno musicale «pace in terra agli uomini, amati dal Signore». L’Atto Penitenziale include le «sorelle» ovunque vi sia un «fratelli». Anche le parti riservate al sacerdote cambieranno parecchio, per esempio la preghiera del Santo passerà da «santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito» a «santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito». Meno riuscito, se posso dire. E il «purificami da ogni peccato» diventerà «dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro». E Milano farà come sempre quel che vuole, ambrosiani.

✘ All’Espresso hanno perso un po’ la misura. Ancora.

Senza nulla togliere a Zerocalcare, chiaro.

▪ Effetti: Moderna annuncia l’efficacia del proprio vaccino e le prenotazioni di voli di Easy Jet aumentano del 50%. C’è voglia nell’aria. Probabilmente sono state le offerte valide per tutto il 2021.

✘ Franceschini, ministro dei beni culturali, auspica la nascita di «una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura (…) per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa». Qualcuno spieghi a Franceschini che per questo compito ci sarebbe già la RAI. Grazie. Mentre Franceschini ci pensa, per fortuna ci sono i franco/tedeschi di Arte.tv.

✘ Mentre Biontech e Pfizer stanno inoltrando le richieste di autorizzazione agli organismi sanitari americani ed europei, in Cina un vaccino ancora in fase sperimentale è stato somministrato a circa un milione di persone. Porelli.

Con un editoriale ben scritto, ben motivato e coraggioso il Giornale di Brescia, giornale solitamente codino e provinciale, ha annunciato che non aggiornerà più la propria pagina Facebook. Ben fatto. Scelta rispettabile e condivisibile, soprattutto se se ne leggono le motivazioni. A quando la cancellazione del profilo?

✘ Parità: stamattina alla radio ho sentito un conduttore riferirsi a una donna amministratore delegato di un’azienda come «CEA». Argh.

Vabbè, settimana media. Il che già non è male, visti i tempora e i mores. Franceschini e Mibact a parte.

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