facciamo un gioco: pulsante rosso, pulsante blu

Non è un indovinello, è un gioco (pare venga da Tim Urban, ideatore di Wait But Why). Per quanto assomigli un po’ alla psicologia sociale americana degli anni Cinquanta e Sessanta, quindi forse un po’ datato nelle premesse, ritengo abbia un suo senso come gioco. E come tale va giocato, cioè condiviso con altri, argomentato, discusso, perché per quello ha senso: stimolare le interazioni, non c’è una risposta giusta, il bello è vedere che ne salta fuori. Bene, fine della premessa, ecco il gioco, che è tutto quel che serve:

Da qui in poi non si dovrebbe più leggere, perché sono mie considerazioni in merito che a poco servono. Quando avrete la vostra risposta, potete e, magari, dopo averla scritta qui sotto, se qualcuno volesse, aggiungere qualcosa leggendo i prossimi paragrafi. Ma non prima.


Logica vorrebbe che ci si mettesse tutti d’accordo nel premere rosso: tutti vivi, tutti a posto. Il tutti-rosso sarebbe comunque l’opzione migliore rispetto al tutti-blu perché garantirebbe a prescindere la sopravvivenza, quindi l’opzione tutti-blu è già impossibile in partenza, secondo me, per i motivi del dilemma del prigioniero (chi mi assicura che tutti premeranno il blu?). Nessuno, infatti. Però: visti anche i no-vax, i terrapiattisti, i bastiancontrari, riusciremmo mai a votare tutti la stessa cosa? Ovviamente no, la metà sarebbe già un ottimo risultato. L’osservazione conseguente sarebbe che in questo caso morirebbero i no-vax, i terrapiattisti, i bastiancontrari, il che potrebbe anche essere accettabile. Ma nemmeno qui: se il tutto-rosso lo proponesse, per dire, Meloni, o Trump, per dire, io voterei blu per principio. E siamo daccapo.
Aggiungiamo qualche elemento: votando rosso certo ci si salva, ovvio. Ma se fino alla metà dei votanti premesse il blu morirebbero tutti perché (anche) tu hai premuto il rosso. Tra cui i votanti meno capaci di comprendere il quesito. Suscita qualche sentimento in qualcuno? Penso di sì. Chissenefrega, dicono molti, mi salvo io e chi vota male è giusto paghi le conseguenze delle proprie azioni. Se poi vincessero i blu, meglio ancora, mi salvo comunque. Ma questo non è un dilemma logico, è un gioco. E allora giro i termini della questione: se all’umanità si sostuisse la famiglia o le persone che si conoscono o cui si vuole bene, cambierebbe la risposta?
Un altro elemento che potrebbe cambiare le cose: è prevista una campagna elettorale prima del voto? Questo potrebbe in qualche maniera modificare il corso degli eventi, anche se i dubbi nella cabina rimarrebbero e, nel silenzio, si farebbero anzi più forti.


Un tempo, bei tempi fa, proponendo questo giochino saremmo andati avanti giorni e giorni a discuterne a botte di valanghe di commenti alla volta, che bellezza. Mi mancate, amici di allora. Oggi non funziona più così, meglio pollici alzati e mille e mille fonti da consultare, è un fatto. Quindi, in caso a qualcuno interessasse e volesse postare qui la propria risposta, la mia è questa.

2 commenti su “facciamo un gioco: pulsante rosso, pulsante blu

  1. Io rispondo senza stare a cosare la mente, perché altrimenti faccio il giro e anche perché finirebbe che vado a leggere il resto.
    La risposta è quella data stando seduti con il culetto nel burro, mica con la goccia di sudore e il dito che trema di fronte ai pulsanti: pigio blu perché non voglio poi trovarmi al mondo circondato da gente che ha pigiato rosso.
    Adesso posso leggere?
    Eh?
    E adesso?
    E adesso?

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