Erano le sette e un quarto del mattino di un novembre sempre più bello.

Erano le sette e un quarto del mattino di un novembre sempre più bello.

Come resistere di fronte a tanta bellezza? La stazione Elektrozavodskaya, sulla linea 3, inaugurata nel 1944, è tutta a tema elettrico:

La stazione Novolobodskaya, sulla linea circolare, è del 1952 ed è famosa per le trentadue vetrate degli artisti lettoni Veylandan, Krests e Ryskin.

E ancora, la stazione Sokol, sulla linea 2, del 1938:

E, infine, la strepitosa stazione Mayakovskaya, sulla linea 2, che è considerata la più bella di tutta la metropolitana moscovita e una delle più belle al mondo:

Le ottime foto sono di David Burdeny.
Il mio amico Emanuele suona e, non lo dico certo ora, fa cose molto belle.
Tra le cose belle che poteva fare, sta facendo una tra le più belle che mi possano venire in mente: suonare con Sandro Gibellini, un peso massimo della categoria.
Purtroppo però nel nostro mondo soggetto alle leggi della termodinamica umana le cose costano e per fare serve la pecunia oleosa. Ecco perché Emanuele chiede un sostegno per pubblicare un disco, così che noi si possa ascoltare il risultato dell’incontro tra i due.
Io mi sono impegnato alla spesa, perché non sapendo suonare vorrei guadagnare comunque l’immortalità comparendo nelle note di copertina di chi lo sa fare. Se qualcuno là fuori intende contribuire fattivamente al miglioramento del nostro mondo, una possibile via è questa.
Autunno a Manhattan, west side. Come tutte le fotografie divise rigidamente in due fa davvero molto effetto.

La foto è di Kathleen Dolmatch e ne è giustamente gelosa.
Nel 2006 questa conferenza di Hans Rosling per TED ebbe una grande risonanza: sia per i contenuti, molto interessanti, che rivedono del tutto la visione di un “mondo in via di sviluppo” sia perché le infografiche di Rosling erano di tipi mai visti, nuove, colorate e accattivanti, mai banali. Da allora le infografiche si fanno così. Ecco la conferenza, venti minuti davvero da seguire.
È possibile scegliere i sottotitoli con il pulsante in basso a destra.
Una domenica di inizio agosto, verso sera, di ritorno da Aquileia, in autostrada.
Fa piuttosto caldo, per ingannare il tempo del viaggio accendo la radio e smanetto un po’, finché non capito su un serrato dialogo tra due donne, intenso, angoscioso, tra una madre – pianista, concertista – e una figlia, che recrimina nei confronti della madre nel corso di un’intera notte. Strepitoso, non parliamo più in auto, non stacchiamo le orecchie, rapiti dalla vicenda, non ci fermiamo nemmeno all’autogrill per il Positano di rito talmente l’ascolto è appassionante.
Dopo un po’, grazie ad alcune note di spiegazione del conduttore tra un dialogo e l’altro, capiamo che si tratta di un film, ‘Sinfonia d’autunno’ di Bergman con Bergman (le voci in effetti erano particolari), e la trasmissione non fa altro che ritrasmettere il film nelle parti salienti intervallate da alcune brevi spiegazioni di contesto e utili a comprendere meglio.
La trasmissione, scopro poi, si intitola ‘Il cinema alla radio‘, ovvio, è una parte della trasmissione sul cinema di Radio3, Hollywood Party, e va in onda la domenica sera.
Qui tutte le puntate in podcast, ovvero una-puntata-un-film, io per esempio in questo momento sto ascoltando (fa effetto dirlo) ‘Good Bye, Lenin!‘, nel momento in cui appare Rainer, il fidanzato della sorella di Alex e nemico del popolo. Questa cosa dei film alla radio è meravigliosa, un’intuizione davvero notevole, considerando poi che io, per dire, non mi sarei mai sognato di guardare ‘Sinfonia d’autunno‘ di Bergman, no di certo. Ascoltato, invece, è stato appassionante. Consiglio caldissimamente (la trasmissione e i film, non Bergman).
Peccato per l’asfalto ma pare di assistere al foliage in Vermont (come prescrive Vanity Fair, anvedi). E invece è solo pianura padana, oggi piacevole.
La mappa del foliage negli Stati Uniti per appassionati.
Ieri sera è stato bellissimo e, a parte il concerto di Lucca del 2009 che è fuori scala, è stato il migliore della DMB cui abbia assistito finora. Tre minuti di Jimi thing:
Per gradire.