i sette giganti congelati

C’erano una volta sette giganti samoiedi che marciavano tra le steppe della Siberia per distruggere i loro nemici, il popolo dei Mansi.
Il gigante sciamano però, alla vista delle montagne sacre dei Mansi, si spaventò e lasciò cadere il tamburo di guerra. Fu allora che i giganti si congelarono e rimasero lì dove li si può vedere ancora oggi.

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I Man’pupunёr (Мань-Пупу-нёр) sono sette monoliti alti tra i trenta e i quarantadue metri e si trovano nella regione di Troncko-Pečorskij rajon, in Russia. Molto famosi in Russia, sono pressoché sconosciuti all’estero.

l’eroe dei tre mondi

Oggi Garabaldafarata, grazie a Valentina, ha raggiunto l’Australia, nella persona del garabaldano Fermo Amati di Giovanni, nato a Bergamo il 17 febbraio 1841, morto a Palermo nel 1860. Porello, diciannove anni.
Della spedizione a Newcastle e della conquista dell’Australia, in particolare, ne andiamo parecchio fieri.

Sarà una coincidenza che oggi sia proprio il 12 ottobre? Qui pensiamo di no.

la foto di Marco e gli italiani all’estero

Marco, alias Galactus, Grandesacchetto e chissà quante altre identità nascoste, fa un sacco di cose belle, dalla ricerca nella Scienza vera ai videi ai programmi alla musica.
E fa anche delle foto molto belle e significative. Gliene rubo una che ha fatto a Dismaland (a proposito: non ci siamo incontrati, peccato!, nonostante lui portasse una maglietta di Garabaldafafarata e io desiderassi incontrarlo in sì ameno luogo e offrirgli una cervogia calda) e che mostra alcuni nostri connazionali cogliere esattamente il messaggio sul palloncino e incarnarlo appieno con consapevolezza. Grazie, mr. M.

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part of the hoax

Sabato si va a vedere Dismaland, finalmente. Con un breve giro a Bristol, a comprare cartoncini. ovvio.

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Comunque, come ogni bravo visitatore che vuole il massimo dall’esperienza decido di acquistare i biglietti in anticipo sul sito: carte di credito varie perché non si sa mai, paypal, dito sul maus, ora giusta, ci sono. Aprite pure le vendite.
Lo dico in qualche maniera modesta ma sono un discreto professionista degli acquisti di biglietti onlain, quindi non temo nulla.

Ebbene? Dopo un’ora e mezza in cui il sito mi ha comunicato quattro volte di non aver portato a buon fine la pratica di pagamento, due crash completi, liste di attesa che sparivano e ricominciavano, una lentezza disarmante, a un certo punto è andato tutto in sold out. Cazzo.
Quindi: niente biglietti. Frustrazione. Come può essere?

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Poi un dubbio, forse un’illuminazione: una ricerca, breve.
Banksy’s Dismaland: is the ticket frustration part of the experience?“, il Guardian. “People wanting to buy tickets for Banksy’s new Dismaland show have been finding it impossible and the question being asked was: is the miserable frustration meant to be part of the experience?“.
Ma certo, che imbecille, imbecille, superimbecille: ecco l’esperienza, io come un cretino con una carta di credito in mano che mi incazzo, frustrato, perché non riesco a pagare.

Quell’uomo è, ancora una volta di più, un genio.
(Speriamo di trovare i biglietti alla biglietteria, per poter comprare un palloncino).