vendimi questa penna!

Finalmente l’ha vinto, ne sono contento, anche se io l’oscar gliel’avrei dato in primis per le sue fidanzate e poi, se proprio di recitazione si vuol parlare, per questo:

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Non per il film, The wolf of wall street, solo per la scena accauntriclébb. Gli è che, come sempre, uno accumula i meriti per la vittoria con determinati film e vince solo dopo, con il film sbagliato. Che poi, porello, più che recitare quattro mesi in un fiume ghiacciato che avrebbe dovuto fare per vincere?
Vabbè, complimenti comunque e ora che ci siamo tolti il pensiero andiamo avanti. E metti giù il telefono, perdio.

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you step to the left on your dancing pizza, now

Esce oggi il nuovo disco dei Wolfmother, al ghetto blaster, presto.

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Il genere richiede poca variazione sul tema, o per dirla con saggezza: la stessa cosa. E così è, visto che lo fanno (lo fa, alla fine è uno, dominante) bene. Dissento ovviamente dal signor Patton, che disse: «In che anno siamo? Gesù! Scusate, ma… Wolfmother fate schifo!» (qui).
Non raggiunte le vette di Cosmic Egg o Wolfmother ma il suono pestazza c’è (segnalo tra le altre Eye Of The Beholder). Resta in ogni caso insuperata la mia preferenza per White feather:

Dancing pizza, I compete now with your dancing pizza now

Giuro, basta ascoltare.

the new york public library’s collections

O NYPL, come usano dire gli amanti degli acronimi, cioè tutti i nuovaiorchesi. Basterebbe citare il enuaipidìopenàpp! (NYPD open up!) con cui ogni poliziotto nuovaiorchiano trova un colpevole nelle serie. Comunque, la NYPL, la biblioteca pubblica di New York, che iddio la protegga, scansiona e pubblica un sacco di foto, mettendole a disposizione.

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Foto e stampe di New York, certo, d’altronde ha senso così. Offrendo anche opzioni interessanti di download per dimensioni e formato e descrizioni dettagliate strada per strada. Il tutto sta qui. Al momento siamo a 672 mila end caunting, come dicono.