Autunno a Manhattan, west side. Come tutte le fotografie divise rigidamente in due fa davvero molto effetto.

La foto è di Kathleen Dolmatch e ne è giustamente gelosa.
Autunno a Manhattan, west side. Come tutte le fotografie divise rigidamente in due fa davvero molto effetto.

La foto è di Kathleen Dolmatch e ne è giustamente gelosa.
Nel 2006 questa conferenza di Hans Rosling per TED ebbe una grande risonanza: sia per i contenuti, molto interessanti, che rivedono del tutto la visione di un “mondo in via di sviluppo” sia perché le infografiche di Rosling erano di tipi mai visti, nuove, colorate e accattivanti, mai banali. Da allora le infografiche si fanno così. Ecco la conferenza, venti minuti davvero da seguire.
È possibile scegliere i sottotitoli con il pulsante in basso a destra.
Una domenica di inizio agosto, verso sera, di ritorno da Aquileia, in autostrada.
Fa piuttosto caldo, per ingannare il tempo del viaggio accendo la radio e smanetto un po’, finché non capito su un serrato dialogo tra due donne, intenso, angoscioso, tra una madre – pianista, concertista – e una figlia, che recrimina nei confronti della madre nel corso di un’intera notte. Strepitoso, non parliamo più in auto, non stacchiamo le orecchie, rapiti dalla vicenda, non ci fermiamo nemmeno all’autogrill per il Positano di rito talmente l’ascolto è appassionante.
Dopo un po’, grazie ad alcune note di spiegazione del conduttore tra un dialogo e l’altro, capiamo che si tratta di un film, ‘Sinfonia d’autunno’ di Bergman con Bergman (le voci in effetti erano particolari), e la trasmissione non fa altro che ritrasmettere il film nelle parti salienti intervallate da alcune brevi spiegazioni di contesto e utili a comprendere meglio.
La trasmissione, scopro poi, si intitola ‘Il cinema alla radio‘, ovvio, è una parte della trasmissione sul cinema di Radio3, Hollywood Party, e va in onda la domenica sera.
Qui tutte le puntate in podcast, ovvero una-puntata-un-film, io per esempio in questo momento sto ascoltando (fa effetto dirlo) ‘Good Bye, Lenin!‘, nel momento in cui appare Rainer, il fidanzato della sorella di Alex e nemico del popolo. Questa cosa dei film alla radio è meravigliosa, un’intuizione davvero notevole, considerando poi che io, per dire, non mi sarei mai sognato di guardare ‘Sinfonia d’autunno‘ di Bergman, no di certo. Ascoltato, invece, è stato appassionante. Consiglio caldissimamente (la trasmissione e i film, non Bergman).
Peccato per l’asfalto ma pare di assistere al foliage in Vermont (come prescrive Vanity Fair, anvedi). E invece è solo pianura padana, oggi piacevole.
La mappa del foliage negli Stati Uniti per appassionati.
Ieri sera è stato bellissimo e, a parte il concerto di Lucca del 2009 che è fuori scala, è stato il migliore della DMB cui abbia assistito finora. Tre minuti di Jimi thing:
Per gradire.
Questo è Plutone con Caronte, fotografati dal telescopio Hubble nel 1994.

Era la migliore immagine che possedevamo del pianeta nano, fino a quest’estate.
Ora la Nasa sta pubblicando le immagini di New Horizons, davvero niente male.

È uscito al cinema il film che mi vide protagonista quest’estate a Londra:
Festival a Hyde Park, 26 giugno scorso: prima Johnny Marr, sfiorato, poi i Kaiser Chiefs, sempre irresistibili per il movimento delle mie retroparti, a seguire Paul Weller, prima volta per me con soddisfazione e, infine, gli Who, in un concerto che è stato a dir poco grandioso. E non potevo nemmeno cantare nel mio inglese di Orzinuovi, essendo circondato da inglesi, ma l’ho fatto lo stesso.
Anche nel trailer mi si vede di continuo, che bellezza. Per esempio, eccomi:

You better bet your life / or love will cut you like a knife.
I Grateful Dead sono sempre stati una band da trecento concerti l’anno, e questo per almeno trent’anni, fino alla disgraziata morte di Garcia. Ricordo quel giorno, agosto del 1995, mi dispiacque parecchio come mi dispiace ora.
Pur non essendo un fan sfegatato, osservo con curiosità un bauletto di dischi dei Dead fresco fresco di stampa.

È quasi un’urna e contiene ottanta cd per trenta concerti inediti, 73 ore di musica live, fin da uno dei primi del 1965 all’ultimo del luglio 1995. Ne esiste anche una versione su penna usb.
A prescindere, oggi per me è una giornata da Grateful Dead, una di quelle in cui ho un po’ di nostalgia mista a una strana calma indifferente alle sciocchezze, un po’ hippy, e passerei ore a sentire musica ottimista (e di certo non a lavorare).
Per esempio, appunto, il terzo volume di questa raccolta, un concerto del 1969 al Greek Theatre di Berkeley: il posto giusto per quel momento. E oggi per me.