popolo di aviatori

Scopro con raccapriccio che itaairways ha quattro, quattro!, voli al giorno da Roma a Napoli. Fiumicino-Capodichino, per essere precisi. In linea retta molto meno di duecento chilometri.

E infatti ciascuno dei quattro voli giornalieri dura cinquantacinque minuti effettivi. Cinquanta. Ma bisognerebbe, a essere onesti, contare l’anticipo dell’aeroporto, il controllo di sicurezza, l’imbarco, lo sbarco, le balle e le controballe. Oltre a partire da un aeroporto e arrivare in un altro aeroporto che, a differenza dei municipi e delle stazioni ferroviarie, non sono quasi mai in centro.
Cadauno per prova l’offerta dei treni Roma-Napoli, Termini-Centrale, appunto, tra le undici del mattino e le quattro e per pietà solo di Italo, non guardate i prezzi:

Bisogna essere evidentemente stronzi. In Francia, che tanto disprezziamo, la legge proibisce di istituire voli aerei tra destinazioni raggiungibili in meno di tre ore in treno. Sensato.
Ma noi no, figuriamoci. Ovviamente vale anche il ritorno, altri quattro voli quotidiani. E mi chiedo: sarà itaairways, la good company, che ha ereditato i vizi di alitalia – e allora il destino è luminoso – oppure c’è veramente richiesta e molti insani di mente prendono l’aereo per andare da Roma a Napoli e viceversa? Mistero, come l’ottantadue per cento del paese in cui vivo.

ah, la coerenza

Tipico di certe persone che fanno politica, non parliamo dei dittatori, prima dire una cosa e poi smentirsi dicendo l’esatto contrario. Al campione Salvini, per il quale in twitter è rintracciabile qualsiasi affermazione e il suo contrario, oggi giustappongo il brutto Al-Sisi, che prima dice una cosa e poi ne dice un’altra, guardate voi stessi:

Ma possibile, dico io? No. Ma per non farlo sentire solo nella sua propria incoerenza, la sua vera amica è andata a sostenerlo – non da sola, va detto, von der Leyen in campagna elettorale va dappertutto e promette qualsiasi cosa – con un corposo versamento condiviso con l’UE.

E io che mi preoccupavo del mio turismo in Egitto.

quanto bastava per il confino

Riporto da Anna Foa, Andare per i luoghi di confino:

«Una studentessa milanese non ancora diciottenne, di famiglia antifascista, fu arrestata e poi condannata a cinque anni di confino, nel 1941, per un tema scolastico in cui negava che Machiavelli, nel Principe, avesse prefigurato Mussolini. Fu anche cacciata da tutte le scuole del Regno e solo in seguito a un’amnistia poté, con una licenza dal paesino della Lucania in cui trascorreva la sua condanna, andare a Milano a sostenere gli esami di maturità».

Prefigurare, voglio dire. Cinque anni.

il potere, averlo o meno

Comunque «Il potere logora chi non ce l’ha» non l’ha detto Andreotti, l’ha detto Talleyrand. Eddai.
Andreotti pare abbia detto: “Un mio amico siciliano mi diceva che «il potere logora chi non ce l’ha»”, ed escludendo che Talleyrand fosse e amico di Andreotti e siciliano, ancora una volta è riuscito ad apparire più colto e brillante di quel poco che, in realtà, fosse.