Nella finale dei 400 metri stile libero è un testa a testa tra tre nuotatori, i due favoriti, l’americano Kieran Smith e l’australiano Jack McLoughlin, e l’outsider, il tunisino Ahmed Ayoub Hafnaoui, qualificatosi con l’ottavo tempo, per un pelo.
Meravigliosamente, vince il diciottenne Hafnaoui e i due telecronisti italiani riescono a chiamarlo per tutta la gara «il tunisino», tranne una sola volta. Che si son sbagliati, chissà.
nemici
business idioti per il futuro
Mentre stavate separando l’umido dall’indifferenziato e cercando di comprare qualcosa senza plastica, i due allegri miliardari Bezos e Branson hanno giocato alla gitina nell’iperspazio buttando nell’atmosfera una cosa tipo 75 tonnellate di CO2 in dieci minuti. Best day ever.

«Grazie a tutti gli impiegati e i clienti di Amazon, il giorno più bello della mia vita». Spero che i dipendenti, nei dieci minuti di assenza, abbiano potuto almeno pisciare.
e chi non si vaccina
è stronzo.

Spiace ma è così.
non solo non esiste ma…
Fin da tempi ipernonsospetti, cioè ancor prima dell’inizio del torneo, ho pronosticato Inghilterra.
Poi, visto come sono andate le cose, domenica si sarebbe prospettata per me una piacevole situazione win-win, finché non ho visto questo:

Ora non vedo l’ora di avere ragione.
attentati alla libertà di pensiero dei cattolici
La segreteria di stato vaticana – tutte minuscole volute – interviene nel dibattito politico italiano e chiede la «rimodulazione» del ddl Zan, in discussione, così che «la Chiesa possa continuare a svolgere la sua azione pastorale, educativa e sociale liberamente», questo perché il ddl violerebbe «l’accordo di revisione del Concordato».
I punti in discussione, si scivola nel peggio, sarebbero il fatto che il ddl non esenterebbe le scuole cattoliche dall’organizzazione della futura Giornata nazionale contro l’omofobia – e ci mancherebbe! – e, non contenti, ai vertici della segreteria di stato esprimono timori per la «libertà di pensiero dei cattolici». Magnifica anche questa, grazie.
Ora. Il problema non è la segreteria di stato vaticana, che fa quello che dalla segreteria di stato vaticana ci si aspetta. Il problema non è nemmeno il concordato Stato-Chiesa, prima di Mussolini e poi rivisto da Craxi. Il problema è l’esistenza stessa del vaticano e del papato: nel 1849, con la Repubblica romana, li avevamo (ehm…) finalmente cacciati, avevamo una già allora magnifica Costituzione e tutto sarebbe andato per il meglio, se quei vigliacchi dei Francesi non fossero intervenuti e avessero interrotto l’emozione, riportando Pio IX al soglio e innescando la restaurazione. E con essa, la pena di morte, per dirne una.
Poiché, dunque, allora non andò bene, il problema di oggi è la dirittura della schiena politica, sociale ed etica del nostro Stato. Scarsina. Perché se fosse, allora la risposta agli interventi della segreteria di stato vaticana nelle faccende di un altro Stato sarebbe, se proprio, una sonora pernacchia, una bella risata e, piacendo, un corale vaffanculo.

Qualche parola dai sovranisti per l’ingerenza vaticana nelle nostre cose? Nessuno?
e settantacinque anni fa…

Grazie, grazie a tutti quelli che hanno votato bene.
dategli una ‘G’
Lungotevere Aventino a Roma, oggi si inaugurava uno slarghetto stradale intitolato a Ciampi. Carlo Azeglio, purtroppo, non Piero. Presenti, dunque, i figli, Mattarella, Raggi, presidenti di Camera e Senato, si è fatta la cerimonia ma la targa non si è scoperta. Perché, motivazione ufficiale, «si è scheggiata nel montaggio».

Schegiata, se proprio.
Un impiegato, un marmista, un montatore, questa è la sequenza minima dell’errore. Ma lasciateli lavorare.
Aggiornamento:

cogli le differenze

Aiuto: non è una questione geografica.
non è ‘loro’
Cheppalle. Sempre troppo pochi che si prendano la briga di capire prima di parlare. Non importa chi sia, importa il concetto: Demi Lovato dice di sentirsi una persona non binaria e chiede di riferirsi a lei, d’ora in poi, con il pronome ‘they/them’ (“Demi Lovato identifies as non-binary and changes pronouns to they/them“). A questo punto, Demi Lovato la si può chiamare o no, who cares?, ma la richiesta resta valida.
Meno validi (euf.) i titoli giornalistici da noi (Demi Lovato: “Sono una persona non binaria, datemi del ‘loro’”, Deejay.it, Repubblica e un milione di altre testate) e i commenti conseguenti, tutti giù a ridere per quel ‘loro’ plurale. Peccato che non sia così, la traduzione è del tutto impropria, è un singolare neutro, il ‘singular they’, non potendosi utilizzare l”it’, riferito a cose o animali. Tutto qui ma in rete (giornali prima e social poi), intanto, infuriano le cretinate.





Cattivo giornalismo, cattivi lettori.
E questi sono i democratici e progressisti, vero Mentana?, che le cose le capiscono (avrei potuto citare decine di testate). Non che a destra sia meglio, ma guarda te il Giornale che combina:

Hanno provato a capire. Loro.
mmm, che leggo oggi?

Perché non vorrei certo lasciare al male l’ultima parola.