la sottile linea rossa (o l’assenza del senso del ridicolo)

Leggo con immenso interesse che lo stilista Rick Owens ha portato sulle passerelle di Parigi una performance che non è solo una sfilata bensì una provocazione: “Donne che indossano altre donne. Come fossero vestiti o accessori umani“. E ancora: “L’indagine sul senso degli abiti, sulla loro storia e persino sul superamento della loro forma convenzionale è da sempre al centro del lavoro dello stilista“.

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Ma qual è, mi chiedo, nel mondo della moda il sottile confine tra la provocazione e la stronzatona intergalattica? Le modelle, comunque, non sono mai pagate abbastanza.
(Sono contento di aver così ben speso il mio centesimo post qui).

highway to heaven

In una anglochiesa mi hanno dato questo utile quiz per capire se sto procedendo davvero verso il paradiso.

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Ho ovviamente risposto “dando soldi alla chiesa” ma la risposta vera, all’interno, era: «Nessuna di queste cose, andare in paradiso dipende dalla fede nel tuo cuore».
I’m on the way to the promised land / I’m on the highway to he… aven.

la foto di Marco e gli italiani all’estero

Marco, alias Galactus, Grandesacchetto e chissà quante altre identità nascoste, fa un sacco di cose belle, dalla ricerca nella Scienza vera ai videi ai programmi alla musica.
E fa anche delle foto molto belle e significative. Gliene rubo una che ha fatto a Dismaland (a proposito: non ci siamo incontrati, peccato!, nonostante lui portasse una maglietta di Garabaldafafarata e io desiderassi incontrarlo in sì ameno luogo e offrirgli una cervogia calda) e che mostra alcuni nostri connazionali cogliere esattamente il messaggio sul palloncino e incarnarlo appieno con consapevolezza. Grazie, mr. M.

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guerrieri… giochiamo a trovarci un nome pauroso?

In questi giorni i protagonisti di I guerrieri della notte, film del 1979 memorabile per i ragazzi dei Settanta come me, si sono ritrovati a Coney Island per celebrare non si sa bene cosa. Eccoli:

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Vabbè, l’importante è stare insieme. Comunque, spulciando i dettagli del film di allora mi pare che la cosa più rilevante siano i – meravigliosi! – nomi delle bande che scorrazzano per New York e si ritrovano al festone finale.

Fedele come sempre allo spirito di servizio vorrei qui offrire a chi potesse servire un elenco di alcuni nomi, mutuati dal film, particolarmente utili per chi volesse fondare una gang di ribaldi e teppisti, o ne avesse una senza nome e non uscisse dall’empàss.
Ecco i migliori e più paurevoli:

  • abbiamo fatto l’istituto tecnico: The Electric Eliminators
  • ah, la mamma: The Satans Mothers
  • teppisti nederlandocanadesi ordinati e gentili: Van Cortlandt Rangers
  • uccidiamo di noia: The Baseball Furies
  • abbiamo dato storia medievale: The Charlemagnes
  • ci piace Springsteen: The E Street Shufflers
  • uccidiamo con la danza: The Gun Hill Dancers
  • siamo bravi ragazzi: The Homeboys
  • abbiamo letto la bibbia: The Judas Bunch
  • facciamo sparire le persone e i conigli: The Magicians
  • abbiamo dato storia moderna: The Napoleons
  • non ci confondete con: The Queen’s Bridge Mutilators
  • abbiamo un pochino di confusione in testa: The Shanghai Sultans
  • paura, eh?: The Yo-Yo’s

Ma i vincitori assoluti di questa speciale lista sono senza ombra di dubbio loro: The Xylophones. Tutto vero.