l’ultimo giro sui moli flottanti

Lunedì scorso il quarto e ultimo giro ai Floating Piers di Christo. Sempre bello e coinvolgente, ne è valsa la pena: chi ne parla male è perché non ci è salito.
Ecco altre tre foto meritevoli:

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Poi bisognerebbe distribuire qualche premio qua e là, e questo è uno: la signora più elegante e in tono con l’evento, premio.

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Infine, la mattina prima di aprire: cominciava ad apparire il sole, alcuni addetti, un cigno e un paio di anatre sulla seconda passerella, insomma il risultato è una foto strana che sembra un rendering venuto male a uno studio di architettura alle prime armi. Sembra tutto incollato sopra, ihih, ma giuro che è venuta proprio così.

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E in ultimo, una carrellata sul tessuto in fasi diverse. Campionario.

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Bello, ne è valsa davvero la pena. Però ora basta.

non chiamarmi Bambino! Ah no? E come dovrei chiamarti? Non chiamarmi proprio.

Che meraviglia quando Bambino diceva a Trinità:

Ma non hai uno scopo nella vita? Fai qualcosa… ruba del bestiame… assalta una diligenza… rimettiti a giocare, magari… una volta eri un ottimo baro! Ma fa’ qualcosa.

Un’isoletta greca nella fine degli anni Settanta (ma quante cazzo di isolette…) io, piccolo, dopo giorni e giorni di isolamento dal genere umano – famiglia di camperisti, si capisce – venni pietosamente portato nel paesello per l’evento del giorno, del mese e forse anche dell’anno: il cinema in piazza. Un film in greco, chiaramente, ma con incredibile mia fortuna fu un film con Bud Spencer e Terence Hill, forse Pari e dispari.
Fu bellissimo: io, un vero loro devoto, risi dall’inizio alla fine (come peraltro faccio tuttora). La faccenda del greco si rivelò del tutto irrilevante, perché il film funzionava perfettamente anche così; il che a me pare ancora oggi indice di grandezza.

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Mi spiace, mi mancherà molto, aveva un suo modo un po’ infastidito proprio divertente: «È il Signore che vi manda da noi». «No, passavamo di qui per caso».
(E poi assomigliava al mio babbo).

una, dieci, cento, mille Brexit

Una monumentale Islanda ha buttato fuori l’Inghilterra dagli Europei:

Pare che tra giocatori e tifosi circa ventimila icelandiani siano in Francia, al momento, il che equivale più o meno al 6% della popolazione complessiva. Probabilmente sono rimasti in patria Björk e un qualche Guðmundsdóttir guardiano-di-vulcani.
Riconoscenza e ammirazione per l’Islanda, ora prosegua l’opera di Brexiting forzato dell’Inghilterra da tutto ciò che ci viene in mente (Inglesi, fatevene una ragione, si tratta a tutti gli effetti di un abbandono sentimentale: è quindi ovvio che scoppi il rancore in tutti noi e non ci passerà finché non avrete preso tutte le vostre carabattole e ve ne sarete andati fuori dai piedi).

ancora Piers: una prospettiva nuova

Per un colpo di fortuna (anzi: per la generosità di qualcuno) è capitata l’occasione di un giro ai Floating Piers con mezzo volante senza pericolo costante. Bellissimo, visto dall’alto dopo esserci andato è la ciliegina sulla tortona di tutta questa cosa. E poi è stata la mia prima volta in aerocottero, una carrellata di immaginette:

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Infine, la coda all’entrata dall’alto. Niente di che, tutto sommato.

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Uao. Ancora.

uscire da tutto (Brescit)

Dopo l’Inghilterra (che iddio stramaledica Cameron per i suoi calcoli irresponsabili, non si buttano nel cesso trent’anni e più di costruzione per calcoli elettorali, sbagliati pure), la tendenza del momento è mostrare scontentezza per le cose e andarsene. Certo.
E allora coraggio agli impavidi cittadini bresciani che vogliono uscire da tutto:

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Dal sistema metrico decimale, dalla schiavitù dell’eleganza, dal terrasferismo. Insomma, da tutto. Qui la petizione che bisognerebbe firmare, almeno per arrivare a quindici sostenitori.
Per esempio, l’uscita dal sistema metrico decimale prevede un nuovo sistema di misura in base 7,5 (sette e mezzo), d’ora in poi chiamato sistema ‘senza nome’ (vista la contrarietà alle convenzioni); lo stesso valore sarà alla base della moneta, che sarà quindi in base un mumbulì, e poi 7,5 mumbulì fanno 1 spongada, 7,5 spongade fanno 1 mostasù. Per dire.