settanta tonnellate di tenerezza

Quaranta metri di titanosauro sono quelli che un’équipe di paleontologi ha scoperto in Argentina: il Patagotitan mayorum, pippiulone di settanta tonnellate dedito alla masticazione delle erbette tenerelle. Ecco una proporzione (quello rossiccio è un femore):

Il che fa così, più o meno:

By CHUCAO – Own work, CC BY-SA 3.0

Non sappiamo ancora se fosse già cresciutello o fosse ancora in fase di adolescenza: se così fosse ci saranno dei suoi simili più grandi e lui dev’essere certo stato in quella fase parecchio rompina dello sviluppo.

La scoperta è del 2014 ma solo ora il nome è stato validato: Patagotitano pippiulone. Pare sia la creatura terrestre più grande che abbia mai popolato la terra, più grande persino di Mario Adinolfi, anche se è dura da credere.

laccanzone del giorno: Car Seat Headrest, ‘Drunk Drivers/Killer Whales’

L’ho già detto ma il pezzo, poi, ha preso il sopravvento, It doesn’t have to be like this, e ha occupato tutto lo spazio possibile nella mia scatola cranica.

E fin qui, tutto bene. Però nel disco c’è un sacco di altra ottima roba tra cui la strepitosa Just What I Needed/Not Just What I Needed, ripresa da un vecchio pezzo dei Cars, che ultimamente sta avanzando nei miei ascolti: per sentirla tocca o comprare il disco, eddai, o andare su quei servizi brutti che ti danno la musica senza darla veramente (qui, la cinque). Tra l’altro sono completamente d’accordo con lui, ci sarebbe davvero bisogno di porno fatto bene.
Comunque, CSH si conferma il disco dell’anno in quest’anno, cioè del 2016 che io ho davvero scoperto nel 2017. Bella scoperta.

fine della vessazione

Avere un telefono con le mappe, che fa il calcolo percorso, che trova, sceglie e prenota alberghi, che prenota e compra biglietti di aerei, navi, taxi, che noleggia cose e le restituisce, che ricarica le carte prepagate e che invia mail e messaggi, non serve a un cacchio, o quasi, quando uno è a casa.
Se uno è in viaggio, allora sì che la cosa è favolosa. A poterlo usare, vista la criminale imposizione del roaming (stronzoli).
Ma la vessazione, ora, è finita.

E, infatti, è stato bellissimo. Finalmente. Giuro, non pensavo che l’avrei visto da vivo.

ancora Bologna, ancora il quattro agosto

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1974, alle ore 1.30 del 4 agosto, una bomba esplose nel secondo scompartimento della quinta carrozza del treno Italicus, Roma-Monaco di Baviera, mentre transitava all’interno della galleria della Direttissima a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
Morirono dodici persone: Nunzio Russo di Merano, tornitore delle ferrovie, la moglie Maria Santina Carraro e Marco, il figlio quattordicenne. Nicola Buffi, 51 anni, segretario della Dc di San Gervaso (Fi) ed Elena Donatini rappresentante Cisl dell’Istituto Biochimico di Firenze. E poi Herbert Kontriner, 35 anni, Fukada Tsugufumi 31 anni, e Jacobus Wilhelmus Haneman, 19 anni. La bomba uccise anche Elena Celli, 67 anni e Raffaella Garosi, di Grosseto, 22 anni. Silver Sirotti, invece, non era stato coinvolto nell’esplosione. Aveva 24 anni ed era stato assunto dalle Ferrovie da dieci mesi, stava svolgendo servizio sul treno quella notte e, quando vide le fiamme in galleria, impugnò un estintore e incominciò a estrarre i feriti. Rimase anche lui bloccato tra le fiamme. Fu decorato con la medaglia d’oro al valor civile. L’incendio rese irriconoscibili molti corpi, tra cui quello di Antidio Medaglia, 70 anni, che venne riconosciuto dalla fede al dito.

L’attentato fu subito rivendicato. Fu fatto ritrovare un volantino di Ordine nero che proclamava: “Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti“.
Poi qualcuno fece il nome di Tuti, qualche pista portò poi a Gelli (Arezzo è vicina), al SISMI e così via. Facile indovinarne la conclusione: nessun colpevole individuato.

Questo è un post di otto nove dieci anni fa. E la cosa tragica è che non fa nessuna differenza.

Francis il muro parlante: siccome non ne abbiamo un altro…

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono. E lui è inappuntabile. Magari un’altra volta parleremo della NASA, di Elon Musk, della questione ambientale e della vita sugli altri pianeti.
[Per i profani, la scritta è una cosa tipo: «Prima di cercare la vita su altri pianeti, possiamo smetterla di uccidere la vita su questo?»].