io discendo, sono della famiglia

Listen, it don’t really matter to me baby, you believe what you want to believe / You see you don’t have to live like a refugee (falsetto: Don’t have to live like a refugee).
È l’attacco fulminante di ‘Refugee‘ di Tom Petty (e gli Heartbreakers).
Pezzo bellissimo e, visto che è stato inserito in una sigla notevole, vale la pena dargli un’occhiata e un’occhiata e un’occhiata.

È la sigla iniziale dei ‘Romanoffs‘, serie tv interessantina, ben scrittina e ben giratina ma non quanto la sigla. Gnam.

la bassista

Adeline è la cantante della funk band Escort, vabbè, e a novembre ha pubblicato il suo primo disco solista, [ad•uh•leen]. Il disco contiene un singolone, Before, uno «scintillating dancefloor slow burner» (per attenersi al giudizio di Rolling Stone) che, in effetti, ha un suo ritmo abbastanza robusto. Eccolo:

Si fa apprezzare.

la teiera volante

Tra i miei ricordi più buffi di Formula Uno, con la Tyrrell P34 1976-77, la Brabham BT46 1978, la Arrows A22 2001, spicca senz’altro la Ligier F1 1976.

Come i messicani con il sombrero gigante, lord Casco Nero, insomma quelli con le cose troppo grandi: spassosi. Certo, era un prototipo, questo è chiaro, ma che divertimento vederla girare.

E anche la signorina delle Gitanes diventava davvero gigante.

Il pilota era Jaques Laffite, i progettisti Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet e la Ligier fece un ottimo campionato, pur essendo il primo.