il sindaco mente

Il 6 agosto è morto Renato Zangheri, sindaco di Bologna durante la strage dell’Italicus, la morte di Lorusso, la strage di Ustica e la strage alla stazione.
Professore universitario, ovviamente del PCI, ricordato per la sua gentilezza e pacatezza, intraprese durante la sua amministrazione numerose misure di welfare sociale che fecero di Bologna un caso speciale in quegli anni.
Ciò nonostante, entrò in collisione con il movimento del ’77 in modo molto duro.

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Tra tanti slogan indirizzati dal movimento al sindaco in quegli anni («zangherì zangherà zangheremo la città»), il preferito di Zangheri (e anche il mio) era questo:

“Zangheri mente sapendo di mentine”

Non perché mentisse, anzi. Gli faceva piacere il riconoscimento della gentilezza e del rispetto e aveva senso dell’umorismo.
(Da sindaco, tra le altre cose, fece un discorso bellissimo ai funerali delle vittime della strage della stazione – l’ho pubblicato qui anni fa – e fu il primo in Italia ad assegnare uno spazio comunale a un’associazione omosessuale; all’inaugurazione dello spazio qualcuno tentò di baciarlo sulla bocca, lui si scansò ma per un bel po’ non riuscì a smettere di ridere).

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