ma però costan troppo le banane e perciò

L’opera d’arte, ormai è nota, è una banana attaccata con lo scotch americano al muro.

L’opera d’arte viene venduta a centoventimila dollari.
La banana è vera e, quindi, come fanno le banane tende a marcire.
La si può sostituire, dice l’artista, il proprietario può.
Quindi, nel tempo, la banana non è mai la stessa. Poi magari anche lo scotch nel tempo comincia a non attaccare più. Si può sostituire?
Conta il certificato di autenticità, dice l’artista.
Dunque, forse il bene acquistato è il certificato e non l’opera?
Qualcuno, tempo fa, ragionava sulla riproducibilità dell’opera d’arte, ora direi che è tempo di ragionare sulla sostituibilità. Sarà la stessa opera d’arte dell’inizio? Questo richiama da vicino il paradosso della nave di Teseo.

Un grande successo per la banana. Molti gli emuli.

Poi arriva un altro artista e mangia la banana.

Quindi ci tocca ragionare sull’opera d’arte nell’epoca della sua mangiabilità.
Ma visto che tanto la banana andava sostituita, cos’ha mangiato il secondo artista? L’opera d’arte o una banana?
Ed essendo artista, ha compiuto una performance artistica o ha semplicemente mangiato una banana?
Il peccato, qui, non è la banana, il secondo artista o Cattelan, il peccato vero è non avere Roland Barthes che pensa un po’ a tutta la questione e poi ce lo racconta.

lacrimosa dies illa

Anche quest’anno il cinque dicembre morì Mozart.

Duecentoventotto anni fa, chiaro.
Non lo ricordo solo per i meriti musicali, che da soli son più che bastanti, ma perché fu uomo progressista, autonomo e indipendente, illuminista, portatore di idee di innovazione, svecchiatore della corte polverosa della Vienna asburgica e dei riti del passato.
E fu così, ovvio, che morì poverello. E morì in una casa che non c’è più ma che stava qui.

Una lapide lo ricorda.

In questa casa, dunque, venne una sera buia d’inverno un uomo misterioso, vestito di nero, che commissionò un requiem. Per sé?

semiasse maggiore 778.412.027 km

Giove (dal latino Iovem, accusativo di Iuppiter) è il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e il più grande di tutto il sistema planetario: la sua massa corrisponde a due volte e mezzo la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme. È classificato, al pari di Saturno, Urano e Nettuno, come gigante gassoso.

Una fotografia del gigante:

Bella, l’astronomia.

laccanzone del giorno: The Futureheads, ‘Struck dumb’

Questi avrebbero i numeri per surclassare quasi tutte le band inglesi degli ultimi vent’anni, tipo Kaiser Chiefs, Maxïmo Park, Supergrass, Franz Ferdinand, per dirne alcune che piacciono a me. Purtroppo sono pazzi.

Pazzi nel senso di inglesi, irregolari e incostanti: il penultimo album, per dire, è tutto a cappella. Ma The Chaos, santoddio, quello sì che era un disco. Sono i Futureheads, band di Sunderland, quattro dischi in vent’anni, poco seguito fuori dall’Inghilterra ma immagino largo successo nelle loro zone, una propensione al divertimento musicale (cito una cover di Hounds of love di Kate Bush) e grandi qualità come band.
Laccanzone di oggi è Struck dumb, un classico che ben esemplifica ciò che fanno, dal disco che preferisco e che consiglio, The Chaos, appunto. Ma tra i singoli potrei citarne molti, tra cui The Beginning of the Twist, Ever Fallen in Love (With Someone You Shouldn’t’ve)?, Good night out e così via.
Non so, qualcuno viene il 15 dicembre a Manchester?

Ricordo che l’ottimo Trostfar ha raccolto e aggiorna tutte leccanzoni in una pleilista comoda comoda su spozzifai, grazie.

durch dickicht und gestrüpp auf irrwegen

Il racconto di un’ascensione sulle Alpi, dall’alba al tramonto per undici ore, è Una sinfonia alpina di Strauss: poema sinfonico di circa cinquanta minuti, è noto per il gran numero di musicisti richiesti per l’orchestra ovvero, secondo le indicazioni di Strauss, trenta violini, otto corni, dodici viole, dieci violoncelli, quattro fagotti e così via per arrivare a un totale di centoventicinque.
Nonostante la difficoltà pratiche dell’esecuzione, la sinfonia ha avuto sempre un buon successo, fin dalla prima del 1915 dello stesso Strauss (che ne fece anche la prima registrazione nel 1941) e ha visto cimentarsi molti dei maggiori direttori d’orchestra, come Böhm, Mehta, Kempe, Solti, von Karajan, Previn e così via.

Qui l’intera sinfonia nella versione di von Karajan.
Ora: ci sono alcuni che ritengono Una sinfonia alpina una brutta opera, altri la trovano noiosa, altri ancora tremenda («di rara bruttezza» dice Baricco); a molti piace, diciamo che è piuttosto popolare, e sarà probabilmente questo il motivo che spinse la Sony e la Philips a scegliere proprio questa sinfonia, nella versione di von Karajan con i Berliner, per la stampa del primo cd commerciale della storia, il 17 agosto 1982 in una fabbrica della Philips ad Hannover.
Il primo album pop stampato su cd fu invece The Visitors degli ABBA ma il primo commercializzato fu 52nd Street di Billy Joel, sul mercato giapponese. Bel disco, peraltro.

com’è la temperatura d’estate nei superammassi di galassie? Cambiano l’euro?

Mmm, dove andare in vacanza quest’estate? Mah, i paesi baltici? Qualche deserto di sale sudamericano? Qualche città del sud-est asiatico? Vorrei un posto dove davvero non sia stato nessuno, un posto di moda ma del quale non ci siano storie di instagram. Ancora. Ecco il posto ed ecco la guida, appena appena uscita.

Guida non esaustiva – sono seicento pagine nell’edizione italiana, meno della Spagna che è in due volumi – ma utilissima per avere un’idea generale di cosa vedere e cosa no, scritta in collaborazione con la NASA (o, meglio, utilizzandone i dati), è senz’altro necessaria per conoscere la gravità del villaggio vacanze dove avete prenotato e per non sbagliare la destinazione e trovarsi, maledizione!, su un pianeta gassoso sul quale non si sa nemmeno bene dove stare.

Universo di Oliver Berry, Mark A. Garlick, MacKenzie MacBride, EDT , 2019.
In libreria, di solito non si trova sotto la ‘u’. Anche la guida Mondo è da avere, secondo me, unitamente alla Dove quando.

non rimandare più che poi magari muori

In tema con la serata, vale la pena di riparlare di Taffo.
Agenzia di pompe funebri, romana, nota per l’autoironia e il marketing non tradizionale, il cui nome era circolato in rete per Magari muori, il pezzo cantato da Romina Falconi: goditi la vita che poi magari muori era il messaggio, che poi domani sei in un fosso. Giusto.

Ma Taffo, e bisogna dargliene merito e io desidero farlo, si occupa spesso anche di politica, trasmettendo un messaggio di tolleranza progressista che io apprezzo. Il più chiaro e coraggioso:

Tra le comunicazioni in ambito politico relative all’attualità, segnalo:

Non meno belli sono gli accenni a fenomeni sociali come gli anti-vax, peste li colga, i terrapiattisti, vabbè, a utilizzi stolti di app russe di dubbia provenienza e alla critica sociale allo sfruttamento del capitalismo.

Infine, le tre che a me piacciono di più. La prima, in tema semi-odierno:

La seconda, sulla caducità del…

E la terza, migliore di tutte, ricorda una gran verità.

Quasi oraziana nella sua bellezza.