when the truth is found to be lies / and all the joy within you dies

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Sapevamo tutti che prima o poi avrebbe cominciato a succedere: coloro che avrebbero dovuto morire prima di diventare vecchi sono davvero diventati vecchi, con quello che ne consegue. Ieri se ne è andato Paul Kantner, chitarrista di una delle mie band preferite. Il modo con cui mi piace ricordarlo è, ovviamente, mettere su Surrealistic pillow a gran volume, ripensando anche ai momenti indimenticabili di Fear and loathing in Las Vegas, come questi.

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the new york public library’s collections

O NYPL, come usano dire gli amanti degli acronimi, cioè tutti i nuovaiorchesi. Basterebbe citare il enuaipidìopenàpp! (NYPD open up!) con cui ogni poliziotto nuovaiorchiano trova un colpevole nelle serie. Comunque, la NYPL, la biblioteca pubblica di New York, che iddio la protegga, scansiona e pubblica un sacco di foto, mettendole a disposizione.

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Foto e stampe di New York, certo, d’altronde ha senso così. Offrendo anche opzioni interessanti di download per dimensioni e formato e descrizioni dettagliate strada per strada. Il tutto sta qui. Al momento siamo a 672 mila end caunting, come dicono.

memoria: una cosa da fare

Avendo già visitato Buchenwald e Dachau, avendo già visitato la risiera di San Sabba, avendo letto Primo Levi, Pahor, Schneider, Jonas, Debenedetti, Liblau, Goldensohn, Steinbacher, Venezia, Wiesenthal, Höss, Goldhagen, Hillesum, Pilecki, Frank, Wiesel negli ultimi anni, avendo fatto tutto questo ero indeciso se andare a visitare Auschwitz o meno. Pensavo di averne tutto sommato un’idea, di sapere molto e che non avrei visto nulla che – più o meno – non sapevo già.

Poi ci sono andato comunque, quest’estate. E pensavo di essere pronto.

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Prima ad Auschwitz e poi a Birkenau (Auschwitz II).

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E lì ho visto il pasto di un intero giorno (il cubo in alto a sinistra lo chiamavano formaggio ed era per lo più segatura).

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Ho visto i volti delle persone.

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Ho visto gli appunti di Mengele.

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Ho visto l’incommensurabile (sono scarpe, e sono le scarpe dei soli ultimi due mesi di deportazione).

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Ho visto il patibolo sul quale fu impiccato Höss, a fianco della sua villa sontuosa.

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Ho visto la crudeltà.

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Ho visto l’abominio.

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E ho capito che non sapevo ancora niente.

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Andateci, vi prego, e portateci più persone che potete. Portateci i ragazzi. Lo so, farà male, malissimo, avrete incubi e pensieri orrendi ma è proprio questo che va fatto, a quello serve. Non pensate di sapere già, non è vero.
Troverete però persone come voi lì per lo stesso motivo, troverete guide nobili e coraggiose, troverete vita dove un tempo c’era solo morte.
Andateci, non sarete più gli stessi. Sarete migliori, come spero di esserlo io.

la città della cultura e dei libri 2016 e dello sport buffo 2017

In partenza per Breslavia, molto curioso.

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Termperatura al suolo alle sette di stamane: -19°. Ci sarà da ridere. Città imperdibile, sarà teatro di appuntamenti a raffica nei prossimi due anni: capitale europea della cultura e capitale mondiale del libro 2016. Nel 2017 sarà sede dei Giochi mondiali che, per chi non lo sapesse, sono le olimpiadi con tutti gli sport esclusi dalle olimpiadi. La sapida lista delle attività sportive qui.
Come non andarci?

sei moderno, personale, fresco, non romano: e, come tale, hai un ideale nella vita

Pubblico Ministero: “E dopo? Dopo quella sera cosa accadde?”
Oreste: “Beh, adesso nun me ricordo troppo bbene, ma furono giornate indimenticabbili!”

Indimenticabili sono, per le mie preferenze, almeno due film di Ettore Scola: Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) e Il viaggio di Capitan Fracassa (lo so, bisognerebbe aggiungere almeno C’eravamo tanto amati e Una giornata particolare, almeno almeno, ma io parlo per me).

Madammes e messier, padroni e servanti, è arrivato tra voi il teatro viaggiante! Noi siamo diretti a Parigi, ma abbiamo interrotto il viaggio per farvi l’onore di farci ammirare anche in questo schifoso villaggio. Potrete gustare le meglio invenzioni, arguzie, cofecchie, grandissimi inguacchi! Scene d’amore, toste emozioni, duelli, morte e cento altri cacchi! Potrete ridere a crepapelle oppure chiagnere a catinelle. E se pure non tenete denari, anche in natura potete pagare! Basta un salame, la mezza pannocchia, noci, pagane, ‘na bella ricotta!  (Pulcinella)

Tanto la Vitti nel primo (Adelaide Ciafrocchi) quanto la Muti nel secondo (Serafine) sono meravigliose, la scena di Gelosia su monte Testaccio con Giannini e Mastroianni è da antologia, per tutto questo io non posso che ringraziare, sentitamente, Ettore Scola.

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she got a lot of pretty, pretty boys she calls friends

In questo gennaio disgraziato per la musica è morto anche Glenn Frey, chitarromano nonché autore di punta degli Eagles. Poiché la sua hit di una vita, indiscussa, è ovviamente Hotel California vale la pena segnalare il doppio Live del 1980 che inizia, appunto, con la versione registrata il 29 luglio 1980 al Santa Monica Civic Auditorium: quasi sette minuti conclusi con un assolo a doppia chitarra – prima alternate e poi insieme – che entrò negli annali (qui per chi volesse, assolo da 4:35). Memorabile anche per la mia adolescenza.
Il disco, poi, conteneva un poster che rimase appeso in camera mia per parecchio. Amavo e amo tuttora le moltitudini raccolte per la musica. Nostalgie.

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il Levium (dai, dai, dai!)

Già da tempo sono stati aggiunti quattro nuovi elementi alla tavola periodica degli elementi, per ora chiamati: ununtrio, ununpentio, ununseptio e ununoctio.

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Si è ora aperto il dibattito sui nomi da attribuire a questi nuovi elementi: nel recente passato ebbero la meglio alcune logiche campanilistiche, per cui si ebbero il germanio, il francio, lo scandio, l’americio, il californium e così via. Maccheschifo. Per il 113, essendo stato scoperto da un équipe giapponese, sarebbe pronto il japonio. Maddai.
La rivista Nature, che iddio la protegga, ha proposto di superare questo tipo di logiche miserelle e di nominarne uno ‘Levium‘, ovvero l’elemento di Primo Levi: il giornalista britannico Philip Ball, infatti, sostiene giustamente che «Il suo ‘La tavola periodica’ rimane il miglior libro mai scritto sulla chimica. (…) ‘Se questo è un uomo’ è una delle opere più profonde e umane del secolo, testimonianza del fatto che la scienza può essere una forza universale liberatrice per la salvezza, riconoscendo allo stesso tempo la sua capacità di essere abusata in modi terribili. Levium potrebbe significare che la tavola periodica è per tutta l’umanità».

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Io, che umilmente ritengo Primo Levi il più grande scrittore italiano del Novecento tout court, sono ovviamente d’accordissimo ed entusiasta della cosa. Sarebbe davvero molto bello.

C’è un volume di racconti (qui) edito da Einaudi che – a un prezzo a dir poco ridicolo per tutto l’oro e le gemme che contiene – raccoglie tutti i racconti di Primo Levi, ovvero i racconti contenuti in Storie naturali, Vizio di forma, Lilít, Il sistema periodico, L’ultimo Natale di guerra. Credo sia uno dei libri più belli e preziosi che io abbia mai letto e che possegga. Vorrei davvero lo avessero tutti.