Fionn Regan, Protection racket
decisamente il mio pezzo del periodo, impossibile non muoversi. Almeno per me.
Autore: trivigante
Best, Crerand, McLintock e Radford
Un’eccellente fotografia di un’azione:

George Best – durante un Manchester United-Arsenal del 1967 finito 1 a 0 con goal di Aston – salta tra Pat Crerand, Frank McLintock (A) e John Radford (A), quasi tutti in una sospensione irreale, come se i tre da destra non stessero nemmeno saltando.
E invece il salto c’è, eccome.
Bellissima. A chi interessasse, la sintesi video della partita.
afflato di primavera #9

Ancora primavera grassa.
creare cose per il diletto delle persone
Ogni anno un’installazione. Sul tetto e pure gratuita, vista Central Park.
È l’installazione del Metropolitan Museum e quest’anno è di Cornelia Parker.

Il Bates Motel di Psycho, in formato due terzi dell’originale. Unitamente alla permanenza sul tetto, che è un po’ il vero motivo, un’esperienza superpiacevole per cui provo – come quasi sempre – invidia.

un futuro difficile

Nel dubbio, meglio raddoppiare che dimezzare.
scienza da bar (telefonatemi, prima)
Un gruppo di eminentissimi scienziati si è rinchiuso per anni e anni in un laboratorio per ricostruire l’aspetto dell’uomo di Altamura, vissuto nel Pleistocene medio tra 172 e 130mila anni fa.
Hanno chiamato i fratelli olandesi Kennis, fra i più qualificati al mondo in ricostruzioni paleoantropologiche, che si definiscono “paleo-artisti”, ed ecco il risultato:

Ineccepibile. Però, però, mi sovvien qualcosa… mmm… ‘spetta, cos’era? Mmmm.
Ma certo, eccolo, perché non mi telefonate prima?

Sia chiaro che scherzo, signor Macete, signor Trejo, si scherza.
Fortuna che Macete vuole bene a tutti (e io, sinceramente, lo ammiro. Davvero).
la liberazione
Qualche immagine da una giornata che è sempre memorabile, perché si sta insieme e si celebra il coraggio e la volontà.

Ieri, poi, un sole e un cielo altrettanto memorabili hanno premiato i coraggiosi.
l’incendio (…) che non si riuscirà più a domare

E oggi sono trent’anni, anche se il 26 aprile del 1986 ancora non lo sapevamo.
Ci dissero, giorni dopo, di non bere l’acqua piovana, di bere solo latte a lunga conservazione confezionato prima del 2 maggio (il 2 maggio, sì!), di non mangiare verdura fresca a foglia larga. Ma non bastava, la Protezione civile – nel più completo deliquio di quei giorni – prescrisse di tenere le finestre chiuse e di uscire il meno possibile, di non usare i condizionatori. Sembra, a ripensarci tempo dopo, di leggere uno di quegli opuscoli del tempo della guerra atomica, che suggerivano di nascondersi sotto il tavolo in caso di scoppio di bomba termonucleare nelle vicinanze. Certamente.
Lo ricordo benissimo, ci consigliarono anche di non andare in giro con le scarpe slacciate, in particolare a noi ragazzini. Perché le stringhe avrebbero raccolto la radioattività.
Questo era il contesto in cui la popolazione italiana veniva protetta, non stupisce quindi che ancora oggi le notizie del disastro siano incerte e fumose: in quei giorni regnava il caos, non fosse stato per le rilevazioni svedesi ci avremmo messo molto di più a sapere.
Per chi volesse, il testo attualmente di riferimento è: Svetlana Aleksievič, Preghiera per Černobyl’. Oppure, meno recente ma concentrato sui fatti alla centrale: Piers Paul Read, Catastrofe. La vera storia di Chernobyl.
Da allora, e non credo sia una banalità dirlo perché è vero, non vedemmo più le cose nella stessa maniera.
buona festa a (quasi) tutti

April 25,1974 [Ricardo Rangel (photo) and José Freire, Grupo dos Democratas de Mozambique, 1974]
suggerimento di lettura #14.208

William A. Rossi, The Sex Life of the Foot and Shoe, 1976, Saturday Review Press.
Spaziando dall’arte alla psicologia, dalla storia alla letteratura, William A. Rossi – un vero specialista nel settore – illustra le vicende dell’umano interesse per i piedi.
Un libro imperdibile, anche per l’elegante copertina.
