quando, finalmente, la meraviglia ti entra in casa

Chiariamo: non so cosa sia, ma attenendomi alle istruzioni non mi sono fatto troppe domande e ho goduto del paesaggio, dell’esperienza e delle nuove prospettive.
Perché per me, come parecchi altri, questa è casa e – per una volta – il fatto straordinario è venuto da noi e non è stato il contrario, obbligati ad andare da qualche parte dove succedono le cose. Posti, quindi, visti mille volte con piacere si sono offerti da lati nuovi e con un vero trionfo di colori (il giallo-arancione che varia con la luce e l’acqua è sensazionale).
Un poco intruppati, questo è certo, ma ne è valsa eccome la pena. Senza, ripeto, farsi troppe domande ma godendo solo del piacere di camminare in mezzo a un bel lago (fa effetto pure dirlo…). Di casa.

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E, infine, le tre foto che mi pare mi siano venute meglio.
Ma è una cosa tra le più fotogeniche che io abbia mai visto, quindi era facile.

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Di notte, al tramonto e all’alba ha il suo fascino, per carità, ma è con il sole che esplode.

francis il muro parlante: dialettica politica tra autonomia operaia e movimento sociale

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono.
In principio la comunicazione politica di Autonomia Operaia (maddai, ancora?).
Poi la replica, sopra, dell’argomentazione di destra. L’una rigorosamente in rosso e l’altra in nero, coerenti.

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(Laddove fasöi sta localmente per ‘fagioli’).

uomini che rubano alle donne (l’antirughe, ma non solo)

In principio era l’uomo che ci rubava il contorno occhi. Lo abbiamo accolto, capito, amato e gli abbiamo anche fatto spazio nel nostro beauty case e sulla mensola del bagno. In fondo, pensavamo, un velo di antirughe non fa male a nessuno, neanche alla sua virilità. Poi è arrivata la moda. In passerella hanno iniziato a sfilare muscolosi quadricipiti in gonnella e noi ci siamo chieste a lungo, dubbiose: ma è colpa degli stilisti che mandano in passerelle uomini in guepierre o forse è solo che il maschio è talmente in crisi che i pantaloni gli scivolano via di dosso senza trovare troppa resistenza? Nel dubbio atroce di aver perso ogni possibile coordinata nella ricerca dell’uomo vero, la mazzata pesante ci arriva dall’ultima tendenza in fatto di stile maschile.

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L’occhiale bellissimo e usato.
(il pezzo sopra ovviamente non è mio, qui).

al 44′ Karába, raddoppio di Fenyvesi al 54′, accorcia inutilmente le distanze Connelly all’84’

1965, semifinale di Fairs Cup, Ferencváros contro Manchester United, partita di ritorno (a Budapest, quindi). Potrebbe essere la partita del 6 giugno 1965 (vinta dal Ferencváros per 1-0) o quella di dieci giorni dopo, essendo le squadre in perfetta parità (anche questa vinta dal Ferencváros per 2 a 1).

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Si vedono chiaramente i bei ciuffoni di Best e Charles. La bellezza di questa foto è che racchiude, intera, tutta la squadra del Manchester United, con una robustosa barriera da otto uomini più Best a fianco. Bella.

the rise of an american hero

160613.remnickNon il libro su di lui ma un buon libro sulla boxe in generale: David Remnick, Il re del mondo.
Sebbene grosso modo a due terzi si perda e sebbene tutta la narrazione sia sproporzionata su ciò che ha preceduto Muhammad Alì, è un bel libro di storia della boxe e va giù tutto di un fiato (in questo senso il titolo originale è più chiaro: King of the World: Muhammad Ali and the Rise of an American Hero).
Remnick non è un esperto ma è un giornalista (è il direttore del New Yorker dal 1998), per cui sa scrivere molto bene e sa raccontare storie, il che va benissimo per un libro del genere. Superato il sottotitolo scemo dell’edizione italiana (diffidare sempre degli aggettivi vero e segreto), e visto il costo abbastanza ridicolo, è una letturina che consiglio.
A me, a Faenza nel 2014, andò giù in un paio di piacevoli sorsi serali.

io adooovo

Da ieri, come ogni anno, si corre ad Ascot.
E, come ogni anno, i cavalli non interessano proprio a nessuno.

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Adooovo la quieta eleganza e la sobrietà che contraddistingue la nobiltà inglese en plein air (traduzione: in libera uscita; o allo stato brado).

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Il tutto non sarebbe però possibile senza una robusta, robusta carica di corroboranti sbarazzini (ossignur, ma che è? birra con la cannuccia e Martini rosso annacquato?).

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Belline, proprio. Ma la regina resta lei, come sempre, sobria ed elegante:

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La cattivissima regina Elena, che io adoooovo più di tutto.